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Pinetrail sfida Death Stranding con consegne in risciò tra boschi e montagne

Tempo di lettura: 3 minuti

Pinetrail: il postino volante che sfida le leggi della fisica (e i cinghiali)

La fascinazione per la logistica estrema non accenna a scemare e Rock Paper Shotgun ci segnala un nuovo esponente del genere: Pinetrail. Dimenticate le atmosfere apocalittiche e i feti in barattolo; qui ci mettiamo alla guida di un minuscolo autocarro a tre ruote arrugginito per consegnare pacchi su un’isola fatta di foreste, campi aperti, neve e sentieri dimenticati. L’obiettivo è caricare la merce nel retro del mezzo, assicurandola con corde e incastri creativi, cercando di non seminare il carico lungo il tragitto.

Il gameplay ruota attorno alla gestione dello spazio e alla fisica del trasporto. Caricare i pacchi è un’operazione libera: si possono impilare a piacimento, a patto di saper gestire la tensione delle funi. Il terreno è il vero nemico, privo di asfalto per lunghi tratti e disseminato di pendenze verticali e rocce rotolanti. A complicare la vita del fattorino ci pensano anche i cinghiali ladri, decisamente meno inquietanti delle Creature Arenate di Death Stranding ma altrettanto determinati a sottrarre la preziosa merce.

Un triciclo che vola e galleggia

Per superare i passaggi più ostici, il piccolo mezzo nasconde una dotazione tecnologica sorprendente. Sulla scheda Steam ne sono elencate tre: il camioncino può spiccare il volo e planare sopra le chiome degli alberi, sia per raggiungere consegne in quota sia per rientrare alla base a fine giornata; può gonfiare una modalità gommone per attraversare fiumi in piena e laghi; e può affrontare qualunque fondo, dall’asfalto ai sentieri che non esistono più sulle mappe.

Non è un simulatore di guida travestito: le etichette che gli utenti hanno messo sulla pagina lo raccontano meglio di qualsiasi descrizione, e sono Casual, Cozy, Physics, Open World e, curiosamente, sia anni Ottanta sia anni Novanta. L’isola ha degli abitanti da conoscere e dei misteri da scoprire, quindi la componente narrativa c’è e non è un contorno.

Dietro Pinetrail c’è un nome solo

Il dato che nella maggior parte delle segnalazioni non compare è chi stia facendo il gioco. Sulla scheda Steam sviluppatore ed editore coincidono e sono la stessa persona, Dimitris Kartakis: nessuno studio, nessuna etichetta, autopubblicazione. È un’informazione che cambia la lettura di tutto il resto, perché un open world con fisica del carico, planata e modalità natante fatto da una persona sola è un progetto sproporzionato, e spiega anche perché la finestra di uscita sia così lontana.

Il lancio è infatti previsto per il secondo trimestre del 2027, ed è già possibile inserire il titolo nella propria lista dei desideri. Per ora il gioco è annunciato solo in inglese, interfaccia, audio e sottotitoli compresi.

Un dettaglio che stona con l’aria da gioco leggero sono i requisiti dichiarati: il minimo indicato è una RTX 3060 con 8 GB di memoria, il consigliato una RTX 4070 SUPER con 16 GB. Sono numeri da produzione ben più pesante di quanto la grafica lasci immaginare, e su un progetto ancora lontano un anno e mezzo dall’uscita vanno presi per quello che sono, cioè una stima provvisoria che quasi certamente cambierà.

Un filone che si sta affollando

Il gioco arriva in un momento in cui le consegne stanno diventando un genere a sé. Solo negli ultimi mesi abbiamo scritto di Hell Express, che le stesse consegne le fa ai morti con un furgone armato, e il capostipite dichiarato resta il lavoro di Hideo Kojima, di cui Death Stranding 2 è arrivato su PC a inizio anno.

Ci troviamo davanti a una declinazione solare e quasi cozy di quel filone, che sembra voler premiare l’ingegno del giocatore piuttosto che punirlo con atmosfere opprimenti. L’idea di trasformare un furgoncino in un aliante o in un gommone rompe la monotonia tipica dei simulatori di guida tradizionali, e ci convince la scelta di puntare su una fisica che sembra permissiva ma punitiva al punto giusto. Sebbene il 2027 appaia lontano, scommettiamo che Pinetrail saprà ritagliarsi una nicchia tra chi cerca relax e una sfida logistica che non preveda la fine del mondo come sottofondo.

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