Project Ascension, uno dei più grandi server privati di World of Warcraft ancora in piedi, spegne tutti i suoi reami emulati il 4 settembre 2026. La chiusura non è un provvedimento imposto ma il risultato di quello che il team definisce un accordo reciproco con Blizzard, e arriva dopo quasi dieci anni di attività.
L’annuncio l’ha scritto sul Discord del progetto il responsabile, che si firma Dutch: dieci anni dall’inizio dei reami emulati di Ascension, e il capitolo finale di questo viaggio sta per concludersi. Il testo integrale è stato ripreso su MMO-Champion. La frase successiva è quella che conta davvero, perché precisa che quanto segue fa parte dell’accordo tra Ascension e Blizzard.
Sulla data conviene fare una precisazione, perché in giro ne circolano due per lo stesso momento. L’annuncio indica la sera del 4 settembre nel fuso della costa ovest americana, che in Italia cade nelle prime ore del 5: è il motivo per cui diverse testate scrivono 5 settembre. Da lì in poi tutti i contenuti legati a World of Warcraft spariranno dal sito e dai canali social del progetto.
C’era una causa federale, ed è il pezzo che manca alla parola “accordo”
Definire la cosa un accordo reciproco è tecnicamente corretto e racconta metà della storia. L’altra metà è che il 12 giugno 2026 Blizzard aveva depositato una causa civile federale contro il progetto in un tribunale della California, con contestazioni sul diritto d’autore, sul DMCA e altro ancora. Un accordo che arriva dopo una citazione in giudizio si chiama transazione, e quello che Ascension abbia ceduto o pagato in cambio della data non è pubblico.
Nel mirino c’erano anche i soldi. Ascension raccoglieva donazioni dai giocatori, e Massively Overpowered ricorda che si parla di milioni di dollari incassati su una proprietà intellettuale che il progetto non possedeva. È il punto su cui i server privati sono sempre più deboli: finché restano un hobby la tolleranza è ampia, quando diventano un flusso di cassa la posizione legale si sgretola.
Il terzo grande progetto a cadere in quattro mesi
Ascension è il terzo grande progetto a cadere nel giro di pochi mesi. Turtle WoW ha chiuso il 15 maggio 2026 dopo quasi otto anni, e ad aprile era toccato a Stormforge. I due progetti non facevano la stessa cosa: Turtle WoW lavorava su un mondo in stile Vanilla ampliato, Ascension sulle regole. Quello che li accomuna è il modo in cui sono finiti. Blizzard ha smesso di tollerare quello che per un decennio aveva lasciato correre, e lo sta facendo in modo metodico, un nome alla volta.
Il tempismo ha alimentato una teoria che vale la pena riportare per quello che è, cioè una lettura e non una notizia. La chiusura cade pochi giorni prima della BlizzCon 2026, e il precedente che tutti citano è Nostalrius: chiuso da Blizzard nel 2016, seguito nel 2017 dall’annuncio ufficiale di World of Warcraft Classic proprio alla BlizzCon. Che la storia si ripeta è possibile, ma al momento nessuno ha una prova che leghi le due cose.
Cosa sparisce davvero
Ascension era nato nel 2016 e si era fatto un nome per una ragione che con la nostalgia c’entra poco: non riproponeva World of Warcraft com’era, lo riscriveva. La sua trovata più nota è il sistema senza classi, in cui il giocatore mescola abilità e talenti presi da tutte le classi del gioco invece di sceglierne una. Più di recente il progetto aveva lanciato Conquest of Azeroth, con ventuno classi originali ispirate al mondo di Warcraft, ognuna con tre specializzazioni, e in catalogo c’era perfino un reame in cui le abilità venivano assegnate a caso. Il progetto era arrivato a essere il più grande ancora operativo dopo la chiusura degli altri due.
Sono idee che Blizzard non ha mai messo nel gioco ufficiale, e che una parte dei giocatori seguiva proprio per quello. Il paradosso, sollevato più volte nei forum in questi giorni, è che alcune sperimentazioni dei server privati sono poi rientrate in forme diverse dentro le stagioni ufficiali di Classic: la ricerca e sviluppo gratuita di qualcun altro è comoda finché non diventa un concorrente.
Il team, intanto, non si scioglie. Il supporto ai reami resta attivo fino all’ultimo giorno e i contenuti già in programma usciranno entro la settimana. Poi sito, canali social e launcher verranno riconvertiti per un progetto nuovo, che Ascension dichiara non collegato a World of Warcraft né a qualsiasi altro gioco Blizzard. Dopo dieci anni passati a costruire su una proprietà intellettuale altrui, il gruppo dovrà scoprire quanto di quel pubblico lo seguiva per le idee e quanto per il logo che c’era sopra.


