Marathon's new experimental Vault Breaker mode has loot you can't take with you

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Il regista licenziato di Marathon torna nei credits: causa con Sony e Bungie chiusa

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Il settore videoludico ha perfezionato una meccanica di risoluzione conflitti più economica di qualsiasi patch correttiva: quando l’avversario è un ex dipendente che minaccia milioni di dollari in tribunale, basta reinserirlo nei titoli di coda e sperare che il resto scompaia sotto il tappeto. Nessun bilanciamento, nessun changelog, una riga di testo e via.

È quello che è appena successo a Marathon, l’estrazione shooter sci-fi di Bungie pubblicato da Sony Interactive Entertainment e disponibile su Steam. Il regista originale del gioco, Christopher Barrett, licenziato nel 2024 dopo oltre 25 anni in azienda, ha appena chiuso la causa legale che aveva intentato contro lo studio e la sua controllante, e come premio di consolazione si è visto restituire il nome nei crediti.

Una causa da 45 milioni di dollari finita con un comunicato di tre righe

Riassunto delle puntate precedenti, per chi si fosse perso la stagione: Sony aveva accusato Barrett di aver inviato messaggi inappropriati a colleghe, licenziandolo per misconduct. Lui aveva definito l’indagine uno “sham”, una farsa, e aveva fatto causa a Bungie e alla capogruppo per diffamazione e violazione di contratto, sostenendo che il licenziamento servisse in realtà a evitargli il pagamento di oltre 45 milioni di dollari di bonus legati all’acquisizione dello studio nel 2022. La causa era stata archiviata per difetto di giurisdizione, poi ripresentata quest’anno: il classico ping pong legale che di solito prelude a un accordo silenzioso, e infatti eccoci qui.

Nel comunicato congiunto, tanto asettico quanto prevedibile, le parti dichiarano che “per 25 anni il signor Barrett ha contribuito ad alcuni dei giochi di maggior successo di Bungie” e che il suo nome è stato aggiunto ai crediti di Marathon per riconoscerlo come Game Director originale. Nessun dettaglio sull’eventuale risarcimento, ovviamente: il segreto sulla cifra è l’unica meccanica di gioco che questa industria padroneggia davvero senza bug.

Il tempismo è la vera boss fight

Il bello, se vogliamo chiamarlo così, è il tempismo. L’accordo arriva a pochi giorni da un’altra ondata di licenziamenti di massa che ha travolto proprio Bungie, e in un momento in cui Marathon continua a scontare i postumi di un lancio nato tra accuse di plagio e numeri di vendita tutt’altro che entusiasmanti. Barrett, per inciso, aveva già lasciato il progetto a marzo 2024, sostituito dall’ex direttore di Valorant Joe Ziegler, e nella sua carriera aveva lavorato anche su Halo e Destiny, il che rende la vicenda ancora più imbarazzante per chi l’ha licenziato in fretta e furia.

Barrett, dal canto suo, ha scritto sui social di essere “molto soddisfatto” dell’esito e pronto a voltare pagina. Bravo lui. Nel frattempo, le centinaia di persone che negli ultimi mesi hanno perso il lavoro a Bungie senza causa, senza comunicato congiunto e soprattutto senza una riga nei titoli di coda possono solo prendere appunti su come si negozia un’uscita di scena con dignità (e assegno, probabilmente).

Il verdetto: una riga nei crediti costa zero royalty e ripulisce l’immagine aziendale meglio di qualsiasi patch note: se foste licenziati domani, sperate almeno di avere un avvocato bravo quanto quello di Barrett, perché il resto dello studio si accontenta di un’email di RSU.

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