Il gruppo di eroi nel dungeon di Rally the Parties, immagine dalla pagina Steam

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Il gioco di ruolo a squadre Rally the Parties ha un sistema brillante, ma grafica, testi e musica sono tutti generati con l’IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Rally the Parties arriva in un mercato in cui l’etichetta sull’intelligenza artificiale in fondo alla pagina Steam è diventata una presenza fissa, e lo fa con un’idea di sistema più interessante della media e una scheda che spiega fin troppo bene come è stato fatto. L’accesso anticipato l’ho affrontato su due fronti: i mostri del dungeon e il mio stomaco ogni volta che guardavo un personaggio.

Dietro c’è TK Works, che se lo sviluppa e se lo pubblica, e che nella dichiarazione su Steam parla di sé al singolare. Il gioco è in accesso anticipato (cioè in vendita mentre è ancora in lavorazione) dal 27 maggio 2026, costa 5,19 euro, è in inglese e giapponese e al momento ha tre recensioni degli utenti. Sulla pagina giapponese lo sviluppatore lo descrive come un gioco di ruolo a squadre in tempo reale, in cui nemici e alleati si muovono insieme al personaggio controllato e i compagni agiscono da soli seguendo le direttive. Si reclutano i personaggi incontrati nel dungeon, fino a un gruppo di otto, e si scende fino al signore dei demoni all’ultimo piano: una sconfitta chiude la partita.

Screenshot di gioco di Rally the Parties dalla galleria Steam
In Rally the Parties non si muovono i personaggi uno per uno: si danno ordini a tutto il gruppo

Direttive, scambi di corpo e un dungeon che vive da solo

Il sistema è la parte buona. Invece di muovere ogni personaggio, si danno ordini a tutto il gruppo, come attaccare, difendersi, raggrupparsi o ritirarsi, e ognuno agisce da solo secondo il comportamento che gli è stato assegnato. Chi ha giocato Final Fantasy XII The Zodiac Age ci ritroverà i Gambit, anche se qui gli ordini sono più generali. Quando serve, si prende il controllo diretto di qualsiasi membro del gruppo e si forza la mossa decisiva, e questo passaggio istantaneo da regista ad attore apre parecchia strategia su come combinare le sette classi: spadaccino, guerriero con l’ascia, esploratore, arciere, mago del fuoco, mago dell’acqua e guaritore. C’è anche un’idea che non avevo mai visto in un dungeon di questo tipo: altri gruppi, mossi dal gioco, esplorano e combattono per conto loro, e a volte ci si aiuta, a volte ci si fa concorrenza.

Per chi non regge il tempo reale ci sono tre modalità di scorrimento del tempo, compresa una semi in tempo reale che permette di fermarsi a ragionare. Lo sviluppatore racconta anche da dove viene l’idea: da ragazzo lo colpirono Ali Baba, un gioco di ruolo del 1985 in cui si passava da un personaggio all’altro, e Gain Ground, il gioco arcade di Sega del 1988 costruito sull’uso strategico di personaggi con abilità diverse.

La dichiarazione che cambia il giudizio

Chi si ferma all’etichetta sull’IA generativa in fondo alla pagina potrebbe pensare a un aiuto marginale su qualche asset. La dichiarazione completa su Steam dice molto di più. Personaggi, tile, effetti, schermata del titolo e immagini della pagina del negozio sono generati con Nano Banana, GPT Image e MiniMax. Con Claude sono stati prodotti aiuti alla programmazione, mappe, i testi di gioco, le traduzioni e perfino la composizione delle musiche. Codex è servito a costruire gli strumenti per generare gli asset. Lo sviluppatore aggiunge di rivedere tutto prima dell’uso.

Un'altra scena di gioco di Rally the Parties dalla galleria Steam
Personaggi, ambienti ed effetti di Rally the Parties sono generati con l’IA, come dichiara lo sviluppatore su Steam

Va dato atto della trasparenza, che non è scontata: dopo la revisione di gennaio 2026 le regole di Valve chiedono di dichiarare solo ciò che finisce davanti al giocatore, e gli strumenti per scrivere codice sono esplicitamente esenti. Proprio per questo la lista pesa. Qui l’IA è la grafica, la scrittura e la musica, cioè tutto quello che il giocatore vede e sente, e su Steam queste dichiarazioni stanno diventando quasi un’etichetta di genere. Per contrasto, sulle nostre pagine è passato da poco Sunken Realms, un gioco di ruolo d’azione fatto da una persona sola in sei anni di sere dopo il lavoro: tutt’altro modo di fare le cose da soli.

Non ho trovato un trailer ufficiale del gioco, e dopo aver letto la dichiarazione non ho insistito troppo a cercarlo.

Il verdetto: Rally the Parties ha sotto il cofano un sistema di direttive e di scambio fra personaggi che meriterebbe un gioco vero, con disegni, testi e musiche fatti da qualcuno. Così com’è, è un’idea interessante vestita interamente da un generatore, e cinque euro spesi per premiare questo modo di produrre mi sembrano cinque euro di troppo.

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