Ex Sanguis è su Steam in accesso anticipato dal 10 settembre 2026. È un tattico a turni con progressione roguelite, cioè un gioco di battaglie su griglia in cui si ricomincia da capo a ogni sconfitta tenendo una parte dei potenziamenti, e lo firma Lightbulb Crew, lo studio franco svedese di Parigi che nel 2020 aveva fatto Othercide. Lo pubblica Firesquid. Lo studio esiste dal 2013 e prima di Othercide aveva fatto anche Nova Hearts: la sua cifra è una direzione artistica in bianco, nero e rosso e un impianto di regole messo davanti a tutto il resto.
La prima cosa da dire è che il debutto non è andato benissimo. Sulla scheda Steam le recensioni degli utenti sono 28 e il 67 per cento è positivo, cioè quella fascia che lo store chiama “contrastanti”. Sono pochi voti e possono cambiare in una settimana, ma per il successore di un gioco uscito nel 2020 e che il suo pubblico si porta dietro da sei anni, è una partenza fredda. Il gioco è in vendita con uno sconto di lancio del 10 per cento.
La linea del tempo come campo di battaglia
Il sistema è lo stesso che aveva reso riconoscibile il gioco precedente, portato avanti. Non conta solo dove metti le unità sulla griglia, conta quando agiscono: gli effetti sulla linea temporale permettono di accelerare, ritardare o scambiare la posizione nel turno, tua o del nemico. Alcune abilità colpiscono all’istante, altre hanno un tempo di caricamento e servono a colpire dove il nemico si troverà fra qualche momento.
Sopra ci sono i punti azione e la modalità Burst: scendendo sotto una certa soglia si agisce comunque, ma il turno successivo arriva molto più tardi, come spiega Turn Based Lovers nella sua anteprima sulla versione in accesso anticipato. Serve a chiudere un nemico quasi morto, e si paga.
Il campo di battaglia partecipa: spinte, calci e impulsi di gravità servono a lanciare gli avversari contro gli ostacoli o dentro l’area di un colpo già programmato. Le mappe sono punteggiate da sacche di sangue che esplodono se colpite e innescano reazioni a catena, e l’intelligenza artificiale nemica le usa a sua volta, oltre a provare a isolare porzioni di mappa con attacchi ad area ritardati.
Cosa cambia rispetto a Othercide
La struttura è stata asciugata, ed è la differenza che Rock Paper Shotgun mette al centro: al posto della campagna lunga e ramificata del predecessore c’è un percorso a crateri lunari, più breve e ripetibile. Si comincia con tre classi, la spadaccina, la pistolera e la maga del tempo, e si accumula Sangue Corrotto per sbloccare potenziamenti permanenti fra una partita e l’altra.
Le sinergie sono la parte che regge tutto: far sanguinare un nemico da vicino e poi riassorbire quell’effetto per curarsi è uno dei modi per arrivare in fondo a un capitolo. La cornice è astratta: una luna vampirica ha prosciugato il mondo, e la Mater, la divinità che resta, genera cloni di sé stessa per combattere i servitori della Stasi.
Quello che si perde nel passaggio è il tono da romanzo gotico sporco del gioco del 2020, comprese le meccaniche più crudeli, come il sacrificio di una figlia per curare le sorelle. Il combattimento resta eccellente, la confezione intorno è più convenzionale. Ne avevamo scritto ad agosto provando la demo, e l’impressione era già quella.
Quanto resta in accesso anticipato
Lo studio ha dichiarato di voler restare in accesso anticipato per circa sei mesi, con l’avvertenza che i tempi possono allungarsi a seconda delle segnalazioni dei giocatori. La versione attuale viene descritta come già completamente giocabile, con i sistemi principali al loro posto e diverse ore di contenuti; la tabella di marcia prevede varianti di nemici, un nuovo boss entro la fine del 2026, nuovi tipi di missione e forse modalità aggiuntive, come elencato nel comunicato di lancio.
Va ricordato che la data è slittata: l’accesso anticipato era stato annunciato per maggio, poi spostato in agosto, quando lo studio ha rimesso online la demo insieme a un trailer nuovo. La data originale era il 21 maggio 2026. Quattro mesi di rinvio su un progetto che entra comunque in una fase di lavorazione pubblica non sono un buon segno da soli, ma nemmeno un problema in sé: la domanda vera è se sei mesi bastino a riempire una struttura che oggi, a leggere le recensioni, sembra più corta di quanto il pubblico di Othercide si aspettasse.


