Un sommozzatore esplora le rovine sommerse in DIVE or DIE - Children of Rain

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DIVE or DIE – Children of Rain: l’horror esplorativo con la demo gratis che vi dice in un’ora se fa per voi

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Una volta ho avviato la lavatrice e sono tornata in cucina dopo dieci minuti trovando l’acqua a filo del battiscopa e la ciabatta multipresa a mollo. Da allora ho un rapporto complicato con i liquidi che salgono. DIVE or DIE – Children of Rain è un roguelite subacqueo in 2D con gestione di una colonia in superficie, sviluppato dallo studio francese Drop Rate Studio e pubblicato da Dear Villagers, ed è un gioco in cui l’acqua ha già vinto: è uscito il 21 luglio su Steam ed Epic Games Store e costa 17,99 euro, adesso che lo sconto introduttivo del 20% delle prime due settimane è finito.

Prima di spenderli, però, installate la demo. Sta su Steam da febbraio ed è gratuita: in un’ora vi dice se questo gioco vi riguarda, e lo fa meglio di qualsiasi recensione, compresa questa.

La demo di febbraio è ancora online e copre dieci giorni su quaranta

La demo gratuita è uscita il 17 febbraio 2026 e ha attraversato lo Steam Next Fest di fine febbraio. Contiene il tutorial completo e i primi 10 giorni di campagna sui 40 del gioco finito, con le prime due zone del Pozzo Abissale e un tetto di profondità a 70 metri. La prima partita richiede fra un’ora e un’ora e mezza, e i salvataggi della demo vengono importati nel gioco completo, quindi quell’ora non la buttate via.

Dentro quel perimetro ci sono già tutti i sistemi: immersione, combattimento, costruzione del campo, reclutamento, crafting. È il motivo per cui la demo funziona da filtro: quello che provate è il gioco intero rimpicciolito, e il 91% di 224 recensioni positive lasciate alla sola demo dice che il rimpicciolimento ha retto.

L’ossigeno è un buffer che allochi a mano

Ogni giornata comincia con una scelta: quale sopravvissuto scende. La decisione si riduce a due numeri che litigano fra loro, la capacità polmonare e la capienza dello zaino. Allocate il buffer d’aria all’inizio della discesa, lo consumate mentre raccogliete cibo, minerali, progetti e mappe, e dovete liberarlo tornando in superficie prima che finisca. Non c’è swap, non c’è un gestore di memoria che vi copre: se sbagliate il preventivo, il processo muore e non riparte, perché la morte dei sommozzatori è definitiva.

Lo scatto è la trappola in cui cascano tutti. Aumenta la velocità di nuoto e il consumo d’aria nella stessa proporzione, quindi la distanza che coprite con una bombola resta identica: state pagando per arrivare prima, non per arrivare più lontano. Le guide della community segnalano un tratto, Iron Lungs, che azzera il sovrapprezzo dello scatto, ed è uno dei pochi che vale la pena inseguire durante il reclutamento.

Il modo più rapido per capire come si muove è guardarlo.

La mappa sta in Biblioteca, non nell’HUD

Sott’acqua non potete aprire nessuna mappa. La cartografia esiste, si raccoglie a pezzi durante le immersioni e sblocca nuove aree, ma si consulta solo in Biblioteca, al campo, prima di scendere. La conseguenza pratica è che l’orientamento diventa un problema di memoria vostra e non del gioco, e che ogni immersione va preparata come si prepara un deploy: leggi la documentazione prima, perché una volta in produzione non hai più accesso.

Al posto della minimappa c’è l’audio. La colonna sonora tace quasi del tutto durante le discese, e i mostri li sentite arrivare prima di vederli entrare nel cono della torcia. Una recensione della demo di inizio marzo lascia anche il consiglio più utile che leggerete su questo gioco: non sparate lo sparachiodi al chiuso, perché i proiettili rimbalzano sulle pareti e vi ammazzano il sommozzatore. I Rain-Touched, gli umani contaminati dalla pioggia nera, si lanciano da lontano e vanno tolti di mezzo a distanza o evitati.

L’Altare non è il garbage collector che sembra

Il conto alla rovescia è di 40 giorni a difficoltà normale e di 30 alle due difficoltà superiori. L’Altare del campo permette di rallentarlo, e qui quasi tutti sbagliano il conto. Ogni giorno potete fare una offerta: cibo o morale valgono il 25% della barra del Culto, un sopravvissuto vale il 15% per ogni suo livello, e serve il 100% per guadagnare un solo giorno. Sacrificare il colono inutile che mangia doppio non è quindi la mossa efficiente: quel colono è di livello basso, e un livello basso vale meno di due scatolette. Liberare memoria buttando via l’oggetto più piccolo è esattamente il modo in cui non si risolve un memory leak.

La Biblioteca ospita anche il bestiario, che si popola dopo il primo incontro con ogni creatura e vi dice come affrontarla la volta dopo. Prevedete di morire prima di leggerlo: il primo incontro è quasi sempre a spese vostre, ed è una tassa di apprendimento che Bloody Disgusting ha contestato nella sua recensione, perché perdere un sommozzatore di livello alto costa insieme il personaggio e la giornata. Se quella pressione non vi diverte, al lancio è arrivata anche una modalità Endless che toglie del tutto il conto alla rovescia.

Il paragone con Darkest Dungeon torna in quasi tutte le recensioni, e regge dove conta: i sopravvissuti non sono risorse intercambiabili, hanno tratti che vi cambiano la partita in bene e in male, e il gioco vi chiede di decidere chi è sacrificabile. Su Metacritic il gioco sta a 80, con recensioni che vanno dall’8 di DualShockers alle riserve di chi trova il countdown punitivo. Su Steam ha superato le 940 recensioni utente, il 91% positive.

Requisiti, lingue e Steam Deck: cosa gira davvero

La scheda tecnica è leggera e in un punto è pure divertente. I requisiti minimi chiedono un Intel Core i5 6500 o un AMD FX 8350, 8 GB di RAM, una GTX 960 o una Radeon R9 380, DirectX 11 e 8 GB di spazio su disco. I consigliati chiedono un i5 4690, che è di due generazioni precedenti rispetto al processore indicato come minimo, e una GTX 1050. La tabella si contraddice da sola, ma la sostanza resta: gira su hardware di dieci anni fa.

Le lingue supportate sono dieci, e l’italiano non è fra queste. Ci sono inglese (unica lingua doppiata), francese, tedesco, spagnolo, giapponese, polacco, portoghese brasiliano, russo, cinese semplificato e cinese tradizionale. I testi gestionali sono asciutti e le icone fanno gran parte del lavoro, quindi con un inglese scolastico ve la cavate, ma i dialoghi e il lore lovecraftiano li perdete in buona parte. Il gioco è invece Verificato su Steam Deck, il bollino con cui Valve dichiara di averlo testato senza bisogno di ritoccare comandi o impostazioni grafiche.

Noi ne avevamo già scritto ad aprile, quando era ancora un gioco in arrivo. Adesso è finito, costa 17,99 euro, e c’è un modo gratis per sapere se fa per voi prima di tirare fuori la carta. Scaricate la demo, arrivate al sesto giorno e guardate cosa provate quando muore il primo sommozzatore che avevate potenziato: se vi viene voglia di ricominciare, questo gioco è vostro. Se vi viene voglia di chiudere, avete appena risparmiato 17,99 euro e un’ora la spendevate comunque peggio.

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