Un gioco che si chiama Worm Capitalist e consiste nell’allevare vermi per vendere quello che producono uscirà il 30 novembre, e nel frattempo la demo è giocabile al Next Fest di Steam. Lo fa da solo Tikotey, per cui è il primo gioco commerciale, e lo pubblica Ivy Juice.
Come funziona la colonia
Il meccanismo è quello degli incrementali: si parte da niente, si nutre, si reinveste, e a un certo punto la macchina gira da sola. Qui il niente sono pochi vermi affamati che mangiano lo schermo pixel per pixel, e il profitto arriva dai loro escrementi. Con i soldi si comprano potenziamenti, si allarga la colonia e si automatizza la raccolta, fino al punto in cui il giocatore smette di cliccare e comincia a decidere dove mettere i soldi. Ci sono un albero delle abilità, abilità attive da lanciare a mano e i consueti azzeramenti con bonus permanenti, quelli che nel genere si chiamano prestigi. Gli obiettivi di Steam sono arrivati con l’aggiornamento di ottobre, insieme a una passata sull’interfaccia.

I numeri della demo, pubblicati dallo sviluppatore
Tikotey tiene il conto in pubblico, e i conti sono la parte più interessante di questa storia. Il 21 settembre, con l’uscita della demo, il gioco entrava nella vetrina collettiva Stronger Together. Una settimana dopo erano 1.500 attivazioni della demo, 750 giocatori diversi, poco meno di un’ora di tempo mediano e il 46 per cento che restava oltre l’ora. Il 7 ottobre le attivazioni erano oltre 4.000, i giocatori diversi oltre 3.000, il tempo mediano circa un’ora e la quota che superava l’ora era salita al 53 per cento. Le aggiunte alla lista dei desideri hanno superato quota mille. La pagina della demo oggi raccoglie 17 recensioni con l’88,2 per cento di giudizi positivi.
Sono numeri piccoli, e messi così servono a una cosa sola: far vedere che tipo di gioco è. Un tempo mediano di un’ora su una demo è alto, perché le demo si abbandonano in dieci minuti, e in un incrementale quell’ora significa che il primo anello della catena si chiude. Quello che i numeri non dicono è se il quarto anello tiene, perché nessuno ha ancora giocato oltre la demo.
Ivy Juice entra come editore a ottobre
L’accordo con Ivy Juice è stato annunciato il 5 ottobre, quando il gioco era già in vetrina con la demo e i numeri cominciavano a muoversi. Ivy Juice è un duo di Berlino che fa giochi propri e aiuta gli sviluppatori solitari a chiudere i loro: lo spiega Linus nell’annuncio stesso e lo ripete il sito dello studio. Nello stesso periodo lo studio sta portando al Next Fest anche Cluttermancer e Desktop Drill, con tre demo in contemporanea e tre date di uscita ravvicinate.
Per uno sviluppatore al primo gioco l’editore arriva quasi sempre con due cose: i soldi e la vetrina. Qui, con l’uscita fissata a fine novembre, la vetrina conta più dei soldi, perché la finestra per farsi notare è la settimana del Next Fest e non si ripete.
Il genere, e perché nel 2026 ce ne sono tanti
Gli incrementali costano poco da produrre e si leggono in due secondi: un numero che sale, una barra che si riempie, un bottone che diventa inutile appena si compra l’automazione. Per questo il genere è diventato il primo gradino di chi sviluppa da solo, e per questo su Steam ne arrivano decine al mese. Il problema è che la soglia bassa taglia in due il gruppo: da una parte i giochi che usano la crescita per raccontare qualcosa, dall’altra quelli che si fermano al grafico. La differenza si misura in un punto preciso, cioè quando il giocatore ha finito di guardare i numeri e deve trovare un motivo per restare. Nei casi riusciti il motivo è un mondo che cambia forma mentre si cresce, non un moltiplicatore più grande.

Cosa serve sapere prima di scaricarla
Sedici lingue nell’interfaccia, italiano compreso: le dichiara la pagina del gioco, e per un gioco fatto da una persona sola è una scelta precisa: gli incrementali vivono di testo, e il testo tradotto allarga il bacino più di qualunque aggiunta meccanica. Il prezzo non è ancora stato comunicato. Il gioco esce solo su Windows, ha requisiti leggeri e mezzo giga di ingombro, e la data è stata confermata il 19 ottobre.
Il Next Fest chiude il 26 ottobre, e quest’anno le demo sono più del doppio dell’anno scorso, oltre ottomila: in una fila così lunga un gioco di vermi senza nomi noti dietro vive o muore sulla prima mezz’ora. Nel genere l’abbiamo visto funzionare con le aste dei container e con i debiti spaziali, due casi in cui il gancio era una stranezza e non un numero che sale. Il 30 novembre si vedrà se la stranezza qui regge oltre l’ora che la demo ha già dimostrato di tenere.


