La Fine di un’Era: Turtle WoW Chiude i Battenti Dopo Quasi Otto Anni
Oggi segna la chiusura definitiva della rete di server privati di World of Warcraft, Turtle WoW. Dopo quasi otto anni di attività, la community di fan che offriva un’alternativa agli appassionati del celebre MMORPG ha spento i suoi server per sempre. A un mese dall’ordine di cessazione emanato da Blizzard Entertainment, produttrice di WoW, e a seguito di un accordo extragiudiziale, la giornata di ieri ha visto il gran finale per questo progetto amato dalla sua utenza. Come riportato da PCGamesN, la community si è radunata per un commiato comunitario.
Un Addio Emotivo e Modifiche Comuni
Turtle WoW non si limitava a offrire un’esperienza classica di World of Warcraft, ma integrava anche numerose mod e contenuti creati dalla community. L’ultima aggiunta di rilievo, “Mysteries of Azeroth”, era stata presentata come un’espansione fan-made dedicata all’esplorazione della lore originale del gioco vanilla. A seguito della decisione di Blizzard e del successivo accordo privato, lo sviluppatore di Turtle WoW, noto come ‘Torta’, aveva confermato l’imminente spegnimento dei server, fissato per venerdì 15 maggio, giorno appunto appena trascorso.
La community ha scelto di salutare il proprio mondo virtuale con un addio collettivo, radunandosi sulle spiagge del gioco nelle ultime ore. I momenti di commiato, catturati e condivisi via YouTube da ‘Pespline’, hanno visto i giocatori esprimere il loro affetto: “Addio a tutti, Turtle WoW sarà sempre nel mio cuore”, ha scritto un utente. Un altro ha aggiunto: “Non ci sarà eguale a Turtle WoW. La fine di un’era. Auguro il meglio a tutti”. Non sono mancati anche riferimenti a citazioni classiche come “Non piangere perché è finita, sorridi perché è successo”.
Con le ultime grida di “GG all” e “Vi voglio bene ragazzi”, lo schermo si è bloccato, lasciando il posto al menu principale e al messaggio “Disconnesso dal server”. Un saluto silenzioso, in netto contrasto con l’atmosfera festosa di pochi istanti prima.
Le Dichiarazioni Finali di Torta
Nelle sue parole di commiato, Torta ha riflettuto sul significato del percorso intrapreso: “Dicono che ciò che conta sia il viaggio, non la destinazione. Quanto deve durare un viaggio per essere ricordato con affetto e calore? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che il nostro sta giungendo al termine. Lavorare su Turtle WoW è stato il culmine delle nostre vite. È stato un onore costruire con voi e per voi. Che steste esplorando nuove storie, livellando, affrontando raid, combattendo in PvP, interpretando ruoli o semplicemente godendovi un momento di tranquillità nel mondo, vedere quanto significhi questo gioco per voi è stato il nostro più grande privilegio.”
“Le avventure vissute, le battaglie combattute e gli amici incontrati sono ciò che ha reso tutto questo degno di nota. Speriamo che conserverete questi momenti nei vostri cuori. Ciò che lasciamo sono ricordi preziosi di un viaggio lungo quasi otto anni, e speriamo che li ricorderete di tanto in tanto”. Torta ha inoltre confermato che il sito web, i forum e i canali social media saranno chiusi successivamente, il 16 ottobre.
La Controversia Legale con Blizzard
Turtle WoW operava gratuitamente per gli utenti, ma accettava donazioni tramite il proprio sito web. Nella causa intentata da Blizzard, si sosteneva che i gestori del server privato avessero “trovato un modo redditizio per sfruttare e trarre profitto dalla popolarità dell’esperienza di gioco di WoW”. Blizzard citava anche la crescente presenza sui social media del gruppo negli ultimi mesi, affermando che “Turtle WoW ha intensificato con audacia i propri sforzi per cannibalizzare e disturbare la community di giocatori di WoW di Blizzard”.
In una dichiarazione inviata a PCGamesN in seguito alla denuncia iniziale, un portavoce di Blizzard aveva scritto: “Questo server pirata utilizza illegalmente il nostro codice, le nostre risorse e i nostri marchi per commercializzare un’esperienza non protetta. Data la scala e la natura della violazione, dobbiamo perseguire rimedi formali per proteggere il mondo che abbiamo costruito.”




