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Indie che vi siete persi: Lunacid rimette in vita King’s Field

Tempo di lettura: 3 minuti

Quasi 18.000 giochi sono usciti su Steam solo nel 2025, e quasi la metà ha ricevuto meno di 10 recensioni: numeri di SteamDB ripresi da Multiplayer.it che raccontano meglio di qualunque classifica quanto sia facile, oggi, sparire nel nulla appena pubblicati. Lunacid non ha questo problema: ha un Metascore di 82 e 11.188 recensioni complessive su Steam, il 90% circa positive, come conferma anche GG.deals. Il problema è un altro, e più subdolo: anche i numeri buoni non garantiscono di restare nella conversazione. Passano tre anni, il flusso di uscite non si ferma un secondo, e pure un gioco riuscito finisce a impolverarsi tra i consigliati che nessuno consiglia più davvero.

Sviluppato in solitaria da Akuma Kira sotto l’etichetta KIRA LLC (già autrice degli horror Lost in Vivo e Spooky’s Jump Scare Mansion) e pubblicato con il publisher indie Critical Reflex, Lunacid è uscito in accesso anticipato dal 15 marzo 2022 e in versione completa dal 30 ottobre 2023: abbastanza tempo fa da essere già passato di moda, abbastanza indie da non aver mai avuto un trailer al Game Awards. Se ve lo siete perso, è il momento giusto per rimediare.

Screenshot #8

Buttato nel Grande Pozzo, la fossa sotterranea dove la società scarica i suoi indesiderati, il compito del giocatore è uno solo: scendere fino a risvegliare l’Antico, l’unica creatura che potrebbe ancora salvare quel che resta del mondo. Niente mappa a tenerti per mano: nessuna minimappa, nessun indicatore di missione, solo pareti di pietra che a volte sono davvero muri e a volte nascondono una stanza segreta. L’unico modo per scoprirlo è colpirle con l’arma e ascoltare se il suono cambia.

Le gambe contano più della spada

Il combattimento rinuncia deliberatamente alla schivata acrobatica che ha reso ricco ogni clone di Dark Souls dell’ultimo decennio: qui si blocca con lo scudo, si indietreggia, si spera che il tempismo basti. È legnoso, ma con criterio: ogni arma ha peso e velocità diversi, e colpire i nemici nel punto giusto (la testa di uno scheletro, l’ala di un pipistrello) li indebolisce o gli toglie del tutto un attacco, un sistema di targeting corporeo ereditato e rifinito da King’s Field e Shadow Tower, le serie con cui FromSoftware si è fatta le ossa prima di inventare il genere che oggi porta il nome di un gioco diverso. Oltre 75 armi e 37 incantesimi aspettano chi ha la pazienza di cercarli, e trovarli non è mai la parte facile.

La sorpresa arriva dalle statistiche: la Destrezza non serve solo a colpire più forte con archi e balestre, governa anche l’altezza del salto, come spiega la wiki di Lunacid. Portarla intorno a 25-30 punti trasforma l’esplorazione, aprendo scorciatoie e piattaforme altrimenti irraggiungibili: un dettaglio che nessun tutorial spiega e che scopri solo strisciando lungo un cornicione, chiedendoti perché il tuo personaggio salti come un canguro depresso.

Chi altro, se non uno sviluppatore solitario ossessionato dagli anni Novanta, avrebbe infilato in un gioco una magia che serve solo a far urlare i mobili? Lithomancy, l’anello magico nascosto nel Tempio del Silenzio, anima gli oggetti inanimati facendoli tremare e gridare: colpiscili e sanguinano, pur restando di fatto delle casse. La sua unica funzione dichiarata è attivare qualche santuario nascosto, ma esiste soprattutto per farti dubitare della tua sanità mentale nel cuore della notte.

Non è la prima volta che roviniamo la sorpresa a qualche indie rimasto sotto il radar: il mese scorso era toccato a False Hero, altro one-man show con la stessa ossessione per un decennio che non tornerà.

Screenshot #10

Anche gli outlet più istituzionali, come RPGFan, riconoscono che pochi altri studi si sono presi la briga di aggiornare i meccanismi più ostici di King’s Field per un pubblico moderno. Ma dove il progetto inciampa, lo fa con la stessa ostinazione con cui riesce: nelle discussioni Steam dedicate al finale, il lamento più comune riguarda il boss conclusivo, descritto come una spugna di danni superabile più a forza di pazienza che di abilità, seguito da un secondo scontro che introduce un personaggio mai visto prima e un epilogo sul “potere dell’amicizia” che nessuno vedeva arrivare senza aver già consultato una guida. Il recensore di Glitchwave, con una build orientata alla Destrezza, ha lamentato nemici troppo resistenti e armi prive di reale sensazione di peso; alcune recensioni Steam più critiche parlano di corridoi che si ripetono identici a se stessi, popolati da nemici che a volte non lasciano nemmeno un oggetto.

Il verdetto: Lunacid non ha bisogno di un algoritmo che lo consigli, ha bisogno che qualcuno lo nomini ad alta voce ogni tanto: se il vostro backlog ha ancora un buco a forma di King’s Field, questo Grande Pozzo è pronto ad accogliervi, mano fluttuante e boss spugnosi inclusi.

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