Il mercato degli sparatutto multiplayer ha una regola che nessun investitore vuole sentirsi dire: il secondo tentativo costa più del primo e rende meno. Il primo lo fai in garage, con un’idea sola e zero aspettative, e se funziona ti travolge. Il secondo lo fai con centinaia di persone da pagare, un consiglio d’amministrazione che vuole i numeri del primo e un pubblico che ha già deciso di volerti bene o male.
1047 Games, lo studio americano che ha fatto Splitgate, sta vivendo il terzo giro di questo meccanismo. Il 21 luglio 2026 Game Developer ha raccolto i messaggi di più dipendenti che su LinkedIn hanno annunciato di essere stati licenziati. Uno di loro, un art director associato, ha scritto esplicitamente che si tratta della terza ondata di tagli dello studio.
Lo studio non ha annunciato niente. Nessun comunicato e nessun conteggio ufficiale. I soli ruoli noti sono quelli che i diretti interessati hanno indicato nei propri messaggi del 20 e 21 luglio: oltre all’art director, un ingegnere dell’interfaccia, il responsabile del controllo qualità e chi curava i rapporti con la community. Sia Game Developer sia PC Gamer hanno chiesto un commento all’azienda senza riceverne uno, quindi finché non parla qualcuno di 1047 questa resta la ricostruzione di chi ci lavorava.
Un mese fa era il giorno del rilancio
La tempistica è la parte che fa male. EMPULSE, sviluppato e pubblicato dalla stessa 1047 Games, è uscito in accesso anticipato il 24 giugno 2026 su Steam, PC e Xbox Series, a 19,99 dollari. È uno sparatutto 6 contro 6 costruito attorno al movimento, con corsa sui muri, rampino e mech contendibili a metà mappa, dichiaratamente ispirato a Titanfall 2.
Ed era pensato come atto di contrizione: niente formula gratuita con acquisti dentro, niente negozio, niente pass stagionale, si paga una volta e i cosmetici si sbloccano giocando. Era la risposta diretta alle accuse di monetizzazione aggressiva che avevano affossato Splitgate 2, e va detto che su quel fronte lo studio ha mantenuto la parola: a un mese dall’uscita nel gioco non c’è ancora niente da comprare oltre al gioco stesso.
Non è bastato.
Sulla qualità il pubblico non è stato ingeneroso: la pagina Steam segna il 72% di recensioni positive su circa 1.440 giudizi. Sull’affluenza il discorso cambia. Game World Observer ha registrato un picco di circa 2.860 giocatori in contemporanea, il risultato peggiore tra i titoli dello studio, e a fine luglio PC Gamer segnalava conteggi sotto il migliaio. Per un gioco a pagamento non sono numeri da catastrofe. Per uno studio con quella struttura di costi lo sono.
La curva, dal garage a qui
Il primo Splitgate, un incrocio tra arene alla Halo e portali alla Portal, superò i 13 milioni di download quando era ancora in beta aperta. Nel 2021 quel successo portò a un finanziamento da oltre 100 milioni di dollari, su una valutazione dello studio da 1,5 miliardi, e a dichiarazioni pubbliche sull’ambizione di diventare la prossima Riot Games.
Poi Splitgate 2 è uscito a giugno 2025, ha preso una reazione durissima ed è stato riportato in beta nel giro di settimane. Il CEO Ian Proulx ammise pubblicamente di aver pubblicato troppo presto. Nell’estate 2025 sono arrivati due giri di licenziamenti a distanza di un mese e la chiusura dei server del primo capitolo, per risparmiare sui costi di gestione. Il seguito è stato poi rilanciato con un nuovo nome, Splitgate: Arena Reloaded, senza avvicinarsi ai numeri dell’originale.
Cinque anni, tre giochi, tre ondate di tagli. La differenza rispetto ai licenziamenti che raccontiamo di solito, come quelli di Bungie a luglio, è che qui non c’è nessuna multinazionale che chiude un rubinetto per far quadrare un trimestre. Qui c’è uno studio che ha preso 100 milioni di dollari sulla promessa di ripetersi, non ci è riuscito, e sta smaltendo la differenza fra la valutazione e i ricavi con le uniche voci di bilancio su cui può intervenire in fretta.
Il verdetto: EMPULSE è il gioco più onesto che 1047 abbia pubblicato dal primo Splitgate, ed è arrivato quando lo studio non aveva più i mesi necessari perché un accesso anticipato trovi il suo pubblico: se il quarto giro di tagli arriva prima di Natale, sarà stato un buon gioco ucciso da una valutazione da un miliardo e mezzo che nessuno gli aveva chiesto.


