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PlayStation 6, il costo dei materiali è già a 960 dollari (e la RAM è solo l’inizio)

Tempo di lettura: 3 minuti

Ieri il telefono mi si è impallato mentre editavo due foto in croce: un’app che allocava memoria senza mai liberarla, prima 200 megabyte, poi 400, poi il sistema che inizia a chiudere tutto il resto pur di sopravvivere. Un memory leak classico, il tipo di bug che non ti ammazza subito ma ti consuma piano finché non resta più niente da allocare. Ecco, la PlayStation 6 sta facendo esattamente la stessa cosa con il suo conto dei materiali, solo che al posto dei megabyte ci sono i dollari, e nessuno ha ancora scritto la patch.

Il leak che non si può patchare

Il bill of materials (il costo dei componenti necessari a costruire fisicamente la console, sigla BoM) della PS6 sarebbe salito a 960 dollari, 200 in più rispetto ai 760 dollari registrati a marzo 2026. Ad affermarlo è il leaker Kepler_K2, che in un thread ripreso e verificato da Insider Gaming ha un track record solido su specifiche e prezzi hardware PlayStation. Come ogni leak, va preso con il condizionale d’obbligo: nessuna conferma ufficiale da Sony, che sul tema non ha ancora rilasciato una riga.

Quello che rende la notizia interessante non è il numero in sé, ma la velocità di crescita: +200 dollari in tre mesi scarsi. Se il tuo processo continua ad allocare risorse a quel ritmo senza mai fare garbage collection, prima o poi il sistema va in out of memory, e qui il sistema è il margine di profitto di Sony sull’hardware.

Chi sta rubando la RAM a tutti quanti

La causa non è un problema di progettazione della console, ma di carenza globale di memoria. Secondo i dati che vi avevamo già raccontato parlando del cartello della RAM, i prezzi contrattuali di DRAM e NAND sono in salita ininterrotta da inizio 2026: +90/95% nel primo trimestre, +58/63% (DRAM) e +70/75% (NAND) nel secondo. Il produttore taiwanese ADATA ha appena confermato che il terzo trimestre porterà altri rincari, 20-30% per la DRAM e 35-40% per la NAND, con un ulteriore giro di vite atteso a fine anno.

Il colpevole ha un nome ricorrente in ogni analisi di mercato del 2026: i data center per l’intelligenza artificiale. I grandi cloud provider stanno comprando moduli di memoria ad alta capacità in volumi tali da prosciugare l’offerta destinata al mercato consumer, secondo le stime di Jefferies Equity Research. Gli analisti non prevedono un’inversione di tendenza prima del 2028, quando dovrebbero entrare in funzione nuovi impianti produttivi. Fino ad allora, ogni dispositivo che dipende da un banco di RAM, dal telefono alla console, resta appeso allo stesso ciclo di allocazione senza freni.

Quanto costerà davvero, ammesso che esca

Se il trend regge, il BoM della PS6 potrebbe superare la soglia psicologica dei 1000 dollari ben prima del lancio, che i rumor collocano nel 2027 (data che Insider Gaming stessa non è riuscita a verificare). Nello scenario peggiore delineato dal leak, si arriverebbe a 1400-1500 dollari di costo di produzione. Per capire quanto sia un problema, basta ricordare che Sony ha sempre sussidiato le sue console di appena 100-200 dollari rispetto al costo reale, recuperando il resto sulle vendite software: un margine che con questi numeri diventa aritmeticamente impossibile da sostenere senza spostare il conto sul prezzo di vendita.

Il paragone con la generazione attuale non aiuta a stare tranquilli. Vi abbiamo già mostrato come il benchmark tra Steam Machine, PS5 Pro e Switch 2 racconti un hardware già tirato al limite sul rapporto prezzo/prestazioni, e come persino GTA 6 su PS5 Pro sbatta contro un collo di bottiglia lato CPU. Se la generazione attuale fa già fatica a giustificare il suo prezzo, una PS6 con un BoM che rincorre i 1500 dollari rischia di nascere con un problema di allocazione delle risorse che nessuna ottimizzazione software può risolvere.

Il verdetto: il leak va preso con le pinze, ma la crisi della RAM dietro a quei numeri è reale, documentata e non accenna a fermarsi: se siete tra quelli che stanno mettendo via i soldi per il day one della prossima PlayStation, forse è il momento di allocare un budget più generoso.

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