Il protagonista di Nine Sols in un fondale disegnato a mano in stile taopunk

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17 giochi indie con lo stile più unico in giro

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Trovare indie con uno stile unico è diventato difficile per un motivo molto poco romantico: il mercato indipendente ha un problema di somiglianza. Unity e Godot, i due motori grafici gratuiti con cui si costruisce ormai la maggior parte dei giochi piccoli, hanno abbassato la soglia di ingresso fino a farla sparire. Il risultato è che su Steam escono decine di giochi al giorno e quasi tutti hanno lo stesso pixel art da tutorial, la stessa palette pastello, lo stesso font. Poi ogni tanto ne compare uno che sembra fatto da un’altra specie. Questi diciassette messi in fila sono l’eccezione, e la cosa che li tiene insieme non è la bellezza. È che in quasi tutti i casi la tecnica con cui sono stati costruiti racconta qualcosa che il testo da solo non direbbe.

Quando il materiale è la storia

Harold Halibut è il caso limite. I tedeschi di Slow Bros. hanno scolpito a mano personaggi, mobili e corridoi di un’astronave affondata, poi hanno scansionato tutto in 3D e lo hanno animato dentro Unity. Ci hanno messo più di dieci anni, con un Kickstarter fallito nel 2017 per 170.000 dollari, ed è uscito il 16 aprile 2024. La cosa più onesta l’ha detta lo studio stesso: all’inizio i modellini fisici non erano una scelta estetica ma una necessità, perché nessuno nel gruppo sapeva disegnare. Dieci anni dopo quella limitazione è l’unica ragione per cui ne stiamo parlando.

Un interno di Harold Halibut costruito con modellini fisici scansionati in 3D
Harold Halibut: mobili, pareti e personaggi esistono davvero, su un tavolo a Colonia.

In Hylics 2 la logica è la stessa con un millesimo del budget. Mason Lindroth modella la plastilina, la fotografa, la incolla su un gioco di ruolo a turni e ottiene un mondo che sembra uscito da un incubo di ceramica. È del 22 giugno 2020, costa 14,99 dollari e su Steam sta al 96 per cento di recensioni positive su oltre 2.500. Il consenso è quasi unanime su una cosa: il gioco sotto è normale, quello sopra no.

Un ambiente di Hylics 2 costruito con modelli in plastilina scansionati
Hylics 2: ogni superficie è plastilina fotografata e riportata dentro il motore.

Cardboard Justice arriva dalla Francia, da Poule Party, un gruppo di Tolosa che lo fa nel tempo libero. Si interpreta la cancelliera di un tribunale, cioè la persona che verbalizza le udienze, e il verbale si scrive letteralmente cerchiando le frasi col mouse: quello che cerchi diventa il processo. I personaggi sono ritagli di cartone animati un fotogramma alla volta, e sulla scheda di itch.io l’alpha pubblicata il 2 settembre 2026 dichiara tre casi per circa un’ora, più l’etichetta che certifica zero contenuti generati con l’intelligenza artificiale. Il gioco è in francese e in inglese, e la squadra avvisa in anticipo che le traduzioni faranno ridere.

Un'aula di tribunale di Cardboard Justice popolata da animali ritagliati nel cartone
Cardboard Justice: il tribunale e i suoi animali sono ritagli di cartone animati a mano.

Lost & Found è il progetto solitario del filippino Kurt Reodica, che firma ShaggyBearGames. Si gioca nel 2007, in un ufficio oggetti smarriti di Luisiana, provincia di Laguna. Il lavoro consiste nel riportare le cose a chi le ha perse, ma non tutti dicono la verità: consegnare il quaderno di ricette alla persona sbagliata manda in rovina il panificio del paese. Lo stile mescola 2D, 3D, pixel art e collage nella stessa inquadratura, dichiaratamente sulla scia di Lo straordinario mondo di Gumball. Annunciato il 19 marzo 2026, previsto per il 2027.

Una scena di Lost and Found che mescola disegno 2D, modelli 3D e pixel art
Lost & Found: nella stessa inquadratura convivono 2D, 3D, pixel art e collage.

Il bianco e nero come dichiarazione di guerra

Rinunciare al colore è la scorciatoia più vecchia del mondo per sembrare autori, e infatti funziona solo quando c’è un motivo. In Genesis Noir il motivo c’è: il Big Bang è un colpo di pistola sparato da un dio geloso, il proiettile viaggia verso la donna che ami e tutto l’universo è un’unica linea bianca su fondo nero. Lo hanno fatto i Feral Cat Den di Brooklyn, lo pubblica Fellow Traveller, è uscito il 26 marzo 2021. Ed è anche il promemoria più utile di questo elenco, perché su Steam sta al 79 per cento su quasi 1.700 recensioni: chi lo boccia non contesta il disegno, contesta che sotto il disegno si clicchi pochissimo.

Una scena di Genesis Noir disegnata a linee bianche su fondo nero
Genesis Noir: linee bianche su fondo nero, e niente altro per tutta la durata.

Blast Vein prende la stessa palette e la usa per tutt’altro. È uno sparatutto in prima persona in stile anni Novanta, veloce e senza coperture, dentro una struttura roguelike: ogni partita ricomincia da capo con l’equipaggiamento rimescolato. Il tutto si svolge nella testa di chi ha preso AXIOM, una pillola che doveva cancellare il dolore e invece costringe ad attraversarlo. Lo fa Greewook Studio e l’annuncio è di luglio 2026, senza data di uscita. Il dettaglio più divertente lo ha notato la stampa francese: fino al progetto precedente quello studio faceva giochi di robottini carini.

Un nemico biomeccanico di Blast Vein in bianco e nero visto in prima persona
Blast Vein: monocromia e creature biomeccaniche, viste dall’interno di una mente che crolla.

Metaxia lo firma da solo l’ungherese Bozó Attila Bertold, e l’idea è che dopo l’Ultima Guerra Mondiale al posto dell’Ungheria ci sia un buco a spirale. Tu sei l’archivista mandato a scendere, e più scendi più la realtà si sfalda. Sulla pagina Steam si parla di esplorare, nascondersi o combattere, e di far evolvere il proprio corpo. Il primo trailer è del 20 maggio 2026, la data non c’è.

Le rovine esplorate in Metaxia, rese con una grafica retro in bianco e nero
Metaxia: rovine in bianco e nero sgranato, viste scendendo dentro il buco.

Helyana, firmato Studio Serenity, usa il colore come arma chirurgica. Tutto è in bianco e nero tranne le rose, che sono rosse e arrivano a riempire lo schermo. È un gioco di ruolo d’azione dichiaratamente manga in cui i boss non sono per forza nemici: se li capisci, combattono al tuo fianco. Sulla scheda del negozio non c’è nessuna data e c’è un solo sviluppatore dietro, il che di solito significa che l’attesa si misura in anni.

Un cimitero di Helyana in bianco e nero con rose rosse sparse ovunque
Helyana: l’unico colore ammesso nell’inquadratura è il rosso delle rose.

Hauntii è il più vecchio del gruppo, 23 maggio 2024, di Moonloop Games con Firestoke. Un fantasma possiede creature e oggetti per capire chi era da vivo, e il mondo è disegnato a due tinte, con il chiaro e lo scuro che non fanno atmosfera ma indicano dove si può andare. Su Steam sta al 20 per cento di sconto ricorrente e su valutazioni molto positive, il che di questi tempi vuol dire che è passato inosservato.

Il fantasma protagonista di Hauntii in un paesaggio disegnato a due tinte
Hauntii: il contrasto fra chiaro e scuro serve a dire dove si può andare.

Disegnato a mano, un fotogramma per volta

Nine Sols è la prova che lo stile ripaga anche in cassa. I taiwanesi di Red Candle Games, quelli degli horror Detention e Devotion, hanno abbandonato il genere in cui erano bravi. Al suo posto hanno messo un gioco d’azione a scorrimento laterale costruito sulle parate, ambientato in un mondo che chiamano taopunk: taoismo più fantascienza, templi e cavi elettrici nella stessa inquadratura, tutto animato a mano con fondali in stile anime. Uscito il 29 maggio 2024, in un anno ha superato le 800.000 copie su tutte le piattaforme e oggi viaggia sulle ventimila recensioni al 95 per cento.

Un fondale di Nine Sols disegnato a mano che mescola architettura cinese e cavi elettrici
Nine Sols: il taopunk in una sola inquadratura, fra tetti tradizionali e tecnologia.

Micromega è l’opposto commerciale e forse il più estremo visivamente. Il piccolo studio parigino COVEN, che pubblica e sviluppa in proprio, ha fatto disegnare a matita ogni singolo livello all’artista Mani: si guida una sfera di cristallo verso l’alto attraverso macchine in rovina, e i livelli portano il nome di un’emozione. Chi lo ha provato ha notato che il meccanismo si rovescia rispetto al solito: il livello non cerca di evocare l’emozione del titolo, parte da quella e ci costruisce sopra il rompicapo. La sfera, tra l’altro, non la controlli tu. La demo si può già giocare; la data di uscita non esiste.

Un livello di Micromega disegnato a matita, con macchine in rovina e la sfera di cristallo
Micromega: i livelli sono disegni a matita dell’artista Mani, messi in movimento.

Pluto è un roguelike deckbuilder, cioè un gioco di carte in cui il mazzo si costruisce partita per partita e alla sconfitta si ricomincia da zero. La premessa vale da sola il prezzo: sei un mago in galera per crimini di magia e devi evadere per arrivare in tempo al compleanno di tua nipote. Gli incantesimi si compongono intrecciando i sigilli disegnati sulle dita, e ogni sovrapposizione può produrre una sinergia o un disastro. Le illustrazioni sono dell’artista Ditch Witch, il team è di due persone, è uscito il 9 marzo 2026 a 17,99 dollari dopo una demo giocata da più di ventimila persone, e oggi sta oltre le cinquecento recensioni al 93 per cento.

Uno scontro di Pluto con mostri illustrati a mano e carte incantesimo in basso
Pluto: mostri illustrati a mano da Ditch Witch, e sigilli da intrecciare con le dita.

Hell Is Other People lo fa da sola Cami Cuibus sotto il nome Miss Self Destruct, dopo dieci anni da artista su Gibbous: A Cthulhu Adventure e Near-Mage. È un’avventura punta e clicca dell’orrore psicologico su una bambina che non rientra negli schemi. L’idea di design sta nell’inventario, che al posto di chiavi e grimaldelli contiene abilità sociali: contatto visivo, umorismo, adulazione. Ogni fotogramma è dipinto a mano da lei, e sulla scheda del gioco c’è scritto che nessuna intelligenza artificiale generativa è stata usata in produzione. Annunciato a maggio 2026, senza data: dice di essere ottimista sui tempi, il che non è una data.

La bambina protagonista di Hell Is Other People in una stanza dipinta a mano
Hell Is Other People: ogni fotogramma è dipinto a mano dall’unica persona che lo sviluppa.

Moomintroll: Winter’s Warmth è l’unico qui dentro che non deve dimostrare niente, perché i Mumin sono un patrimonio nazionale finlandese e i norvegesi di Hyper Games avevano già fatto Snufkin: Melody of Moominvalley. I disegni di Tove Jansson qui non fanno da marchio: sono stati ricostruiti come paesaggio, e la valle sotto la neve è dipinta a mano invece che filtrata. Uscito il 27 aprile 2026 su PC e Switch, su Steam sta al 98 per cento su 337 recensioni.

La valle dei Mumin sotto la neve, dipinta a mano in Moomintroll Winter's Warmth
Moomintroll: la valle innevata è dipinta, non filtrata da un’illustrazione esistente.

Il brutto scelto apposta

C’è poi la scuola che fa il contrario: invece di puntare alla bellezza, costruisce un’estetica sgradevole e la tiene. Sludge Life 2 è il vertice. Terri Vellmann disegna, Doseone scrive e fa la musica, pubblica Devolver Digital, ed è uscito il 27 giugno 2023 a 14,99 dollari. Si gira in prima persona per un albergo unto a taggare i muri con la bomboletta mentre si cerca una rana rapper scomparsa, e il colore è acido al punto da far male. Su Steam sta al 96 per cento su 1.306 recensioni, il che è più di quanto ottengano molti giochi carini.

Un interno di Sludge Life 2 coperto di graffiti, con colori acidi e saturi
Sludge Life 2: il colore è scelto per dare fastidio, e ci riesce.

Despelote lavora invece sulla memoria. Julián Cordero e Sebastián Valbuena hanno ricostruito Quito del 2001, durante le qualificazioni dell’Ecuador ai Mondiali, filmandola e riducendola a una retinatura in due colori con le figure disegnate sopra a contorno. Si gioca a otto anni, con un pallone, e non c’è quasi niente da fare se non calciare. Cordero ci ha lavorato quasi sette anni, lo pubblica Panic, è uscito il 1º maggio 2025 e su Steam sta al 95 per cento su oltre mille recensioni, con 89 di media stampa. È il gioco di calcio più credibile degli ultimi anni e non contiene una sola partita.

Una strada di Quito nel 2001 ricostruita in Despelote con una retinatura a due colori
Despelote: Quito del 2001 ridotta a due colori, con le figure ridisegnate a contorno.

Caterva: Outsider Dreams chiude l’elenco ed è il più acerbo. Lo fanno i colombiani di KimeraWare, studio fondato di recente, e si gioca nei panni di Milo, la cui coscienza resta legata a un vecchio robot dentro una stazione spaziale abbandonata. Il gancio narrativo è buono: tutti in paese hanno fatto lo stesso incubo tranne te. Il gancio meccanico è che si passa fra quattro canali che riscrivono il mondo attorno, e in combattimento invertono attacchi e abilità. Il trailer di annuncio è del 20 luglio 2026 e sul sito dello studio circola già parte della colonna sonora. Data di uscita: nessuna.

Un ambiente della stazione spaziale di Caterva Outsider Dreams, disegnato a tratto sporco
Caterva: la stazione abbandonata cambia aspetto a seconda del canale selezionato.

La morale che se ne ricava è meno nobile di quanto sembri. Quasi tutti questi giochi hanno uno stile forte perché non potevano permettersi altro: niente budget per la resa realistica, niente marchio da sfruttare, nessuna possibilità di competere sulla quantità di contenuti. Lo stile è la risposta razionale a un mercato dove nessuno ti nota. E infatti quando lo stile arriva da solo, senza un gioco sotto, i numeri lo dicono: Genesis Noir è il più bello dell’elenco e quello con le recensioni peggiori.

Il verdetto: nove di questi diciassette li puoi comprare oggi e otto esistono solo come trailer e promesse, quindi per metà dell’arretrato hai finalmente una scusa che non dipende da te.

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