Jared Kushner, genero di Donald Trump, è al centro di un nuovo profilo del New Yorker. Il ritratto dell’uomo d’affari, fondatore del fondo Affinity Partners, contiene un dettaglio che riguarda da vicino chi gioca. Kushner giocherebbe ai videogiochi con Mohammed bin Salman, principe ereditario dell’Arabia Saudita, e sarebbe stato lui, nell’agosto del 2025, a metterlo in contatto con Andrew Wilson, amministratore delegato di Electronic Arts (EA), l’editore di Battlefield e The Sims. Da quel contatto è nata l’acquisizione di EA da 55 miliardi di dollari, la più grande operazione di acquisto a debito della storia. La ripresa più completa è quella di Kotaku, che il 19 settembre 2026 ha pubblicato il passaggio per intero.
Cosa racconta il profilo del New Yorker
Il pezzo, uscito nel numero del 21 settembre del settimanale e dedicato alla diplomazia d’affari di Kushner (il profilo è su abbonamento), descrive l’acquisizione di EA come il più grande dei suoi affari recenti. Secondo la ricostruzione, Wilson e bin Salman si sono incontrati a Neom, la città futuristica che il principe sta costruendo sul Mar Rosso e che per ora esiste soprattutto nei progetti degli architetti, e hanno giocato una partita a golf. Una fonte del giornalista, descritta come un americano con legami con i leader mediorientali, riassume la dinamica dicendo che è stato Kushner a portare l’affare a bin Salman. Poco dopo il principe ha messo insieme il consorzio che comprendeva anche Affinity.
Il profilo aggiunge un secondo elemento. EA gestisce una quantità enorme di dati personali degli utenti, e l’operazione doveva passare dal CFIUS, il comitato interministeriale statunitense che esamina le acquisizioni di aziende americane da parte di investitori stranieri. Secondo il New Yorker, il comitato è composto in larga parte da funzionari nominati da Trump e l’ultima parola spetta al presidente. L’approvazione è arrivata ad agosto.
Chi ha comprato EA, e con quali soldi
L’accordo era stato annunciato il 29 settembre 2025. Gli acquirenti erano tre: il PIF, cioè il fondo sovrano saudita, la società di investimento Silver Lake e Affinity Partners. La parte del leone l’ha fatta il fondo: come avevamo scritto il 2 agosto nel pezzo sulla chiusura dell’operazione, all’uscita dalla borsa il PIF si è preso il 93,4% di EA, e il 4 agosto 2026 la società è diventata ufficialmente privata. Nello stesso periodo EA aveva promesso ai creditori 700 milioni di tagli ai costi annui, conseguenza diretta del debito con cui è stata finanziata l’operazione.
Il ruolo di Kushner non era un mistero già nel 2025. Bloomberg aveva ricostruito, con fonti vicine alla trattativa, che era stato lui a fare la presentazione iniziale fra EA e il fondo saudita e a spingere quando la trattativa si era rallentata. Il New Yorker aggiunge ora il come: un rapporto personale fra Kushner e bin Salman che comprendeva anche il tempo passato a giocare insieme.
Perché il dettaglio conta
Di per sé, che due persone giochino insieme non dice niente. Pesa per il contesto in cui è maturato l’affare. Nell’ottobre 2025 il Center for Business and Human Rights della NYU Stern, centro di ricerca dell’università di New York che si occupa di diritti umani e imprese, aveva pubblicato un’analisi sull’operazione in cui sollevava tre questioni. La prima riguardava proprio Kushner: citando la newsletter Popular Information, il centro della NYU riportava che il PIF aveva inserito Affinity nell’accordo nonostante le obiezioni del proprio comitato investimenti, e lo leggeva come un modo per facilitare il via libera del CFIUS.
La seconda questione riguardava i dati. I giochi moderni raccolgono informazioni personali e comportamentali e ospitano chat usate da milioni di persone, e l’Arabia Saudita ha un precedente documentato di sorveglianza digitale contro giornalisti e dissidenti, compreso l’uso di software spia. La terza era politica: l’acquisto di EA si inserisce nella strategia con cui il fondo sovrano investe in sport e intrattenimento, dopo le partecipazioni in Activision Blizzard e Nintendo e la nascita di Savvy Games Group, la controllata saudita dedicata ai videogiochi.
Il profilo non aggiunge prove di un intervento politico nel processo di approvazione. Aggiunge però un tassello a una storia in cui i rapporti personali contano quanto i numeri. L’accordo più grande nella storia dei videogiochi è partito da una conoscenza fra un consigliere del presidente e il capo di uno Stato, e l’organismo che doveva valutarne i rischi risponde allo stesso presidente. Kotaku, nel suo commento, nota anche la distanza fra l’importanza dell’operazione e la casualità con cui sembra essere nata.
Cosa è successo a EA dopo l’acquisto
Nelle settimane successive alla chiusura, la nuova proprietà ha indicato l’intelligenza artificiale come prima priorità, come avevamo raccontato nel pezzo su EA dei sauditi. Il 12 settembre abbiamo riportato che il fondo valuta di fondere EA e Savvy, un’ipotesi che, secondo Kotaku, avrebbe lasciato perplessa la stessa Savvy sull’organizzazione futura delle attività editoriali saudite.
EA pubblica fra gli altri Battlefield 6, EA Sports FC 27, The Sims e Madden NFL, cioè alcune delle serie più giocate al mondo, con account e dati di centinaia di milioni di persone.
Cosa non si sa
Il profilo non dice a quali giochi giocassero Kushner e bin Salman, né da quando. Non sono pubblici i documenti del CFIUS sull’approvazione, né le eventuali condizioni imposte sulla gestione dei dati degli utenti. Nessuna delle parti ha commentato il passaggio del New Yorker: né Affinity Partners, né il fondo saudita, né EA.


