Druckmann: Naughty Dog non ha chiuso con The Last of Us, con la serie TV sì

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Druckmann, The Last of Us: due parole che riassumono l’ultima intervista di Neil Druckmann, co-presidente di Naughty Dog, al Washington Post, pubblicata il 3 settembre 2026. Druckmann ha detto che lo studio non ha chiuso con la saga: “Non abbiamo chiuso con The Last of Us. Ci sono un paio di progetti in lavorazione di cui, quando sarà il momento, sarò molto felice di parlare”. La precisazione arriva mentre la serie TV della saga, su HBO, sta per entrare in un territorio dove Druckmann non ha più voce in capitolo.

Fuori dalla serie, dentro il videogioco

Druckmann ha lasciato il ruolo di co-showrunner della serie The Last of Us il 2 luglio 2025, restando accreditato come co-creatore e produttore esecutivo ma senza più scrivere o dirigere episodi. Nella terza stagione, ancora in lavorazione e attesa nel 2027, l’unico showrunner resta Craig Mazin, che ha diretto insieme a Druckmann le prime due annate della serie. Al Washington Post, Druckmann ha voluto marcare con chiarezza questo confine: lui e Naughty Dog restano i responsabili della proprietà intellettuale, anche se sul fronte televisivo l’ultima stagione andrà avanti senza il loro contributo creativo.

La precisazione pesa per una serie che, secondo le parole dell’amministratore delegato di HBO Casey Bloys riportate in un pezzo di maggio 2026, “decisamente” si concluderà proprio con questa terza stagione. La trama coprirà la seconda metà de The Last of Us Part II dal punto di vista di Abby, interpretata da Kaitlyn Dever.

Cosa sono davvero questi “un paio di progetti”

Druckmann non ha specificato di cosa si tratti, e ogni ipotesi resta al condizionale. L’opzione più citata dai fan è un eventuale The Last of Us Part III, mai annunciato ufficialmente; un’altra possibilità, altrettanto non confermata, è uno spin-off ambientato altrove nell’universo della saga. Quello che è certo è che nessuno dei due progetti compare nella roadmap pubblica di Naughty Dog, dove l’unico titolo annunciato resta Intergalactic: The Heretic Prophet, il prossimo gioco dello studio.

Su Intergalactic lo studio ha annunciato la fine delle riprese in motion capture il 31 agosto 2026, ma il gioco resta senza una data di uscita confermata sulla scheda ufficiale PlayStation. Se davvero esistono altri progetti legati a The Last of Us, dovranno mettersi in coda dietro a quello, che per Naughty Dog è la priorità dichiarata del momento.

Uno studio che prova a smarcarsi dal proprio franchise più famoso

Le parole di Druckmann arrivano in un momento in cui Naughty Dog ha bisogno di far sapere che non vive di sola nostalgia. The Last of Us Part II, uscito nel 2020, resta il titolo più divisivo nella storia dello studio, fondato nel 1984: apprezzato dalla critica, discusso duramente da una parte del pubblico per le scelte fatte sul destino di alcuni personaggi. La serie HBO ha amplificato quella spaccatura invece di ricucirla, e la seconda stagione ha già segnato un calo negli ascolti rispetto alla prima.

In questo contesto, la dichiarazione di Druckmann funziona su due livelli. Da una parte rassicura chi teme che l’addio alla serie TV coincida con un disimpegno dello studio dal franchise che lo ha reso celebre. Dall’altra sposta l’attenzione sul terreno che Naughty Dog controlla per intero, cioè il videogioco, lasciando alla televisione il compito di chiudere un capitolo che lo studio ha già smesso di scrivere.

I numeri della serie aiutano a capire la posta in gioco. La prima stagione, uscita nel gennaio 2023, aveva raccolto 24 candidature agli Emmy, il miglior risultato mai ottenuto da un adattamento tratto da un videogioco. La seconda, imperniata sulla vendetta di Ellie e sulla contro-narrazione della sua rivale Abby, ha invece registrato ascolti in calo rispetto all’esordio, pur restando fra i prodotti di punta del catalogo HBO. La terza stagione, quella che racconterà per intero il punto di vista di Abby, arriva quindi nel momento in cui la serie ha più bisogno di tenere il pubblico, proprio mentre perde il suo co-creatore più identificato con il materiale originale.

Per Naughty Dog, intanto, il precedente più recente racconta quanto siano lunghi i tempi fra un annuncio e l’altro. Intergalactic: The Heretic Prophet era stato rivelato nel dicembre 2024, quattro anni dopo l’uscita di The Last of Us Part II: la protagonista ha il volto e la voce di Tati Gabrielle, e la colonna sonora porta la firma di Trent Reznor e Atticus Ross, gli stessi compositori premiati con l’Oscar per The Social Network e Soul.

Per ora l’unica certezza verificabile resta questa: qualunque cosa arrivi dopo Intergalactic: The Heretic Prophet, i tempi per vederla sul mercato si misureranno probabilmente in anni. Naughty Dog non ha mai annunciato un gioco a ridosso della sua uscita, e la storia recente dello studio, da The Last of Us Part II a Intergalactic, non offre motivi per aspettarsi un cambio di abitudine.

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