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Diablo IV arriva su Switch 2 domani, insieme alla stagione dei trent’anni

Tempo di lettura: 3 minuti

Diablo IV su Switch 2 esce il 15 settembre 2026, cioè domani, e nello stesso momento parte la stagione che Blizzard ha costruito per i trent’anni della serie. Si chiama Season of Hell’s Legacy, riporta Deckard Cain e rimette in fila i tre Primi Mali dei giochi originali. I due annunci sono arrivati insieme alla cerimonia di apertura della BlizzCon 2026.

Sul fronte portatile il pacchetto si chiama Diablo IV: Age of Hatred Collection, e come scrive Blizzard comprende il gioco base più le due espansioni, Vessel of Hatred e Lord of Hatred. C’è una nota tecnica che vale la pena leggere prima di comprare: la console supporta mouse e tastiera solo collegati via USB, mentre la funzione mouse dei Joy-Con 2 non è supportata.

Cosa cambia con la stagione dei trent’anni

Season of Hell’s Legacy comincia a distribuirsi il 15 settembre alle 9:30 del mattino in California, che per l’Italia vuol dire il pomeriggio dello stesso giorno. L’anima perduta di Deckard Cain, il vecchio studioso che nei primi Diablo faceva da guida, torna per accompagnare il giocatore contro Baal, Mefisto e Diablo.

Il meccanismo è quello che negli action GDR si chiama scambio: da ciascuno dei tre si recupera una scheggia dell’anima, se ne può portare addosso una sola e chi la porta prende una parte del potere di quel demone. Blizzard avverte che il dono ha un prezzo, e secondo il racconto di Eurogamer il prezzo è che diventi più vulnerabile proprio al demone di cui hai preso il potere.

Gli altri pezzi della stagione vanno nella stessa direzione nostalgica. I tre Primi Mali stanno in luoghi che chi ha giocato i capitoli vecchi riconosce senza leggere la mappa, dalla cattedrale di Tristram alla Durance of Hate. Entrano nove oggetti unici ripescati dal passato, fra cui la Stone of Jordan, e una serie di scontri chiamati Waking Nightmares che rimettono in scena momenti storici della serie. Il dettaglio dei sistemi sta nel riepilogo di stagione pubblicato dallo studio.

Perché la versione Switch 2 conta più della stagione

Per chi gioca già su PC o su console fissa, questa è la quindicesima stagione di un gioco uscito nel 2023, e il ciclo lo conosce. Il fatto nuovo è l’altro.

Diablo III su Switch è stato uno dei porting più riusciti della generazione precedente, perché il genere, cioè saccheggiare stanze piene di mostri, funziona benissimo a sessioni corte e in mano. Portare Diablo IV su Switch 2 significa recuperare esattamente quel pubblico, e Blizzard lo fa con gioco pieno di espansioni invece che con una versione ridotta. La data annunciata è la stessa della stagione, il che è una scelta di calendario e non una coincidenza: chi arriva domani sulla console Nintendo trova contenuti freschi invece di tre anni di roba da recuperare.

Restano due cose che lo studio non ha detto e che contano per il portafoglio: quanto costa la raccolta su Switch 2 e come si comporta la macchina con le orde a schermo. Sono entrambe verificabili da domani.

Il materiale per farsi un’idea, intanto, c’è. Il trailer di gioco della stagione e il primo sguardo alla classe nuova sono stati mostrati nel panel Diablo IV: What’s Next del 13 settembre, trasmesso sui canali ufficiali della serie insieme al resto del programma della convention, dalla presentazione di Diablo 5 alla sessione sulle scene animate del quarto capitolo.

Il ponte verso il capitolo successivo

Il resto dell’annuncio dice dove sta andando la serie. L’Amazzone torna come classe aggiuntiva nella prima metà del 2027, con arco e giavellotto, quest’ultimo un tipo d’arma che in Diablo IV non esisteva, e quattro modi di costruirla: Campionessa, Schermagliatrice, Ranger e Comandante. Viene dall’isola di Skovos, mostrata per la prima volta nell’espansione Lord of Hatred.

Sopra tutto questo c’è il calendario che Blizzard ha messo sul tavolo nello stesso pomeriggio: Diablo 5 nella primavera 2029 e una serie animata Netflix senza data. Tre anni sono tanti, e una stagione anniversario più una classe nuova nel 2027 servono anche a tenere occupato chi altrimenti quei tre anni li passerebbe altrove.

Lo studio rivendica oltre 130 milioni di giocatori entrati in Sanctuary nell’arco dei trent’anni della serie. È una cifra cumulativa su tutta la saga, quindi dice poco su quanti stiano giocando adesso, ma dice bene qual è il patrimonio che Blizzard sta cercando di non disperdere mentre il capitolo successivo resta lontanissimo.

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