Lo sparatutto Disney di Epic Games è stato rinviato a tempo indeterminato, e chi ci lavora ha ricevuto l’ordine di finirlo con l’intelligenza artificiale generativa. Il gioco, mai annunciato ufficialmente, mette insieme personaggi Marvel e Star Wars e doveva uscire a marzo del 2027. Lo ha raccontato il 12 ottobre 2026 un rapporto di Bloomberg, ripreso in giornata da mezzo settore.
Secondo la ricostruzione, uno dei direttori del progetto ha scritto allo staff che la produzione passa a un modello costruito intorno a strumenti come Claude di Anthropic. La grafica verrà prodotta con flussi di lavoro interamente automatici, e il codice non si scriverà più a mano. Secondo VGC, l’annuncio è arrivato in una videochiamata nei giorni precedenti il rapporto e ha lasciato parte della squadra senza parole: qualcuno ha chiesto, ridendo, se gli errori prodotti dalla macchina andranno segnalati alla macchina stessa.
Cosa ha detto Epic
Epic Games ha risposto con una riga sola, in cui dice di avere adottato uno sviluppo accelerato dall’intelligenza artificiale, guidato dai propri sviluppatori, che restano le teste creative di tutto quello che fa. Il 12 ottobre l’amministratore delegato Tim Sweeney è andato a spiegarsi sul proprio profilo, e lì il quadro si allarga parecchio. Parla di una riconversione enorme già in corso, con gli sviluppatori spostati da un reparto all’altro per massimizzare l’accelerazione, e sostiene che l’obiettivo non sia fare le stesse cose con meno persone.
Nelle stesse ore Sweeney ha aggiunto tre cose misurabili, da PC Gamer. Che il guadagno di tempo, a ottobre 2026, va dal 20% nelle parti più tecniche di Unreal Engine fino a cinque volte tanto nello sviluppo web. Che entro un anno si aspetta che quasi nessun reparto stia sotto il triplo dell’efficienza di gennaio 2026. E che a chi gli fa notare quanto il pubblico detesti questa roba risponde che molti vorrebbero tornare al 2016, ma il 2016 non c’è più. La frase che è circolata di più, però, è un’altra: il suo obiettivo dichiarato è sopravvivere alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
Perché il progetto era in ritardo
Il passaggio meno citato del rapporto è quello che spiega il resto. Il gioco andava a rilento perché Epic Games aveva sottovalutato quante persone servissero per farlo: il problema era di organico. La soluzione scelta è stata cambiare metodo di produzione a progetto avviato invece che assumere.
Il contesto aiuta a capire perché la strada delle assunzioni fosse quella meno probabile. A marzo l’azienda aveva licenziato oltre mille persone, citando il calo delle vendite di console, le cause legali contro Apple e Google e la difficoltà di tenere acceso l’entusiasmo intorno a Fortnite stagione dopo stagione. Disney, dal canto suo, nel 2024 ha investito un miliardo e mezzo di dollari in Epic Games: il gioco in questione è il frutto di quell’accordo, ed è l’unico prodotto concreto che il pubblico ne abbia intravisto.
Non è una svolta improvvisa
Chi segue l’azienda sa che la posizione non è nuova. Sweeney ha definito irresponsabile la scelta di Steam di obbligare gli studi a dichiarare l’uso dell’intelligenza artificiale, e a luglio aveva ipotizzato che la tecnologia avrebbe potuto tenere in piedi giochi come il Destiny di Bungie. A giugno 2026 Epic Games ha annunciato che Unreal Engine 6, il suo motore grafico, integrerà strumenti basati su modelli come Claude e Gemini per ridurre il lavoro ripetitivo.
La novità, semmai, è un’altra: come nota GamesIndustry.biz, è la prima volta che una grande azienda del settore dichiara di voler costruire un gioco ad alto budget principalmente con questi strumenti. Il motore di Epic Games è anche quello su cui lavorano centinaia di altri studi, e Sweeney ha detto esplicitamente di voler portare lo stesso metodo a tutti i team che usano Unreal. Ne hanno scritto anche Insider Gaming ed Eurogamer.
Cosa non si sa
Il gioco non ha un titolo pubblico, un genere confermato oltre alla definizione di sparatutto, una piattaforma dichiarata né una nuova data: il rinvio è a tempo indeterminato e la finestra di marzo 2027 non era mai stata annunciata. Epic Games non ha confermato nel dettaglio quali strumenti siano in uso né quante persone siano state spostate, e non ha detto se il metodo valga anche per gli altri progetti interni. L’appuntamento più vicino in calendario è il prossimo aggiornamento di Unreal Engine, dove quella stessa tecnologia smette di essere una questione interna e arriva sui computer di chi sviluppa per mestiere.
Sul tema avevamo già scritto quando i risultati promessi dall’intelligenza artificiale non si sono visti, e quando Nicolas Cage ha raccontato di non aver firmato la liberatoria che avrebbe permesso di replicarlo.


