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Shawn Layden: i dischi PlayStation hanno un futuro solo se Sony li affida a terzi

Tempo di lettura: 3 minuti

Layden, dischi PlayStation. L’ex presidente di SIE Worldwide Studios Shawn Layden ha detto che il loro futuro è “depressing, but solvable”, cioè deprimente ma risolvibile. La soluzione che propone esiste già dentro la casa accanto: quella di Microsoft, che i dischi Xbox li fa stampare da stabilimenti terzi invece di produrli in casa come fa Sony.

Layden ha parlato con la newsletter Game di Pad and Pixel. La stessa testata aveva già raccolto, all’inizio di settembre 2026, la precisazione di Sony DADC, la divisione del gruppo che stampa dischi e supporti ottici, sul calo della produzione dischi. Il tema è lo stesso, l’angolo cambia: lì si correggeva un numero, qui si mette sul tavolo l’unica proposta concreta circolata finora per evitare che i dischi PlayStation spariscano del tutto dopo il 2028.

Il problema non è la domanda, è chi ha il diritto di stampare

Sony ha confermato a luglio 2026 che smetterà di produrre dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation a partire da gennaio 2028. La produzione passa quasi interamente dall’impianto di Thalgau, in Austria. È l’unico rimasto in mano a Sony dopo la chiusura della sede nel New Jersey nel 2011 e il trasferimento delle attività dell’Indiana nel 2022. Lì si stampano i dischi PlayStation, insieme a CD, DVD, Blu-ray e dischi Ultra HD di tutto il gruppo. Sony ha comunicato agli editori che potranno ancora ristampare i dischi dei giochi già usciti prima di quella data.

Il nodo secondo Layden non è la domanda dei giocatori, che a suo dire resta viva (“il mercato ha detto che continuerà a comprarli”), ma il fatto che Sony sia l’unica proprietaria del processo con cui si stampano quei dischi. Come ha spiegato a Game, “a meno che non decidano o non trovino un modo di dare in licenza quel processo a qualcuno di questi stampatori su misura, non c’è modo di farlo succedere”. Microsoft invece autorizza da anni stabilimenti terzi certificati a produrre dischi Xbox. Questo le permette di continuare a offrire edizioni fisiche, comprese quelle da collezione, senza gestire in proprio l’intera catena di stampa.

Chi vorrebbe ancora stampare, e con chi

Non è solo un discorso teorico. L’editore boutique iam8bit, specializzato in edizioni fisiche curate, ha detto alla stessa newsletter che vorrebbe trovare un modo praticabile di continuare a pubblicare giochi PlayStation su disco. Ha indicato come possibile partner Conectiv Supply Chain Solutions, l’azienda di Memphis che ha rilevato gli stabilimenti di stampa già di proprietà di Universal e Warner Bros. È esattamente il tipo di stampatore indipendente a cui Layden si riferisce: esiste già, lavora già con dischi ottici, e aspetta solo che Sony gli apra la porta.

L’analista Daniel Ahmad di Niko Partners, società di ricerca specializzata in mercati asiatici e videoludici, ha aggiunto un altro pezzo alla lettura. Eliminare i dischi cancella di fatto il mercato dell’usato, e sposta tutta la spesa dei giocatori sul PlayStation Store, dove Sony trattiene margini più alti rispetto alla vendita al dettaglio. Vista da questo lato, non concedere la licenza è anche la scelta più redditizia per Sony, indipendentemente da quanto costi in buona volontà da parte dei collezionisti.

Non è la prima volta che Layden lo dice

Layden non è un critico occasionale. A luglio 2026 aveva già difeso pubblicamente la strategia dei porting PC di Sony. Sosteneva che avvicinano le proprietà intellettuali PlayStation a un pubblico che non comprerebbe mai una console, proprio mentre circolavano indiscrezioni su un possibile ridimensionamento di quella strategia. In entrambi i casi il filo è lo stesso: un ex dirigente che, da fuori, indica a Sony strade che l’azienda al momento non sta imboccando.

Sul fronte dei numeri, Sony ha già dovuto correggere il tiro una volta. La cifra iniziale, letta come un crollo del 90% della produzione dischi, era in realtà un calo previsto del 10%. Lo ha chiarito Dietmar Tanzer, il presidente di Sony DADC, riferendosi proprio all’impianto di Thalgau. Il ridimensionamento non cambia il problema di fondo che Layden solleva. Un calo contenuto oggi diventa comunque un azzeramento totale dal 2028, quando i dischi per i nuovi giochi smetteranno di esistere, a meno che qualcuno oltre a Sony non abbia il permesso di stamparli.

Per ora quel qualcuno non c’è. Sony non ha risposto pubblicamente alla proposta di Layden, e non ha mai comunicato l’intenzione di aprire il proprio processo di stampa a terzi. La finestra per farlo, prima che gennaio 2028 arrivi davvero, si sta restringendo.

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