Bethesda non sta diversificando il proprio catalogo. Lo sta restringendo, e lo chiama scelta strategica. In un’email interna ottenuta da IGN e ripresa da GamesRadar+, la responsabile Jill Braff ha comunicato allo staff che l’azienda abbandona il modello che per decenni ha lasciato ai singoli studi la libertà di decidere il proprio percorso, per concentrare risorse e investimenti sui franchise più solidi: secondo quanto riportato da Bloomberg, si tratta di Fallout, The Elder Scrolls, Doom, Quake e Wolfenstein.
Il conto lo paga chi resta
Il cambio di rotta arriva nella stessa settimana in cui Xbox, sotto la guida della CEO Asha Sharma, ha confermato 3.200 licenziamenti nel corso dell’anno fiscale 2027, di cui 1.600 già effettivi: la più grande ristrutturazione nella storia della divisione, come raccontavamo parlando di cosa è successo a Xbox negli ultimi mesi. Bethesda Game Studios, lo studio dietro Fallout e The Elder Scrolls, non è stato risparmiato nonostante sia proprio il franchise che l’azienda dice di voler proteggere. Il Bethesda Game Studios Union ha scritto su Bluesky che i tagli hanno colpito decine tra programmatori, artisti, designer e collaudatori, molti dei quali lavoravano nello studio da decenni: gente che, tradotto, ha contribuito a costruire proprio i franchise che ora dovrebbero ricevere più risorse.
Il paradosso, del resto, è lo stesso che si ripete a ogni ondata Xbox degli ultimi anni: si annuncia più attenzione ai franchise di punta proprio mentre si riduce il personale che quei franchise li scrive, disegna e testa. The Elder Scrolls VI resta in sviluppo attivo, ma senza una data; Fallout 5 esiste per ora solo come intenzione dichiarata, senza alcun annuncio ufficiale. Braff, nella stessa email, ha parlato di allineare talento, tecnologia e risorse sulle priorità più promettenti, una formulazione che non specifica quali team sopravviveranno alla transizione, né come una struttura appena ridotta debba accelerare, anziché rallentare, la produzione dei suoi titoli più ambiziosi.
Nel frattempo, gli studi minori della galassia Bethesda pagano il conto più salato. Id Software ha perso quasi metà del proprio organico, ZeniMax Online Studios ha visto dimezzato il team di The Elder Scrolls Online, e Arkane Lyon resta in consultazione obbligatoria sul proprio futuro. La coerenza tra “vogliamo concentrarci sui franchise che funzionano” e “tagliamo il personale che li mantiene in vita” non regge a un controllo elementare dei fatti: è una frase buona per un comunicato stampa, meno per un piano industriale.
Bethesda promette più attenzione a Fallout e The Elder Scrolls. Nel frattempo, chi quei giochi li fa davvero sta ricevendo l’email di licenziamento.


