Il mercato indie di fine luglio ci consegna due tipi di disperazione, ed è affascinante vederle sullo stesso scaffale digitale. Da una parte c’è chi ha passato dodici anni a costruire un mondo a mano, senza un publisher e senza toccare l’IA generativa. Dall’altra c’è chi prende un franchise da dieci milioni di copie e lo ricicla in una modalità a ondate da 29,99 dollari. Nessuna delle due cose è nuova, ma raramente escono la stessa settimana con questa faccia tosta.
Lunedì 27 luglio: bambole educative, metaversi morti e una luna piena di sapone
Si parte con Andyland, che con Endacopia mette in scena un punta e clicca che scimmiotta i software educativi anni novanta per poi farci scoprire, con calma, che il bambino protagonista ha perso tutti i sensi e la casa è ostile. Il genere horror travestito da CD-ROM didattico ha già diversi precedenti, ma qui il trucco funziona perché nessuno corre: si esplora, si risolvono enigmi assurdi, e il disagio arriva per accumulo.
Poco distante, Dynamic Media Triad (sviluppatore) e Digital Tribe (publisher) rilasciano Broken Reality 2000, sequel di un gioco che nel 2019 satireggiava internet come parco giochi corporativo. Qui il bersaglio è il metaverso: raccogli Like, aggiorni l’account, esplori una NATEM che promette libertà “nei limiti dei termini di servizio”. La battuta scrive praticamente da sola.
Samuel Baidoo e REVEAL game studio portano invece Plum Road Tea Dream, un’esperienza autobiografica su lutto e identità che ha già raccolto una finalist all’IGF Nuovo. Non è il tipo di gioco su cui vale la pena fare battute a buon mercato: qui il genere è materia prima autobiografica, e come tale va trattato.
Il colpo di scena del lunedì arriva però da Castello Inc, studio indipendente di Cesena, con Moon Crashers: co-op fino a quattro giocatori, rover che sbandano come saponette sul ghiaccio, un razzo da riassemblare con la grazia di chi non ha mai saldato niente in vita sua. Al lancio costa 4,79 dollari, sconto del 40% incluso: il prezzo di un caffè per il privilegio di far esplodere l’astronave di un amico.
Chi cerca ambizione vera la trova in Titan Roc, studio inglese che ha impiegato dodici anni e zero euro di publisher per finire Forsaken Realms: Vahrin’s Call, un action RPG classless costruito, dicono loro stessi, senza strumenti di intelligenza artificiale generativa. Centocinquantamila wishlist per un debutto è un numero vero, in un genere dove i debutti falliscono in silenzio molto più spesso di quanto ammettano i comunicati stampa.
Chiude la giornata Kinnymoms (sviluppo) per Rogue Duck Interactive (publisher) con Kinny and the Cosmic Cauldron, deckbuilder roguelike dove si cucinano stufati per divinità aliene lanciando ingredienti fisici dentro un calderone. Il genere del deckbuilder con la fisica al posto delle probabilità pure è un filone che si sta popolando in fretta, e a chi ha apprezzato l’impianto spaziale di Renegade Run consiglio di tenerlo d’occhio.
Martedì 28 luglio: un liceo che si dissolve, un pianeta senza pavimento
Umigame Studios pubblica Dissolution of the Silent Union, breve novella visiva ambientata in un liceo abbandonato dove il legame tra due ragazze si sgretola stanza dopo stanza. Un progetto nato con tutt’altro nome su itch.io e rifinito fino a diventare questo, che è già un piccolo esercizio di pazienza produttiva raro tra i giochi da una seduta sola.
Il solista Eduard Corral firma invece Orbital Hell, sparatutto in prima persona dentro un pianeta cavo dove l’orizzonte si curva sopra la testa e l’orda arriva da ogni direzione insieme a te, in orbita. Niente angoli in cui nascondersi: si salta sugli sciami nemici per ricaricare il doppio salto, si accumulano combo, e le partite migliori finiscono comunque sulla classifica globale con tanto di replay. Il debito verso Devil Daggers è dichiarato, ma qui il pavimento è un optional.
Se il liceo non basta, c’è Désorienté, ambientato nel Regno di Iscandre tra Merovingi e Pipinidi: un’avventura che rifiuta esplicitamente puzzle da manuale in favore di logica e immersione pura. Ambientazione medievale francofona di nicchia assoluta, il tipo di gioco che sopravvive solo se qualcuno lo tira fuori dal mucchio, motivo per cui eccolo qui.
Un cepter, un camion isekai e la crisi di mezza età di Relic
Mercoledì 29 luglio è la giornata più affollata e più rivelatrice della settimana. Lunarium Game Studio (sviluppo) e Imperfect Games (publisher) lanciano Lunarium, action RPG isometrico disegnato a mano con due protagoniste, Ave e Lune, a 17,99 dollari: parry millimetrici da un lato, magia di supporto dall’altro, con due finali diversi a seconda di come la storia viene ricostruita. Esteticamente il tipo di gioco che vince già solo restando fermo su uno screenshot.
Sullo stesso giorno, Relic Entertainment pubblica Company of Heroes 3: Final Stand, spin-off standalone a ondate da 29,99 dollari che arriva nell’anno del ventesimo anniversario del franchise. La community non l’ha presa bene: nelle ore dopo l’annuncio, sulla pagina Steam del gioco è comparso un post in maiuscolo a chiedere nuove fazioni e contenuti per Company of Heroes 3, non una modalità wave defense che secondo PC Gamer suonerebbe più credibile come DLC gratuito che come prodotto a sé. Relic, dal canto suo, ha già avvisato nelle FAQ che al momento non sta sviluppando contenuti post lancio, salvo cambio di rotta se il pubblico risponde bene. Tradotto: si vede come va, poi si decide se continuare a investirci.
Il contrasto con Strange Scaffold (sviluppo) e Frosty Pop (publisher) è quasi comico. Il loro Truck-kun is Supporting Me from Another World?! ti mette al volante di un furgone che isekai le persone in un mondo fantasy investendole, satira dell’assurdo che lo studio (già autore di El Paso, Elsewhere e Clickolding) confeziona meglio di chiunque altro sul mercato indie. Nessun budget da publisher tripla A, solo l’idea più stupida possibile eseguita fino in fondo con convinzione totale.
Per chi cerca tensione più silenziosa c’è Outfield, survival horror roguelite ambientato in un campo di erba alta dove ogni sparo, ogni passo, viene sentito da qualcosa che non vede ma ascolta. Meccanica minimale, un’arma sola, il prezzo di ogni colpo è il rumore che fai.
Chiude mercoledì Bellring Games con Mistfall Hunter, ARPG dark fantasy in terza persona che innesta lo scheletro di un souls addosso alla struttura di un extraction shooter: si entra, si saccheggia, si estrae, e chi muore perde tutto. È gratuito, disponibile anche su Xbox Game Pass, e la beta di giugno ha superato i quattrocentomila giocatori multipiattaforma. Chi ha apprezzato l’incrocio scacchi e souls di Stonemachia troverà qui un altro esperimento di innesto riuscito, anche se il pubblico su Steam sta già litigando su quanto PvP sia troppo PvP.
Giovedì 30 luglio: cannoni del Seicento, un remaster dal Saturn, una rapa alpinista
Hydran Software, studio indipendente texano, pubblica Legacy of Sail: tattico navale in tempo reale ambientato nel Seicento, sedici scenari, abbordaggi per catturare le navi nemiche. Vecchia scuola dichiarata, per chi ha nostalgia di quando la strategia navale non aveva bisogno di microtransazioni per reggersi in piedi.
CityConnection porta invece su Steam Culdcept The First, remaster dell’originale Sega Saturn del 1997, localizzato in inglese per la prima volta in assoluto quasi trent’anni dopo. Trecento carte, un motore a dadi e proprietà da conquistare: la nostalgia qui non è un filtro Instagram, è un documento storico.
Il solista Luke Sanderson, pubblicato da JanduSoft, firma Turnip Mountain, platform di arrampicata fisica dove ogni mano si controlla con un mouse separato (o con uno stick analogico a testa, se preferite non litigare con la scrivania). Un concetto che sulla carta suona ingiocabile e che invece, a quanto pare, funziona proprio perché è scomodo.
Chiude la giornata Laptop Architect, simulatore gestionale dove si progettano portatili dalla scheda madre in su, si bilancia il calore e si conquistano mercati internazionali. Il tipo di iperspecializzazione che avrebbe fatto ridere dieci anni fa e che oggi trova comunque un pubblico, perché a quanto pare esiste un pubblico per tutto.
Venerdì 31 luglio: poker con Satana e una rana con un secondo lavoro
La settimana si chiude con Devil’s Hand, card game casual dove si gioca il diavolo in un tiro alla fune per un’anima: si svuota il proprio mazzo sul tavolo, si usano combo di poker per liberare spazio, e se il diavolo mette le mani sulla carta giusta la partita finisce lì. Regole semplici, tensione immediata, il tipo di gioco perfetto per una pausa pranzo ansiogena.
Per chi invece cerca decompressione vera c’è Cloud Sculptor, puzzle platform dove si scolpiscono forme per accontentare committenti fantasma sempre più capricciosi, tra simmetrie da rispettare e silhouette da indovinare. Quattro mondi, meccaniche diverse per ciascuno, e la sensazione di passare il pomeriggio a litigare con l’argilla invece che con un boss.
Il senso di tutto questo
Ventiquattro ore di differenza separano un artigiano che ha rifiutato l’IA generativa per dodici anni da una software house che rimette in scatola un franchise da dieci milioni di copie a pezzi da 29,99 dollari. Nessuna delle due strategie garantisce successo, e il pubblico di Steam lo sta già facendo notare a entrambe: con le wishlist per Titan Roc, con i post in maiuscolo per Relic. Il mercato indie non ha smesso di produrre idee assurde perché sono un vezzo: sono, semplicemente, l’unica cosa che un publisher non può replicare con una formula sicura.
Il verdetto: se dovete scegliere solo due giochi da questa lista, prendete Forsaken Realms: Vahrin’s Call per ricordarvi quanto tempo costa fare le cose bene, e Truck-kun is Supporting Me from Another World?! per ricordarvi che nello stesso momento qualcuno sta ancora facendo le cose per il gusto di farle stupide. Il resto, incluso il futuro di Company of Heroes, dipende da quanto siete disposti a fingere che una modalità sia un gioco intero.


