Artwork di GTA 6, il gioco al centro del processo di Glasgow sui licenziamenti in Rockstar

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Rockstar aveva le schermate del Discord sindacale da mesi, ha licenziato alla vigilia dell’annuncio su GTA 6

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La talpa di Rockstar nel server Discord del sindacato è finita al centro dell’udienza del 9 ottobre al tribunale del lavoro di Glasgow, dove si discute il licenziamento dei trentaquattro sviluppatori di Grand Theft Auto 6 allontanati nell’autunno del 2025. A rispondere alle domande dei legali è stato Charlie Kinloch, co-direttore della sede di Rockstar Lincoln e responsabile delle risorse umane, che per oltre due anni ha ricevuto le schermate delle conversazioni sindacali da un dipendente di grado basso indicato negli atti con la sigla AB.

Le domande e le risposte dell’udienza sono state riportate da Kotaku. Il materiale sulla talpa era stato depositato da entrambe le parti a settembre, all’apertura del processo, e questa è la prima volta che un testimone dell’azienda viene interrogato su quel capitolo. Noi ne abbiamo scritto il 13 settembre, quando le carte sono diventate pubbliche.

Cosa ha passato all’azienda il dipendente indicato come AB

Secondo gli atti, AB ha consegnato alla dirigenza schermate delle discussioni, resoconti delle riunioni, elenchi di chi era attivo nel gruppo e il numero degli iscritti, con almeno ventisei contatti diretti con le risorse umane fra il 2024 e il 2025. I licenziati sostengono che fra quel materiale ci fosse anche un conteggio preciso: mancavano dodici adesioni per arrivare al dieci per cento dei dipendenti. Nel Regno Unito è la soglia oltre la quale un sindacato può chiedere all’azienda di essere riconosciuto come controparte nelle trattative.

Kinloch ha negato di aver mai avuto interesse o conoscenza dello stato sindacale dei dipendenti e ha spiegato di essersi occupato soltanto di contenere il rischio di fughe di informazioni. AB, però, non è fra i testimoni ammessi: i legali dei licenziati hanno discusso con il giudice sulla necessità di mettere a verbale le sue intenzioni, e hanno chiesto che il tribunale tragga una conclusione sfavorevole all’azienda dal fatto che non parli in prima persona. La loro tesi è che Rockstar lo abbia compensato, insieme ad altri, con permessi retribuiti.

Perché i licenziamenti sono arrivati nell’ottobre 2025

Il passaggio più ruvido dell’udienza riguarda i tempi. Kinloch ha confermato di conoscere già da marzo e da giugno del 2025 i commenti poi usati per costruire i licenziamenti. Nella propria memoria l’azienda scrive di aver dovuto agire con la massima rapidità possibile, e il legale dei lavoratori gli ha chiesto se diciotto mesi corrispondano a quella descrizione. La risposta è che a ottobre la situazione era diversa, perché Rockstar stava per fare un annuncio importante sullo sviluppo del progetto successivo. Letti con quella lente, ha detto, i messaggi sugli orari di lavoro e sugli straordinari obbligati diventavano una materia molto delicata: una sola frase finita in pubblico avrebbe danneggiato l’azienda nel momento di massima attenzione.

L’annuncio è arrivato poco dopo. I licenziamenti sono stati comunicati a fine ottobre 2025 e il 6 novembre Rockstar ha spostato l’uscita di Grand Theft Auto 6 da maggio a novembre 2026. Kinloch ha aggiunto un secondo motivo: in quelle settimane gli iscritti al server crescevano in fretta, e di metà o più dei nuovi arrivati l’azienda non riusciva a stabilire l’identità.

Quanto era chiuso quel server, secondo le due parti

Sulla tenuta del Discord le versioni non coincidono, e la differenza pesa perché è il punto su cui si decide se ci sia stata una fuga di informazioni. I lavoratori sostengono che i canali fossero separati, che l’identità di chi entrava venisse verificata prima dell’accesso alle stanze sindacali e che nulla sia mai arrivato al pubblico. Rockstar afferma invece che in uno dei canali ci fosse almeno un giornalista e che vi si sia parlato di un formato online da trentadue giocatori, un dettaglio già emerso dagli atti a settembre.

Una pronuncia interlocutoria c’è già stata. Il 12 gennaio 2026 il tribunale ha respinto la richiesta di uno stipendio provvisorio ai licenziati: la giudice Frances Eccles non ha ritenuto probabile che l’iscrizione al sindacato fosse la ragione principale dei licenziamenti, e la causa è andata avanti nel merito. Rockstar dichiara di aver licenziato trentuno sviluppatori britannici per la condivisione di informazioni riservate in un server da circa trecentocinquanta membri, e fa notare che alcuni favorevoli al sindacato presenti in quelle stanze non sono stati toccati. A rappresentare i licenziati del Regno Unito è l’IWGB, l’Independent Workers’ Union of Great Britain. Il sindacato nega che siano state divulgate informazioni sensibili e contesta la procedura seguita: nessuna riunione disciplinare, nessuna indagine interna, nessun appello.

Cosa resta da chiarire e quando si torna in aula

Sul banco dei testimoni non salirà la persona che per due anni ha riferito all’azienda, quindi le sue intenzioni resteranno affidate al racconto di altri. Kotaku scrive che l’udienza riprende nella settimana del 12 ottobre con altri dirigenti dell’azienda, e il calendario iniziale prevedeva la chiusura intorno al 16 ottobre. Grand Theft Auto 6 esce il 19 novembre su PS5 e Xbox Series, cinque settimane dopo. I licenziati, dal canto loro, hanno chiesto ai giocatori di comprare il gioco e di sostenere invece le spese legali della causa.

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