Halo Campaign Evolved may be the start of a remaster frenzy, with Microsoft reportedly eyeing up the entire original trilogy

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Halo Studios licenzia a una settimana dal lancio di Campaign Evolved

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Halo: Campaign Evolved è uscito il 28 luglio 2026 su Xbox, PC e, per la prima volta in 25 anni di storia della saga, anche su PlayStation. Una settimana dopo, alcuni sviluppatori di Halo Studios (lo studio nato dalla ristrutturazione di 343 Industries nel 2024) hanno scoperto di essere stati licenziati leggendo i post LinkedIn dei colleghi.

Chi ha perso il posto

Il primo a rendere pubblico il taglio è stato Nick Treitman, producer che ha lavorato sei anni e mezzo al franchise passando per i team Art, Networking, Localization e Narrative, oltre a essere stato Product Owner del comparto multiplayer sociale di Halo Infinite, come ha raccontato su Insider Gaming. Con lui è uscito Paul Morris, scrum master (la figura che coordina i team di sviluppo con metodologia Agile) assunto come contractor esterno. Anche il software engineer Caleb Lawrence si è aggiornato su LinkedIn segnalandosi disponibile per nuovi ruoli, senza però confermare esplicitamente il licenziamento. Halo Studios e Microsoft non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali, quindi il numero complessivo dei tagli resta sconosciuto.

Solo contractor o anche organico stabile?

Una fonte citata da Game Developer sostiene che i tagli abbiano riguardato solo ruoli a contratto, con nessun dipendente a tempo indeterminato coinvolto. La versione fatica a reggere di fronte al profilo di Treitman: sei anni e mezzo sul franchise, passaggi su più team interni, e nessuna fonte lo descrive come contractor, a differenza di quanto viene specificato per Morris. Windows Central parla di tagli distribuiti su art, networking, localizzazione, narrativa e il pilastro multiplayer sociale di Infinite, un perimetro più ampio di un semplice fine contratto.

Un piano scritto un mese prima del lancio

Il tempismo si presta a una lettura facile, licenziamenti come punizione per un gioco che ha deluso. Il calendario racconta altro. Il 10 giugno 2026 la CEO di Xbox Asha Sharma e il responsabile contenuti Matt Booty avevano firmato un memo, riportato da GeekWire, in cui avvertivano che la spesa di Xbox, oltre 20 miliardi di dollari in cinque anni esclusa Activision Blizzard, a fronte di ricavi in calo di mezzo miliardo, non poteva più continuare così. Il 6 luglio, tre settimane prima che Campaign Evolved arrivasse sugli scaffali, Sharma aveva reso ufficiale il piano descritto da Deadline: 3.200 posizioni tagliate nel corso dell’anno fiscale, il 20% dello staff Xbox, di cui 1.600 immediate e altrettante previste nei mesi successivi, più quattro studi ceduti o resi indipendenti. I tagli di agosto a Halo Studios non sono un evento nuovo: sono la seconda metà di quel numero che continua a scorrere, studio dopo studio.

Un lancio raccontato come un trionfo

La narrazione ufficiale intorno a Campaign Evolved insisteva sul traguardo storico, primo Halo su console concorrente dopo 25 anni di esclusiva. I numeri circolati finora la ridimensionano. Le stime dell’analista Alinea Analytics, riprese da Pure Xbox, parlano di circa 1,56 milioni di copie vendute nei primi giorni tra tutte le piattaforme: 900mila su Xbox tra console e app PC, 452mila su PlayStation 5 e 212mila su Steam, con PlayStation che pesa per meno di un terzo del totale nonostante la campagna promozionale puntasse tutto su quella novità. Su Metacritic il gioco si ferma a 81 su base PlayStation 5, “Generally Favorable” ma il punteggio più basso mai ottenuto da un capitolo principale della saga, sotto persino Halo 3: ODST, come nota Hitmarker. Il giudizio dei giocatori è ancora più freddo: 5,7 su dieci, con il 39% di recensioni negative, secondo la scheda ufficiale aggiornata a oggi.

Halo Studios ha comunque portato a termine il lancio multipiattaforma che il franchise inseguiva da 25 anni. Il conto lo hanno pagato le persone che lo hanno reso possibile, non chi ha firmato il memo di luglio.

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