Una squadra di incursori in azione in Ghost Justice, lo strategico a turni di Centurion Developments

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Lo strategico a turni Ghost Justice mostra il primo gameplay: più squadre da coordinare contro i cartelli

Tempo di lettura: 3 minuti

Ghost Justice mostra per la prima volta come si gioca

Ghost Justice è uno strategico a turni in cui si comanda una squadra di incursori contro i cartelli della droga, e il 4 settembre 2026 ha mostrato il primo filmato di gioco vero. Lo sviluppa e lo pubblica Centurion Developments, uno studio indipendente fondato nel 2020 a Nitra, in Slovacchia, e secondo la scheda Steam l’uscita è prevista nel primo trimestre del 2027, solo su PC.

Il gioco era stato annunciato il 14 luglio con un filmato di presentazione che non mostrava quasi niente di giocato. Quello di adesso allarga il campo: secondo chi lo ha visto copre la gestione della base, la scelta delle missioni, il reclutamento degli specialisti e la preparazione dell’equipaggiamento, cioè tutto quello che sta intorno ai combattimenti. Alla gamescom si era invece potuta provare una singola operazione.

Cosa c’è nella scheda

La struttura è quella che il genere ha codificato da XCOM, la serie che negli anni Duemiladieci ha rimesso di moda il tattico a turni, in poi, con una variante dichiarata. Prima della missione si raccolgono informazioni, si studiano le posizioni dei nemici e si decide da dove entrare. Durante la missione si comandano più squadre insieme invece di una sola, entrando da direzioni diverse e sincronizzando i movimenti, e il gioco lo mette fra le sue caratteristiche principali: risolvere situazioni che una squadra sola non reggerebbe.

L’altra cosa su cui la scheda insiste è la furtività, presentata non come alternativa ma come strumento principale. Si seguono gli spostamenti dei nemici, si entra in territorio ostile, si eliminano i bersagli e si esce prima che qualcuno se ne accorga. Ci sono squadre specializzate di tiratore e osservatore, dove uno individua il bersaglio a distanza e l’altro spara. Gli ambienti sono tre: quartieri urbani, insediamenti isolati e giungla fitta.

Il gioco è per un solo giocatore. Le lingue annunciate sono sette, e sono inglese, francese, tedesco, spagnolo, ceco, polacco e cinese semplificato. L’italiano non c’è. I requisiti minimi si fermano a otto gigabyte di memoria e a una scheda video del 2015, quelli consigliati chiedono sedici gigabyte e una GeForce GTX 1060, la fascia media di qualche generazione fa, e in tutti e due i casi servono trenta gigabyte di spazio su disco.

Chi è Centurion Developments

Lo studio non è all’esordio. Nel novembre 2024 ha pubblicato Forgotten but Unbroken, uno strategico a turni sui soldati cecoslovacchi della Seconda guerra mondiale, costruito sugli stessi ingredienti: turni, furtività, gestione di un accampamento fra una missione e l’altra. Nella pagina della comunità di quel gioco si legge il tipo di critica che a Ghost Justice conviene tenere presente: arriva da chi il tattico l’aveva apprezzato, e riguarda la parte gestionale, con il campo da amministrare e il sistema radio a tempi lunghi descritti come più macchinosi che interessanti. Poi lo studio ha fatto una cosa completamente diversa, cioè il cooperativo natalizio Cozy Holiday.

Il salto qui non è di meccaniche ma di ambientazione. Nel post con cui hanno annunciato il progetto gli sviluppatori scrivono che Ghost Justice è ambientato negli anni Novanta, fra Messico e Sudamerica, e che la squadra opera nell’ombra contro cartelli e organizzazioni corrotte. È un dettaglio che il comunicato distribuito alla stampa non riporta, e cambia parecchio: non è una guerra alla droga generica, è quella specifica, con date e luoghi che esistono davvero.

Il punto che conviene tenere d’occhio

Dire che le missioni sono ispirate a operazioni antidroga reali è un’affermazione da maneggiare con cura. Quelle operazioni, negli anni Novanta e in quelle zone, hanno prodotto una quantità di vittime civili e di abusi che nessuna delle due parti coinvolte ha mai raccontato per intero. Un gioco che mette il giocatore dalla parte degli incursori sceglie in partenza un punto di vista: nulla di male, ci sono decine di giochi militari che fanno lo stesso da vent’anni. Vale però la pena registrare che una cosa è la ricostruzione, un’altra è usare la parola “reale” come garanzia di serietà su un materiale che serietà ne richiede parecchia.

Sulla parte pratica, il dato più concreto è quello che segnalava a luglio la stampa specializzata: una demo pubblica è attesa nei mesi che separano l’annuncio dall’uscita. È lì che si capirà se il coordinamento fra più squadre è una meccanica vera. In caso contrario resta solo un modo elegante di dire che ci sono più unità, ed è la differenza fra un tattico che si ricorda e uno che finisce in fondo alla libreria.

Il calendario, intanto, si sta riempiendo. Nello stesso 2027 esce anche Rainbow Six Tactics, cioè un tattico a turni con dietro Ubisoft e un marchio che vende da dieci anni. Uno studio di Nitra che si autopubblica non gioca la stessa partita, e la sua unica arma è arrivare prima o essere più specifico. Sull’ambientazione, per ora, lo è.

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