C’è un rito che il settore videoludico ha perfezionato meglio di qualunque colonna sonora metal: festeggiare il lancio del capolavoro dello studio lo stesso giorno in cui gli si stacca la spina a metà del personale. Id Software, lo studio texano dietro la serie Doom, ne è la vittima più recente: mentre il publisher Bethesda Softworks consegnava ai giocatori Revelations, la nuova espansione di Doom: The Dark Ages (disponibile su Steam), circa la metà del team riceveva la lettera di licenziamento.
Lo Scudo-Sega non para i tagli al personale
Secondo quanto riportato da Game Developer, fonti anonime parlano di oltre 90 licenziamenti su un organico stimato intorno alle 200 persone, con il reparto QA descritto come praticamente smantellato (per chi non mastica UX: significa che il collaudo del prossimo Doom lo farete voi, gratis, nei forum). L’ex project lead di Bethesda Jeff Gardiner e il fondatore di Apogee e 3D Realms Scott Miller, citati da VGC, alzano l’asticella a 95 uscite e a quasi tutti i programmatori dello studio spazzati via: numeri leggermente diversi, stessa sostanza, per un team che appena l’anno scorso si era sindacalizzato in blocco e ora si ritrova dimezzato proprio mentre incassa gli applausi della critica.
Il contesto, per chi si fosse perso le puntate precedenti, è quello della più grande ristrutturazione nella storia di Xbox: 3.200 posti tagliati entro l’anno fiscale 2027, di cui 1.600 già effettivi. Quattro studi sono già usciti dalla scuderia Microsoft per tornare indipendenti o cambiare proprietario, come raccontavamo parlando dei quattro studi indipendenti; id Software resta invece dentro casa Bethesda, ma solo perché la responsabile Jill Braff ha spiegato allo staff che l’azienda deve cambiare rotta, concentrando gli investimenti sui franchise più forti: Fallout, The Elder Scrolls, Wolfenstein, Doom, Quake. Tradotto dal burocratese: Doom resta vivo, ma con la metà delle mani che lo tenevano in piedi fino a ieri.
Ironia della sorte, Revelations viene descritto internamente come uno dei lavori migliori mai realizzati dallo studio, probabilmente l’ultimo grande progetto per parecchio tempo: chi ha ancora una scrivania se lo tiene come biglietto da visita, mentre le recensioni Steam del gioco base si riempiono di commenti sul tempismo, diciamo, poco elegante.
Il verdetto: Se il prossimo capitolo di Doom uscirà mai, sarà scritto da metà delle persone che lo meritavano davvero, e questo la dice lunga su quanta cura Xbox mette nello scegliere cosa tagliare rispetto a quanta ne mette nello scegliere una skin cosmetica.


