Uno scontro a fuoco in PUBG: BATTLEGROUNDS, il battle royale di Krafton al centro del caso vietnamita

Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

PUBG rischia il blocco in Vietnam: Krafton non ha mai avuto la licenza, e il paese ha smesso di giocarci

Tempo di lettura: 3 minuti

In Vietnam PUBG: BATTLEGROUNDS sta finendo fuori dal paese, e non per una decisione di Krafton. Nel giro di una settimana le catene di internet café lo hanno disinstallato da migliaia di computer, i club di esport si sono sfilati dai tornei, alcuni operatori telefonici hanno cominciato a bloccare Steam, e nel frattempo è emerso che il gioco lì non ha mai avuto una licenza per essere distribuito.

Il punto di partenza è un torneo espositivo. PUBG Asia Stars 2026 è cominciato il 17 settembre con quarantotto partecipanti da sei regioni asiatiche, e il primo giorno una streamer sudcoreana ha accusato due giocatori vietnamiti, Himass e TanVuu, di stream sniping, cioè di guardare la diretta degli avversari per sapere dove si trovavano. Krafton ha cancellato la terza giornata e ha chiuso il torneo in anticipo.

La punizione più dura mai data nell’esport di PUBG

Il 23 settembre, dopo aver esaminato le dirette ufficiali, le registrazioni dei giocatori e i dati di gioco, Krafton ha confermato le violazioni e ha deciso: ban permanente degli account ed esclusione a vita da qualunque torneo ufficiale nel mondo, dal PUBG Global Championship alla PUBG Nations Cup. I due possono fare ricorso, ma la sanzione è la più severa nella storia competitiva del gioco.

In Vietnam la reazione non ha riguardato il merito delle accuse. La comunità ha contestato che le regole del torneo non fossero chiare fin dall’inizio, e ha accusato Krafton di aver trattato i vietnamiti in modo diverso dai partecipanti del paese ospitante. Il responsabile di PUBG Publishing si era scusato pubblicamente il 21 settembre, ammettendo di non aver fissato prima le regole e di aver comunicato in modo incoerente fra coreano e vietnamita. Non è bastato.

Il boicottaggio, azienda per azienda

Quello che è successo dopo non assomiglia a una protesta online. Diverse catene di internet café, fra cui Black Kingdom Gaming, CyberWorld, Win.D Gaming e Billards & PS5, hanno annunciato la rimozione del gioco da migliaia di postazioni. Tre club universitari di esport hanno dichiarato che non parteciperanno più con il proprio nome a tornei, eventi o programmi legati al gioco.

Due rivenditori di computer, Hacom e Xgear, hanno vietato ai dipendenti di giocarci in qualunque forma, e una rete sociale locale ha fatto sapere che chi verrà trovato a scaricarlo sarà licenziato sul posto. Fra i creator se ne sono andati Do Mixi e DJ Chip, due dei nomi più seguiti del paese. Le critiche si sono estese anche alle comunità di Thailandia e Cina.

La parte che rischia di chiudere la partita

Sopra la protesta c’è un problema più grosso, e indipendente da essa. La versione per computer di PUBG in Vietnam è sempre stata distribuita attraverso Steam, Epic Games Store, PlayStation e Xbox, cioè senza una licenza locale, che la normativa vietnamita invece richiede. Alcuni provider hanno già limitato l’accesso a Steam, quindi su quelle reti il gioco non si scarica più, mentre su altre l’accesso resta aperto. Secondo fonti citate dalla stampa locale, le autorità stanno valutando un blocco completo.

La differenza con PUBG Mobile è istruttiva: quello è regolarmente autorizzato e lo gestisce nel paese VNGGames. La versione per computer invece è cresciuta per anni su piattaforme globali senza passare da nessuna autorizzazione, il che ha funzionato finché nessuno ha avuto interesse a guardarci dentro.

Nel frattempo Krafton ha chiuso in silenzio una serie di partite della PUBG Vietnam Series e ha disattivato i canali vietnamiti del gioco su YouTube, Facebook e Instagram.

Cosa dicono davvero i numeri di borsa

Il titolo Krafton ha toccato il minimo delle ultime cinquantadue settimane, chiudendo a 198.000 won e portando la capitalizzazione intorno ai 9,1 trilioni di won, con una perdita di circa 153,9 milioni di dollari rispetto al 17 settembre. Il numero è vero e fa impressione, ma va letto insieme a un altro: il titolo stava già scendendo prima del caso, con un calo di oltre il 12% fra il primo e il 16 settembre.

Tradotto: attribuire tutto il crollo al boicottaggio vietnamita significa raccontare una storia più bella di quella vera. I conti dell’azienda, per ora, non ne risentono affatto: nel secondo trimestre del 2026 i ricavi sono cresciuti del 94,9% rispetto all’anno prima, arrivando a 1,29 trilioni di won.

Quello che rischia davvero Krafton è il mercato, più del trimestre. Se il blocco arriva, un paese dove PUBG è stato per anni uno dei giochi più presenti negli internet café sparisce dai conti, e ci sparisce per un problema amministrativo che l’azienda si portava dietro da tempo senza risolverlo. Ad agosto la stessa Krafton lanciava un concorso modding da 95.000 dollari per tenersi buona la comunità di PUBG: un mese dopo, in Vietnam, quella comunità le si è rivoltata contro nel giro di sei giorni.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti