The Nintendo Switch 2 Remake Of The Legend Of Zelda: Ocarina Of Time Drops In 2026

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Al remake di Ocarina of Time manca una riga sul bollino d’età, e internet ha già deciso che è censura

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Il mercato dei remake ha generato un passatempo collaterale che nessuno aveva chiesto: l’esegesi del bollino d’età. Non il trailer, non il gameplay: il bollino. Adulti pensanti che passano il pomeriggio a confrontare descrittori di classificazione come fossero note di patch trapelate, e che dall’assenza di due parole ricavano un intero piano di riscrittura della sceneggiatura.

Il 29 luglio Nintendo ha aggiornato in sordina la pagina ufficiale del remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time per Nintendo Switch 2, aggiungendo la classificazione ESRB, l’ente statunitense che assegna le fasce d’età ai videogiochi. Risultato: E10+, cioè adatto dai dieci anni in su, con due descrittori, animated blood e fantasy violence. Sangue stilizzato e violenza fantasy.

Su Reddit e sui social la cosa è diventata in poche ore un caso, perché la versione per Nintendo 3DS del 2011 aveva lo stesso E10+ ma con un descrittore in più: suggestive themes, temi allusivi. Sparito quello, come racconta Kotaku, una fetta consistente di internet ha concluso che Nintendo starebbe rifacendo le Grandi Fate, le creature seminude che nel gioco originale si materializzano dalle fontane per potenziarvi.

Archeologia di un descrittore che è esistito una volta sola

C’è un dettaglio che rovina la ricostruzione, e sta nella cronologia delle classificazioni. Ocarina of Time uscì su Nintendo 64 nel 1998 con un rating E, “Everyone”, e senza alcun riferimento a temi allusivi. Non poteva averne uno più severo: la fascia E10+ non esisteva ancora, l’ESRB la introdusse solo nel 2005.

Il descrittore incriminato compare quindi in un’unica occasione in ventotto anni: sulla riedizione 3DS. Quella in cui, tra l’altro, le Grandi Fate erano già state ridisegnate. Il presunto ritorno alla purezza consisterebbe nel tornare esattamente alla classificazione della versione originale, che è quello che nota Zelda Universe e che nessuno ha voglia di leggere, perché rovina la polemica.

Aggiungo la parte che dovrebbe raffreddare tutti quanti: la scheda dell’ESRB per la versione Switch 2 non è ancora nel database dell’ente. Quello che si sta smontando parola per parola è il riquadro di una pagina di negozio, non un documento di classificazione. Sull’eShop britannico, nel frattempo, compare un PEGI 12 provvisorio senza che PEGI abbia emesso la classificazione europea definitiva.

Un pubblico che ha imparato a leggere i metadati commerciali come profezie è lo stesso pubblico a cui poi vendi il preordine, quindi la dinamica è redditizia per tutti tranne che per chi vuole capirci qualcosa. Ne abbiamo già visto una versione più grave quando la brand safety è entrata a gamba tesa su contenuti che esistevano da anni.

Quello che il rating dice davvero

Le classificazioni arrivano quando lo sviluppo è vicino alla chiusura, non due anni prima. Un E10+ apparso a fine luglio su un gioco annunciato per il 2026 significa una cosa sola, ed è la più noiosa del mazzo.

Nintendo ha materiale pronto da mostrare.

Cosa che servirebbe, visto che dall’annuncio del 9 giugno al Nintendo Direct, dove il remake era la chiusura della presentazione, abbiamo visto un teaser con un Link bambino addormentato, una finestra di lancio generica e nient’altro. Non è nemmeno noto quale studio ci stia lavorando. Per il gioco con il punteggio Metacritic più alto della storia, nell’anno in cui la serie, nata nel 1986, compie quarant’anni, è una campagna di comunicazione condotta col contagocce.

Il che, sospetto, è esattamente il punto: meno Nintendo mostra, più si discute di due parole in fondo a una scheda prodotto. È marketing a costo zero, e funziona come funzionano le polemiche a comando, cioè benissimo.

Il verdetto: Se le Grandi Fate torneranno come nel 1998, nel 2011 o in una terza forma ancora, lo sapremo dal primo trailer di gameplay e non da un bollino. Fino ad allora state litigando su un campo di una pagina di e-commerce, e Nintendo vi sta guardando divertita.

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