Denti, polvere di fata e manipolazione temporale: il macabro baratto di The Blood of Dawnwalker
Il grottesco fantasy medievale di The Blood of Dawnwalker continua a svelare i suoi lati più oscuri e bizzarri, come riportato da Rock Paper Shotgun. Il titolo ci mette nei panni di una giovane recluta vampira con una missione disperata: salvare la propria famiglia, rapita da un predatore più anziano e potente, entro un limite tassativo di 30 giorni e 30 notti. In questo mese virtuale, sospeso tra la fame di sangue e la morale umana, la gestione del tempo diventa l’ossatura dell’intera esperienza, ma con un twist legato all’estrazione dentale decisamente fuori dal comune.
Il mercato nero degli incisivi
Il tempo in The Blood of Dawnwalker non scorre in modo lineare e punitivo, ma è diviso in segmenti legati alle scelte del giocatore. Tuttavia, per chi sente il fiato sul collo della scadenza, esiste una scappatoia soprannaturale incarnata dai Sanzhana. Queste creature, simili a falene antropomorfe dalle ali sussurranti e la pelle bluastra, fungono da versioni distorte della nostra Fata dei Dentini. Invece di monete, queste entità accettano solo smalto umano: denti strappati ai cadaveri abbandonati nei cerchi di funghi rossi.
I Sanzhana non commerciano in oro, ma in secondi e minuti. Barattare i resti dei propri nemici (o dei poveri malcapitati incontrati lungo la strada) permette di “piegare” le lancette dell’orologio, estendendo il tempo a disposizione per completare le missioni o esplorare il mondo di gioco.
Regole sistemiche ed eccezioni sovrannaturali
Mateusz Tomaszkiewicz, il creative director del progetto, ha chiarito la visione dietro questa meccanica: “Permettono di giocare con il limite di tempo, perché esistono molti miti sulle fate capaci di manipolare la cronologia. Per noi, dato che il gioco ruota pesantemente attorno al sistema temporale, era qualcosa di interessante da esplorare”.
L’obiettivo è creare una struttura che abbia delle zone d’ombra, dove il giocatore possa trovare scorciatoie inaspettate. “Penso sia gratificante avere eccezioni alle regole sistemiche che influenzino il gioco in modi imprevisti. Crea la sensazione che qualcosa di inaspettato possa accadere a ogni angolo e che ci siano ancora segreti da scoprire”. Resta da capire se la qualità dei denti influirà sul “prezzo”: un canino di vampiro varrà quanto i molari di un contadino? E quanto sarà possibile spingersi oltre, magari accumulando centinaia di denti per fermare del tutto l’avanzata dei giorni?
L’opinione della redazione
L’idea di legare una risorsa “fisica” e macabra come i denti alla progressione temporale ci stuzzica non poco. In un panorama di RPG spesso troppo ingessati, The Blood of Dawnwalker sembra voler forzare la mano sulle meccaniche da simulazione immersiva, mescolando horror e gestione delle risorse in modo originale. Ci sembra una mossa coraggiosa: dare al giocatore il potere di “rompere” il cronometro attraverso un’azione brutale come il saccheggio di cadaveri aggiunge uno strato di inquietudine che ben si sposa con il tema del vampirismo. Scommettiamo che la sfida più grande non sarà sconfiggere il boss finale, ma decidere quante vite (e quante bocche) sacrificare pur di guadagnare un’ora di luce in più. Aspettiamo settembre con curiosità, pronti a estrarre pinze e tenaglie.

