Dal prossimo novembre i limiti Xbox Cloud Gaming cambiano la natura dello streaming incluso nell’abbonamento: al posto dell’accesso senza tetti arriva un monte ore mensile, quindici ore per Game Pass Ultimate, dieci per Premium, cinque per Essential. Chi le esaurisce può comprare altro tempo di gioco. L’annuncio è arrivato il 3 settembre 2026 su Xbox Wire, il blog ufficiale di Microsoft.
Come funziona il monte ore
Fino a novembre chi ha un piano Game Pass idoneo può streammare quanto vuole. Da novembre ogni piano include un numero fisso di ore, e le ore in più si comprano attraverso lo Store Xbox. Prezzi, taglio dei pacchetti, giochi idonei, mercati coinvolti e perfino il modo per controllare quante ore restano arriveranno solo a novembre, insieme al cambio.
La stessa struttura, nel software, ha un nome preciso: rate limit, il tetto di richieste che un servizio online concede prima di chiedere soldi per alzarlo. Il presupposto è che la risorsa costi a chi la eroga. Microsoft lo scrive senza giri: il costo del cloud gaming cresce man mano che le persone lo usano e giocano più a lungo, e il monte ore serve a tenere in piedi il servizio senza smettere di investirci. Nello stesso paragrafo l’azienda ammette che per una parte dei giocatori il risultato pratico sarà spendere di più.
Quindici ore al mese fanno mezz’ora al giorno. Essential, che nel listino europeo costa 8,99 euro al mese, ne concede cinque, cioè dieci minuti scarsi al giorno. Una sessione seria di un gioco di ruolo si mangia il budget di due settimane.
Jez Corden di Windows Central riferisce che le ore acquistate non avranno una scadenza, e sarebbe l’unica buona notizia della giornata. Nell’annuncio ufficiale però non c’è scritto, quindi per ora è una cosa che ha detto una testata, non Microsoft.
La funzione che serviva a far digerire il rincaro
Undici mesi fa il cloud senza tetti stava dall’altra parte del tavolo. Il 1 ottobre 2025 Microsoft ha riorganizzato Game Pass in Essential, Premium e Ultimate. A quest’ultimo ha applicato un rincaro del 50%, da 19,99 a 29,99 dollari al mese, che in Italia significava passare a 26,99 euro. Essential e Premium restavano allo stesso prezzo e in cambio ricevevano proprio l’accesso illimitato al cloud, fino ad allora riservato a Ultimate. Lo streaming senza limiti era, letteralmente, parte di quello che veniva messo sul piatto per far digerire il nuovo listino.
Il seguito lo ha raccontato Matthew Ball, l’analista del settore diventato responsabile della strategia Xbox di cui abbiamo già scritto: il servizio ha perso milioni di abbonati nei mesi successivi al rincaro. Il 21 aprile 2026 Microsoft ha fatto marcia indietro e ha riportato Ultimate a 22,99 dollari, 20,99 euro da noi, in cambio dei Call of Duty al day one. Undici mesi dopo essere stato usato come argomento di vendita, il cloud illimitato diventa la voce da tagliare.
Il 4% e quelli che non entrano nel conto
Microsoft si aspetta che il cambio riguardi il 4% degli abbonati. È una stima dell’azienda e non ha una metodologia pubblicata. Non è nemmeno originale: NVIDIA, che con GeForce Now gestisce il servizio di streaming rivale, quando mise il suo tetto disse che il 94% degli iscritti ci stava dentro comodamente. Il numero che manca è un altro, cioè chi finisce nella fetta piccola.
Una risposta parziale la dà Microsoft stessa. Sempre nell’annuncio ricorda che il cloud gaming permette a chi ha una Xbox One di giocare i titoli pensati per Series X e Series S senza comprare una console nuova. Aggiunge che la cosa conta soprattutto nei mercati dove le console sono meno disponibili o meno accessibili. Sono le persone che il cloud lo usano al posto dell’hardware, non in aggiunta, e sono anche quelle che macinano più ore, perché non hanno una console a cui tornare quando il contatore arriva a zero. Il razionamento va a cercarsi esattamente loro, e non serve immaginare nessuna cattiveria: è il modello che funziona così.
NVIDIA ci era arrivata prima, e con più margine
Il precedente esiste ed è documentato. GeForce Now ha annunciato nel novembre 2024 un tetto di cento ore mensili per gli abbonati Performance e Ultimate. Il limite è entrato in vigore a gennaio 2025 per i nuovi iscritti e a gennaio 2026 per chi era già dentro. Fino a quindici ore non usate si riportano al mese successivo, e le ore extra si comprano a pacchetti da quindici, a 2,99 o 5,99 dollari a seconda del piano.
I due servizi non fanno la stessa cosa: su GeForce Now si streammano i giochi comprati altrove, su Game Pass un catalogo in abbonamento. La risorsa contesa però è identica, cioè tempo di GPU, le schede video che macinano il gioco dentro un data center al posto della console in salotto. E lì il conto è cento contro quindici.
Il numero da aspettare è il prezzo dei pacchetti orari, che non è stato annunciato e varierà da mercato a mercato. Se un pacchetto costerà quanto un mese di Essential, il cloud avrà smesso di essere una funzione dell’abbonamento per diventare un prodotto a parte, di cui l’abbonamento regala l’assaggio. E la domanda da fare a novembre non sarà quanto costa Game Pass, ma quanto costa un’ora.


