L’acquisizione di Kojima Productions da parte di Sony non è mai avvenuta. Da due giorni gira però la voce che sia stata proposta più volte, e che l’ultimo rifiuto sia il motivo per cui Physint ha perso il suo editore. La voce ha una fonte sola, e conviene guardarla prima di guardare il contenuto.
La ricostruzione è questa: Sony avrebbe provato ripetutamente a comprare lo studio, e Kojima avrebbe detto di no ogni volta. Dopo l’ennesimo rifiuto PlayStation avrebbe chiuso i rubinetti, perché il rapporto fra costo e rischio non reggeva su un gioco che non sarebbe rimasto suo per sempre. Messa così è la spiegazione più pulita possibile di una rottura che il 10 settembre era arrivata senza spiegazioni.
Da dove arriva davvero
Non da Bloomberg, non da una testata giapponese, non da un documento. Arriva da un post pubblicato su X l’11 settembre 2026 da un utente di nome William R. Aguilar, rilanciato su un forum di voci e leak e da lì raccolto dalla stampa di settore. Il portale polacco PPE, che è fra i pochi ad averla trattata per esteso, la chiama diceria, e precisa che nessuna delle due parti l’ha confermata.
C’è di più, ed è la parte che la card virale in giro non riporta. Lo stesso articolo è stato aggiornato con una nota in coda: la persona da cui la voce parte sarebbe finita nella lista nera della comunità che l’aveva rilanciata, e la redazione consiglia non di prenderla con le pinze, ma di non prenderla affatto. Quando la testata che ha pubblicato una voce ci torna sopra per dire di ignorarla, il pezzo è finito lì.
Cosa sappiamo invece per davvero
La rottura è un fatto, ed è documentata. Il 10 settembre PlayStation ha annunciato di essersi tirata indietro da Physint, e poche ore dopo Kojima ha risposto pubblicamente. A metà giugno, ha scritto, lo studio aveva ricevuto notizia inattesa che PlayStation Studios avrebbe cancellato il progetto. I tre mesi successivi sono serviti a cercare un altro editore. Il suo messaggio su X è ancora online.
Il giorno dopo è arrivata la ricostruzione di Jason Schreier per Bloomberg, ripresa anche da KitGuru. Le ragioni indicate sono tre e sono tutte noiose: il gioco aveva mancato diverse tappe di sviluppo, il budget stava salendo oltre il previsto, e i conti di Death Stranding e del suo seguito non avevano centrato le aspettative di ricavo dell’azienda. Ne abbiamo scritto sia sulle scadenze sia sulle vendite. La stessa ricostruzione aggiunge un quarto elemento che nessuno può mettere in un comunicato: i dirigenti che avevano voluto Kojima dentro PlayStation dopo la rottura con Konami se ne sono andati quasi tutti, e chi è arrivato dopo non aveva nessun legame personale con quel rapporto. L’articolo originale è dietro abbonamento.
Nessuna di queste fonti parla di acquisizioni tentate.
Perché la voce non è assurda, e perché non basta
Va detto che non stiamo parlando di una cosa impossibile. Che Kojima Productions riceva offerte di acquisto è documentato dal diretto interessato. Nel novembre 2022, al podcast Brain Structure, Kojima disse di essere avvicinato di continuo da chi vuole comprare lo studio, e che alcune di quelle offerte sono a cifre ridicolmente alte. Finché è vivo, aggiunse, non pensa di accettarne nessuna. Non fece nomi.
Quindi l’impianto della voce combacia con qualcosa di reale. È esattamente per questo che va guardata con più attenzione, non con meno: una diceria che si incastra bene con i fatti noti è più facile da credere, non più probabile. Qui manca il pezzo che la renderebbe una notizia, cioè che a fare quelle offerte fosse Sony e che l’ultimo no abbia provocato il ritiro dei fondi.
C’è anche un problema di tempi. Secondo la versione documentata, la comunicazione a Kojima Productions è arrivata a metà giugno, quindi la decisione era stata presa prima. Perché la voce regga bisogna collocare l’ultima offerta rifiutata in quella finestra, e nessuno finora ha indicato quando sarebbe avvenuta.
Cosa resta al lettore
Resta che Physint esce con Xbox Game Studios su Xbox e PC, che OD, il suo progetto horror, era già lì, e che la proprietà intellettuale è dello studio. Su questo non ci sono dubbi e non servono voci.
E resta un criterio che vale ben oltre questa vicenda: una card con la scritta RUMORED sopra una foto è un formato, non una fonte. Sotto quella parola può esserci Bloomberg o può esserci un tizio su X che un forum ha messo in lista nera. La differenza cambia tutto e non si vede dall’immagine, che è esattamente il motivo per cui quel formato funziona così bene.


