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Il limite di tempo di The Blood of Dawnwalker potrebbe sparire nel seguito: Rebel Wolves non ha ancora deciso

Tempo di lettura: 3 minuti

Il limite di tempo di The Blood of Dawnwalker potrebbe non tornare nei prossimi giochi della serie. Lo ha detto Konrad Tomaszkiewicz, amministratore delegato di Rebel Wolves e director del gioco, in un’intervista a Eurogamer: lo studio non ha ancora deciso e userà il meccanismo solo se si adatterà alla storia da raccontare.

Le sue parole sono state riportate fra gli altri da Dork.

Il senso è questo. Se il sistema si adatterà a una storia intera, o ad alcune sue parti, Rebel Wolves lo userà. Se invece non funzionerà, lo studio non lo forzerà. L’intervista originale è uscita su Eurogamer.

Come funziona il tempo in The Blood of Dawnwalker

Nel gioco, uscito da poco più di due settimane su PC, PS5 e Xbox Series X|S, il protagonista Coen ha trenta giorni e trenta notti per salvare la sua famiglia dal vampiro Brencis. Il tempo non scorre di continuo: secondo Dork avanza in momenti precisi, per esempio quando si completa o si fa progredire una missione e quando si spendono punti su alcune abilità. Non passa invece mentre si esplora o si combattono i nemici comuni. Dork segnala anche che, completando la serie di missioni legata ai Sanzhani, si può guadagnare un giorno in più prima dell’incoronazione di Brencis.

Il sistema divide i giocatori da prima dell’uscita, soprattutto chi vuole vedere tutto in una sola partita. Secondo PC Gamer, una delle prime modifiche amatoriali uscite per il gioco, chiamata Better Story Timer, annulla di fatto l’effetto dell’orologio, ed è diventata di gran lunga la più scaricata su Nexus Mods, il principale sito di mod.

Cosa risponde Rebel Wolves alle critiche

Tomaszkiewicz ha riconosciuto che le lamentele sono molte, ma ha spiegato che il gioco è bilanciato per permettere di completare circa l’80 per cento dei contenuti entro il limite. Ha aggiunto che l’argomento di chi vuole vedere tutto in una sola partita è sbagliato in partenza: anche in giochi come The Witcher le scelte e le loro conseguenze impediscono di vedere tutto in un’unica partita.

Sempre secondo PC Gamer, il director ha detto che le lamentele sono diminuite nelle due settimane dopo l’uscita, perché chi ha finito il gioco si è accorto di aver avuto più tempo del necessario. A chi non vuole comunque l’orologio suggerisce di scaricare la mod, pur consigliando di provare prima il gioco così com’è.

Nella stessa intervista Tomaszkiewicz ha detto che lo studio sta studiando anche altre idee, definite folli, per rendere diverso il genere dei giochi di ruolo in futuro. Non ha detto quali.

PC Gamer, che nella sua recensione aveva apprezzato il senso di urgenza ma avrebbe voluto più tempo libero per le attività secondarie, dà ragione al director su un punto. Anche in The Witcher 2 una scelta a metà gioco esclude una parte consistente dei contenuti, e Pentiment di Obsidian, uscito nel 2022, ha un sistema del tempo molto rigido che fa parte dell’esperienza.

Un seguito che Rebel Wolves prepara già

Rebel Wolves non ha annunciato ufficialmente un seguito, ma si sta muovendo in quella direzione. Lo studio cerca un capo sceneggiatore per scrivere il prossimo capitolo della saga di Dawnwalker, come abbiamo raccontato nel pezzo sulla saga di Dawnwalker. Secondo Dork, poi, la scena dopo i titoli di coda suggerisce un’ambientazione diversa dalla Vale Sangora del XIV secolo in cui si svolge il primo gioco.

Intanto il primo capitolo va bene. Secondo GamingBolt ha venduto un milione di copie in pochi giorni. Al 18 settembre, sulla pagina Steam ha valutazioni molto positive, con 20.007 recensioni favorevoli su 23.117, poco più dell’86 per cento. La comunità di modder è attiva anche su altri fronti: c’è perfino una mod per giocare in due sullo stesso schermo, come abbiamo scritto nel pezzo sulla mod cooperativa.

GamingBolt ricorda anche che Rebel Wolves aveva parlato di piccoli contenuti aggiuntivi gratuiti dopo il lancio, e che per ora lo studio sta lavorando su errori e prestazioni del gioco senza aver pubblicato un calendario.

Cosa non si sa

Non si sa quando sarà annunciato il seguito, su quali piattaforme uscirà e in che periodo storico sarà ambientato. Per il limite di tempo l’unica cosa certa è che la decisione non è stata presa: potrebbe tornare per tutta la storia, solo per alcune parti, oppure sparire del tutto.

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