Artwork ufficiale di GTA 6 pubblicato da Rockstar Games

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Stop Killing Games prende le distanze dal leak di GTA 6: i mezzi illegali non aiutano la causa

Tempo di lettura: 3 minuti

Nella notte tra il 18 e il 19 agosto 2026, online sono comparsi due video di gameplay e l’immagine della mappa completa di Grand Theft Auto 6, cioè GTA 6, il prossimo capitolo della serie di Rockstar. Ad accompagnarli, un manifesto firmato da un gruppo che si fa chiamare CyberLeek. Il 19 agosto Stop Killing Games ha risposto pubblicamente. Il movimento è nato nel 2014, dopo la chiusura del gioco online The Crew di Ubisoft, per chiedere che i videogiochi comprati restino giocabili anche a server spenti. Ha preso ora una posizione netta: usare mezzi illegali per fare pressione non serve alla causa, e chi ci ha provato in passato non ne è uscito bene.

Cosa contiene il leak

I due filmati mostrano il protagonista Jason mentre gioca a basket fuori casa e mentre guida un’auto prima di affrontare un personaggio non giocante. La mappa, secondo chi l’ha diffusa, coprirebbe l’intera regione di Leonida divisa in cinque contee. Rockstar non ha confermato l’autenticità del materiale, e più fonti indicano che il filmato risalirebbe a una build del 2024 o precedente: quello che si vede potrebbe non corrispondere più al gioco in uscita, secondo IBTimes UK e Insider Gaming. Take-Two ha comunque iniziato a far rimuovere i contenuti online con richieste DMCA, la procedura statunitense che consente di ottenere la cancellazione di materiale che viola il copyright. Sul contenuto del leak e sulle prime reazioni di Rockstar abbiamo scritto ieri.

Al leak è allegato un manifesto, la “CYBERLEEK Edict” secondo la trascrizione riportata da PC Gamer. Elenca tre condizioni: niente preordini digitali, niente contenuti già presenti nel gioco venduti separatamente come DLC, garanzia che i contenuti single player restino giocabili anche quando i server chiudono, la stessa richiesta che ha reso nota la vicenda di The Crew. Il documento minaccia chiunque violi questi punti e si chiude con un avvertimento diretto: “nessuno è al sicuro”.

Per finanziare quello che chiama un “progetto segreto”, CyberLeek chiede di comprare una sua criptovaluta, creata sulla piattaforma cripto Solana. Un manifesto sui diritti dei giocatori con in coda la vendita di un gettone digitale.

Perché Stop Killing Games se ne smarca

Il linguaggio del manifesto ricalca da vicino le rivendicazioni di Stop Killing Games, ma il movimento ha preso le distanze in un comunicato, ripreso da GamesRadar, poche ore dopo la diffusione del leak. “Usare mezzi illegali per fare un punto è inaccettabile”, si legge nel testo, che invita a non versare denaro al gruppo qualunque sia la simpatia per le sue rivendicazioni. Il comunicato ricorda che dietro il gioco ci sono migliaia di sviluppatori senza alcuna responsabilità sulle scelte del management, ed è a loro danno che ricade un episodio come questo.

La distanza si capisce meglio guardando a cosa sta effettivamente facendo Stop Killing Games. L’iniziativa dei cittadini europei collegata al movimento ha raggiunto 1,3 milioni di firme valide il 26 gennaio 2026, soglia che obbliga la Commissione europea a una risposta formale, arrivata poi il 27 luglio. Nello stesso periodo il movimento ha annunciato la nascita di due organizzazioni no profit, una nell’Unione europea e una negli Stati Uniti, per proseguire il lavoro di lobbying e raccogliere fondi, riporta Notebookcheck. È una battaglia che passa da petizioni, cause legali e riunioni con i funzionari di Bruxelles: un hacker che ruba una mappa e minaccia le aziende non le fa da sponda, rischia di darle un volto sbagliato.

Il precedente che pesa

Il comunicato di Stop Killing Games cita esplicitamente la storia di chi ha già percorso questa strada. Nel settembre 2022 Arion Kurtaj, all’epoca diciottenne e già sotto libertà vigilata per un altro attacco informatico, diffuse online novanta video e il codice sorgente di GTA 6. Lo fece da una stanza d’albergo, con un Amazon Fire Stick e un telefono comprato apposta. Rockstar dichiarò in seguito che l’incidente le era costato cinque milioni di dollari. Kurtaj fu giudicato non idoneo a sostenere il processo per motivi psichiatrici e finì, nel dicembre 2023, in una struttura protetta a tempo indeterminato. A luglio 2026 è stato trasferito in un carcere ordinario in vista di un nuovo processo fissato per novembre, lo stesso mese in cui uscirà GTA 6, riporta TheGamer.

Il paradosso è tutto qui: il manifesto di CyberLeek prende in prestito il linguaggio di una campagna che sta ottenendo risultati concreti nelle aule dei tribunali e a Bruxelles, e lo usa per vendere una criptovaluta. Stop Killing Games lo ha capito prima di chiunque altro, e ha fatto l’unica cosa che poteva fare per non finire associata a chi le sta rubando la faccia: prendere le distanze, in fretta e per iscritto.

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