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I mod che infilano un gioco dentro l’altro, fatti con l’IA, hanno invaso X

Tempo di lettura: 3 minuti

I mod fatti con l’IA che infilano un gioco dentro un altro hanno riempito X per una settimana. Il video che ha fatto partire tutto, pubblicato il 27 settembre 2026 dall’utente chasm, mostra lo skateboard di Skate 3 dentro Modern Warfare 2 del 2009 e ha superato i 7,3 milioni di visualizzazioni con quasi 30.000 apprezzamenti. Da lì sono arrivati Minecraft dentro lo stesso gioco, poi tutti e tre insieme, e nei giorni seguenti una fila di combinazioni sempre più assurde.

Cosa sono davvero questi mod

IW4L è il nome della base tecnica, e non è una patch applicata al gioco originale: è una riscrittura da zero di Modern Warfare 2 nel linguaggio di programmazione Rust. Sopra ci stanno gli innesti. Premendo un tasto si passa alla modalità skate, con la fisica, i trick e le grind di Skate 3. Fra le mappe, invece, compare un mondo Minecraft vero e infinito, generato da un motore indipendente chiamato MinecraftOSS.

Il lavoro di cucitura è più accurato di quanto il concetto lasci immaginare. L’inventario e la barra rapida di Minecraft sono ridisegnati con l’aspetto grafico di Modern Warfare 2, mentre i suoni dei blocchi e dei passi restano quelli originali. La minimappa mostra il mondo a blocchi intorno al giocatore, e la modalità skate funziona anche lì, con le collisioni al posto giusto.

Il repository su GitHub contiene codice e build per Windows ma nessun file dei giochi: la parte Minecraft viene scaricata al primo avvio dai server di Mojang, circa 125 megabyte, e per la modalità skate serve una copia personale della versione Xbox 360 di Skate 3. È la stessa impostazione che i progetti di decompilazione usano da anni.

Quanto c’entra davvero l’intelligenza artificiale

L’autore dichiara che il progetto è stato scritto quasi interamente con l’assistenza di un modello di linguaggio, nello specifico Claude Opus 5.5 di Anthropic. Il punto interessante, però, è quello che racconta della parte difficile: la riscrittura di Minecraft ha richiesto settimane di lavoro manuale, perché il modello non è in grado di giudicare se il risultato si comporti come dovrebbe.

Tradotto: la macchina ha fatto il lavoro meccanico, cioè decompilare, tradurre codice da un linguaggio a un altro e riscrivere routine già esistenti. La parte che riguarda come ci si sente a giocare è rimasta in mano a una persona. È la differenza fra usare questi strumenti come attrezzo tecnico e immaginare che producano progettazione, e in questo caso la distinzione è dichiarata dall’autore stesso.

Il problema del diritto d’autore resta aperto

Nessuno dei titolari si è ancora mosso. GameSpot osserva che non si sa se Activision proverà a far rimuovere questi mod, e che intanto sono tutti su GitHub. Il trucco di non distribuire nessun file originale ha retto per anni ai progetti di preservazione, ma non li ha sempre protetti: le decompilazioni dei giochi Nintendo sono state rimosse più volte nonostante la stessa precauzione.

Il fatto che nessuno di questi mod sia finito su una piattaforma di distribuzione è a sua volta un indizio: finché restano su un repository e dentro clip virali, chi li fa resta un bersaglio piccolo.

Perché non piacciono a tutti

Kotaku ha messo nero su bianco la critica più diffusa: questi mod sarebbero fatti per produrre il video da venti secondi e non per essere giocati. I sistemi di due giochi diversi sono pensati per alimentarsi a vicenda dentro il loro contesto: staccarne dei pezzi e incollarli altrove senza rifare il lavoro di progettazione produce qualcosa che si guarda volentieri una volta e poi non funziona.

Dall’altra parte c’è una lettura più generosa, che riguarda la preservazione: le stesse tecniche di decompilazione assistita stanno riportando giochi vecchi su hardware moderno, e quello è un risultato che la comunità insegue da sempre. Due ipotesi sullo stesso strumento, con esiti molto diversi.

Cosa non si sa

Non ci sono diffide annunciate da Activision, Mojang o Electronic Arts, non si sa quante persone abbiano davvero installato queste build e nessuno dei progetti ha un piano oltre il prossimo video. Call of Duty: Modern Warfare 4 esce il 23 ottobre su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Switch 2 e PC, e sarà quello il momento in cui si capirà quanta pazienza Activision abbia con i mod del suo capitolo di sedici anni fa. Sul rapporto fra questo settore e l’intelligenza artificiale generativa restano posizioni distanti: a settembre la più grande fiera britannica di giochi da tavolo l’ha vietata, mentre Ubisoft ha depositato un marchio per i suoi progetti in quel campo.

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