Nella mia collezione di hardware ingiallito ho ancora una console giapponese e un adattatore artigianale per farle digerire le cartucce PAL, quindi quando sento parlare di region lock mi si tende un nervo sul collo. Rockstar è tornata a quella logica con GTA 6, ma con un trucco più subdolo del solito: stavolta non blocca la console, blocca il vostro account.
Il codice come backup cifrato con la chiave sbagliata
La pagina di supporto ufficiale di Rockstar, aggiornata il 24 giugno 2026 e finita sotto i riflettori il 27 luglio 2026 quando diverse testate l’hanno ripresa, lo dice senza giri di parole: chi compra la copia fisica di GTA 6 su PS5 (che, come Kotaku aveva già confermato il 24 giugno 2026, non contiene un disco ma solo un codice da riscattare) deve usare un codice comprato nella stessa area geografica in cui è registrato il proprio account PlayStation Network. È un controllo che fallisce silenziosamente, esattamente come un backup cifrato con una chiave legata all’hardware che lo ha generato: provate a ripristinarlo su una macchina diversa e il sistema vi sbatte in faccia un errore di autenticazione, non una spiegazione.
Rockstar ha diviso il pianeta in nove gruppi: Brasile, America Latina, Nord America, Corea, Giappone, Regno Unito, Arabia Saudita ed Emirati, resto dell’Asia, e un unico calderone “resto di EMEA e Asia” in cui finisce anche l’Italia insieme a una trentina di altri Paesi. Il Giappone si merita una riga a parte: lì i codici scadono 170 giorni dopo il lancio del 19 novembre 2026, per un vincolo normativo locale che Rockstar non dettaglia oltre. Fate due conti col calendario, come ha già fatto TweakTown, e la scadenza cade intorno all’8 maggio 2027: un acquirente giapponese distratto rischia di ritrovarsi con un pezzo di plastica che contiene solo un QR code morto.
Su Xbox lo stesso controllo semplicemente non esiste
La riga più interessante della pagina di supporto, però, è quella su Xbox Series X|S: codes purchased are not region-locked, punto. Stessa scatola, stesso gioco, stesso assente disco fisico, ma nessun controllo sull’account di chi riscatta il codice. Il campo “regione” del validatore, su Xbox, è semplicemente vuoto: nessuno ha scritto la funzione che lo controlla.
Rockstar non ha spiegato perché le due piattaforme si comportino diversamente, ma la spiegazione più noiosa è probabilmente anche quella giusta: dipende da come PlayStation Network gestisce da anni gli account regionali, un vincolo di sistema più che una scelta punitiva contro chi importa copie dall’estero. Il risultato pratico, però, non cambia: chi vuole risparmiare importando GTA 6 da un negozio estero, su PS5, deve prima assicurarsi che il proprio account PSN sia registrato in quella stessa area, oppure il codice resta lettera morta.
Il tempismo, poi, è quello che è: arriva a pochi giorni da l’annuncio Sony sulla fine dei dischi PlayStation dal 2028, e si somma a una lista già lunga di grane tecniche per la versione PS5 di GTA 6. Ogni restrizione in più sul possesso digitale, in questo momento, non viene letta come un dettaglio tecnico isolato: viene letta come un altro mattone nel muro. E su questo, il muro lo stiamo costruendo da un pezzo.


