GTA 6 couldn't have been made by AI because it lacks Rockstar's "extraordinary" creativity, Take-Two boss says

Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Una build di GTA 6 giocabile fino ai titoli di coda? La minaccia arriva dal sito del leaker CyberLeek

Tempo di lettura: 3 minuti

Una build di GTA 6 giocabile dall’inizio ai titoli di coda sarebbe nelle mani del leaker noto come CyberLeek. Sul proprio sito ha scritto di volerla pubblicare se la criptovaluta che ha messo in circolazione arriverà a trenta milioni di dollari di capitalizzazione. La minaccia è stata raccolta da Tom Henderson per Insider Gaming, che ha deciso di non diffondere l’indirizzo del sito perché potrebbe contenere programmi dannosi.

Nel linguaggio dello sviluppo una build è la copia compilata e avviabile del gioco, quella che gira su una console o su un computer. Diffonderne una completa non vuol dire mostrare filmati: vuol dire consegnare il gioco a chiunque lo scarichi, cinque settimane prima dell’uscita. CyberLeek sostiene che la sua contenga la campagna intera, giocabile fino alla schermata dei crediti finali.

Cosa chiede il leaker a Take-Two

Insieme alla soglia sulla moneta c’è una seconda richiesta, e non riguarda soldi. Nello stesso messaggio il leaker scrive che Take-Two potrebbe evitare la pubblicazione scusandosi per l’assenza di un’edizione su disco e mettendola in vendita, come ha riassunto Kotaku. Nei due pezzi del 10 ottobre non risulta nessuna scadenza, quindi la minaccia non ha una data: resta appesa alla capitalizzazione di una moneta che il suo stesso creatore può muovere.

Su quel punto c’è un precedente che vale più di qualsiasi dichiarazione. A fine agosto, ricostruisce Kotaku, dall’account sono stati prelevati 250.000 dollari di fondi e la moneta è crollata subito dopo. Il meccanismo, in quel caso, è quello che nel gergo delle criptovalute si chiama rug pull, cioè la vendita improvvisa delle proprie quote da parte di chi ha lanciato il progetto, lasciando gli acquirenti con un prezzo azzerato. Una promessa di pubblicazione legata al prezzo della moneta funziona nei due sensi: spinge all’acquisto chi vuole vedere il materiale e conviene economicamente a chi la fa.

Cosa ha già diffuso CyberLeek

Il materiale pubblicato finora supera l’ora complessiva. L’8 ottobre erano comparsi venticinque minuti di gioco, anche in prima persona, una modalità che Rockstar non ha mai annunciato, e nello stesso pacchetto c’erano scene ottenute con modifiche al codice: il personaggio di Jason senza vestiti e uno spezzone su Lucia. Noi ne abbiamo scritto il 9 ottobre, segnalando che l’autenticità non era verificata e che intorno al materiale stavano girando falsi download con programmi dannosi.

Henderson aggiunge la lettura che ridimensiona la minaccia: in molti sostengono che le immagini uscite vengano da una versione vecchia del gioco, e in quel caso una build completa potrebbe essere un bluff. Chi gestisca l’account e con chi collabori resta sconosciuto. Nessuna delle due testate afferma di aver visto la build.

Perché la richiesta sul disco ha un fondamento

CyberLeek chiede anche un’edizione su disco, e quella pretesa poggia su una decisione reale dell’editore. Le copie fisiche di Grand Theft Auto 6 non contengono un disco: dentro la scatola c’è un codice da riscattare per il download, come Rockstar ha messo nero su bianco nelle note sui preordini inviate alla stampa a giugno. L’edizione in scatola arriva il 12 novembre, una settimana prima del lancio, per dare il tempo di scaricare i dati in anticipo.

Significa che chi compra la versione da scaffale non possiede niente di avviabile: possiede un codice legato a un account, e quando i server di riscatto chiudono la scatola resta una scatola. È la discussione che accompagna la scomparsa dei dischi dalle console, e il leaker se l’è intestata per dare alla propria operazione un vestito da rivendicazione.

Cosa non ha detto Rockstar

Rockstar Games e Take-Two Interactive non hanno commentato né la minaccia né il materiale dell’8 ottobre. Di questo gioco lo studio ha confermato pochissimo per scelta: anche sulle armi, dove la discussione pubblica è ampia, quello che Rockstar ha mostrato ufficialmente è una frazione di quello che i giocatori hanno identificato nei filmati. Una modalità in prima persona vista in un video non annunciato è dentro la stessa casistica: circola, non è confermata.

La segretezza intorno al progetto è anche il centro della causa che lo studio sta affrontando a Glasgow. Trentaquattro sviluppatori licenziati nel 2025 sostengono di essere stati allontanati per l’attività sindacale, e l’azienda risponde di averlo fatto per la condivisione di informazioni riservate. Nelle sue memorie Rockstar ha paragonato la riservatezza su GTA 6 a quella di Apple sui propri telefoni, e il processo è ancora in corso.

Cosa resta da verificare

Non c’è nessuna prova pubblica che la build esista, nessuna scadenza, nessun riscontro indipendente sulla capitalizzazione dichiarata e nessuna reazione ufficiale dell’editore. Quello che è verificabile è il calendario: Grand Theft Auto 6 esce il 19 novembre su PS5 e Xbox Series, e a quella data una build anticipata smette di avere valore. Chi cerca il materiale nel frattempo si muove in un terreno in cui i falsi download sono più numerosi di quelli veri.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti