Faye, la protagonista di God of War: Laufey, in un'immagine promozionale di Santa Monica Studio

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Il director di The Last of Us si scusa con il team di God of War: Laufey, ma non ritira la critica ai tripla A

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Bruce Straley, game director di The Last of Us, si è scusato il 18 settembre 2026 con gli sviluppatori di God of War: Laufey. Il caso Bruce Straley God of War Laufey nasce da un’intervista alla rivista britannica Edge, in cui Straley, che ai tempi di Naughty Dog aveva diretto anche Uncharted 2, definiva noiosi i grandi giochi tripla A di oggi e citava Laufey come esempio. Nel messaggio di scuse, pubblicato su X, ha scritto che nominare Laufey è stato un errore e che la sua frase è stata usata fuori contesto per fare clic, come riporta GamesRadar. Non ha però ritirato la critica di fondo, che ha anzi allargato ai dirigenti che decidono dove vanno i soldi.

Cosa aveva detto a Edge

L’intervista fa parte di un servizio del numero 428 di Edge sullo stato dell’industria. Straley parlava di Laufey come di un gioco in cui ogni pixel lascia a bocca aperta, per la quantità di lavoro e di competenza che c’è dietro, ma ammetteva che guardando cosa si fa concretamente nel gioco non si sentiva coinvolto. Nella stessa risposta precisava che non era una critica al team di Santa Monica Studio, e che il problema riguarda tutti i tripla A, dove secondo lui non c’è spazio per idee nuove. È la parte dell’intervista che ha fatto il giro dei siti il 18 settembre, rilanciata anche da GamesRadar con un titolo centrato sulla parola noioso.

God of War: Laufey è il nuovo capitolo della serie di Santa Monica Studio: protagonista non è Kratos ma Faye, sua moglie, in un’ambientazione legata all’aldilà. Esce il 16 febbraio 2027 su PS5.

Le scuse e la tesi che resta

Nel thread su X, ricostruito da Insider Gaming e da GameSpot, Straley ha diviso la questione in due parti. La prima è la mancanza di innovazione: teme che i giocatori si stiano stancando di ripetere le stesse azioni da vent’anni. Come esempi di giochi che avevano creato qualcosa di nuovo dentro i tripla A cita Half-Life 2 del 2004, Gears of War del 2006, BioShock del 2007, Uncharted 2 del 2009 e The Last of Us del 2013. Gli ultimi due li ha diretti lui.

La seconda parte riguarda chi comanda. Straley se la prende con la corsa ai giochi come servizio, quelli pensati per restare in vita anni con aggiornamenti e acquisti interni. Secondo lui quella corsa e il tentativo di replicare successi come Overwatch, Fortnite e Roblox non sono una strategia sostenibile e dimostrano che i dirigenti del settore non conoscono i propri marchi. Per Straley manca una guida chiara da parte di chi controlla il denaro, che dovrebbe dare stabilità ai creativi e invece la usa per inseguire le mode.

Chi è Bruce Straley oggi

Straley ha lavorato 18 anni in Naughty Dog, lo studio di Sony che ha creato le serie Uncharted e The Last of Us, e oltre al primo The Last of Us ha diretto Uncharted 2: Among Thieves e Uncharted 4: Fine di un ladro. Ha lasciato lo studio nel 2017 e ha fondato Wildflower Interactive, uno studio indipendente che sta lavorando al suo primo gioco, Coven of the Chicken Foot, come ricorda Push Square. È quindi uno degli autori che hanno costruito il modello dei tripla A narrativi di Sony, e oggi lo critica da fuori.

Perché la critica tocca un nervo scoperto

Le parole di Straley arrivano in una settimana in cui il costo dei grandi giochi è al centro della discussione. Il 18 settembre Bloomberg ha rivelato che The Blood of Dawnwalker, uno dei giochi di ruolo più apprezzati dell’anno, è stato fatto con 40 milioni di dollari. I documenti interni di Sony emersi nel 2023 indicavano costi oltre i 200 milioni per giochi come The Last of Us Part II. Nelle stesse settimane Marvel’s Wolverine, altro esclusivo PlayStation, ha raccolto recensioni tiepide sull’originalità del gioco pur vendendo bene.

Nei resoconti usciti finora non compaiono commenti di Santa Monica Studio o di Sony. Il servizio integrale è nel numero 428 di Edge, e un’anticipazione è uscita sulla newsletter Knowledge della rivista. Dal thread di Straley non emergono proposte concrete oltre all’appello ai dirigenti: lui stesso ha scritto di avere idee su come rimediare, senza spiegarle.

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