La catena di segreti della Lucky Coin di Diablo 4 è arrivata alla fine dopo tre anni, e l’ultimo anello è un combattimento contro un boss che non era mai stato trovato prima. La comunità ci è riuscita a fine settembre 2026, durante la quindicesima stagione del gioco di Blizzard, mettendo insieme l’ultimo dei tre oggetti necessari. Il percorso completo richiede quattro giocatori coordinati, ventiquattro ore di attesa reale e una finestra di due minuti che, se si manca, obbliga a ricominciare.
Tre monete in tre anni
Il filone è cominciato con il gioco base nel 2023. La prima moneta, la Lucky Coin, si otteneva da una serie di condizioni che non erano scritte da nessuna parte e portava a un anello chiamato Ring of Misfortune. La seconda, la Luckier Coin, è arrivata con l’espansione Vessel of Hatred e si trovava a Nahantu, e il suo premio era il Ring of the Jinx.
La terza era comparsa nei dati del gioco già da mesi, ma nessuno sapeva come ottenerla. Si chiama Luckiest Coin e, secondo la ricostruzione di Prima Games, è di gran lunga la più complicata delle tre: serve un gruppo completo di quattro persone che uccidano quattro nemici d’élite a Skartara nel giro di pochi secondi l’uno dall’altro. Se la sincronizzazione salta, la moneta non cade per nessuno e si ricomincia.
Il cuscino e le ventiquattro ore
Il passaggio successivo è la parte che ha tenuto fermo tutto per mesi. La moneta va portata a un cuscino nel sud di Temis, accanto al dungeon The Aegoye, e infilata sotto. Sul momento non succede niente. Bisogna aspettare ventiquattro ore reali e tornare entro una finestra di circa due minuti: solo allora, al posto della moneta, compare l’Amulet of Dark Omens.
È una meccanica che nessuno avrebbe scoperto leggendo il gioco: il cuscino non dà nessun segnale, e la finestra è stretta abbastanza da sembrare un errore. Chi la manca deve rifare tutto, inclusa la parte con i quattro giocatori sincronizzati.
Il boss nascosto
Con i tre gioielli addosso, i due anelli e l’amuleto, si va alla vecchia capanna di Lorath nei Fractured Peaks. Lì si apre un portale verso un’area chiamata the Foyer, e dentro aspetta quello che la comunità ha ribattezzato Unlucky Council: tre echi di personaggi della storia principale, Donan, Neyrelle e Lorath, gli Horadrim della campagna.
La regola che conta è una sola: i tre oggetti vanno tenuti indosso per tutto lo scontro, altrimenti la ricompensa non arriva. Diverse guide, fra cui quella di MMOGAH, indicano anche di impostare la difficoltà su Tormento 12 prima di entrare. Il premio è un trofeo chiamato Horadric Coin.
Il premio è un anello che si chiude su se stesso
Qui arriva la parte che ha fatto storcere il naso a una parte dei giocatori. L’Horadric Coin non è un oggetto da equipaggiare né una nuova classe di bottino: va messo nell’Horadric Cube insieme a due Engagement Rings e a un Lost Amulet, oggetti di scarto che si recuperano pescando, e il risultato è un sacchetto che restituisce i tre gioielli segreti.
Tradotto: il premio per aver completato la caccia più lunga del gioco è poter rifare la caccia senza rifarla, e portare un secondo gruppo al boss senza ripetere le ventiquattro ore. Utile per chi vuole aiutare altri giocatori, molto meno per chi si aspettava un oggetto leggendario alla fine di tre anni di indizi. Al momento nessuno ha trovato altri passaggi collegati, anche se la comunità sta ancora controllando se l’Horadric Coin porti da qualche altra parte.
Cosa non si sa
Blizzard non ha commentato né confermato che la catena sia conclusa, e non è chiaro se il trofeo abbia altri usi oltre alla ricetta nota. Non si sa nemmeno se lo scontro resterà accessibile dopo la fine della quindicesima stagione, né se verrà aggiunto qualcosa nella prossima. Le guide complete del percorso sono già online, quindi chiunque voglia provarci non deve più scoprire niente: deve solo trovare tre persone disposte a coordinarsi al secondo e ad aspettare un giorno intero. Sul fronte del gioco, Blizzard ha promesso che Diablo 4 avrà nuove stagioni anche dopo l’uscita di Diablo 5, che il suo director descrive come un gioco di pianificazione più che di riflessi.


