Wuchang: Fallen Feathers, il sequel è realtà nonostante il caos in studio
Il souls-like ambientato nella dinastia Ming, Wuchang: Fallen Feathers, avrà ufficialmente un seguito, come confermato da Game Informer. L’annuncio arriva direttamente dal publisher 505 Games, che ha deciso di puntare tutto sulla proprietà intellettuale nonostante le turbolenze interne che hanno portato alla chiusura del team di sviluppo originale.
Una rinascita guidata dalla visione originale
La strada verso questo secondo capitolo è stata tutt’altro che lineare. Ad aprile, a meno di un anno dal lancio del primo titolo avvenuto nel luglio 2025, Lenzee Games era stata ufficialmente smantellata a causa di dispute interne alla dirigenza. Una fine prematura per uno studio che era riuscito a portare il proprio titolo all’attenzione di oltre 5 milioni di giocatori in soli dodici mesi.
Il salvataggio del brand è passato per le mani di Digital Bros Group, la società madre di 505 Games, che ha acquisito l’IP lo scorso aprile. La nuova incarnazione del progetto è stata affidata a Indolphinity, uno studio fresco di fondazione sotto la guida di Xia Siyaun, già creative director del primo capitolo. L’obiettivo dichiarato è mantenere intatta l’identità culturale e l’autenticità del franchise, restando radicati in Cina. Per supportare l’operazione, Digital Bros aprirà una nuova filiale a Chengdu, che lavorerà fianco a fianco con Indolphinity.
Cosa sappiamo del nuovo capitolo
Al momento il progetto non ha ancora un titolo definitivo, né una finestra di lancio o dettagli concreti sulle nuove meccaniche. Sappiamo però che le fondamenta poggiano sul successo di un primo episodio che ha saputo reinterpretare i canoni del genere attraverso la storia di Bai Wuchang, una piratessa affetta da una malattia soprannaturale in grado di scatenare poteri demoniaci.
“Attraverso questa partnership, 505 Games e Indolphinity riaffermano la loro convinzione condivisa nel potenziale a lungo termine del franchise di Wuchang e il loro impegno congiunto nel preservare l’autenticità e l’identità culturale dell’IP”, recita la nota ufficiale. “Tutto lo sviluppo creativo futuro rimarrà fermamente radicato in Cina attraverso la stretta collaborazione tra il creatore originale e 505 Games, garantendo continuità di visione, qualità ed esecuzione”.
L’analisi della redazione
Ci sembra una mossa audace, ma necessaria. Wuchang: Fallen Feathers non era un capolavoro assoluto, ma un esercizio di stile solido, capace di mescolare i tropi dei souls-like con una personalizzazione del combattimento intelligente e una gestione della difficoltà dinamica davvero interessante. Il fatto che Digital Bros abbia deciso di non disperdere questo potenziale, nonostante il naufragio di Lenzee Games, dimostra quanto il mercato cinese sia ormai centrale per il futuro del settore.
Non ci convince però il totale silenzio sullo stato dei lavori: annunciare un sequel senza nemmeno un teaser quando lo studio è appena stato formato puzza di manovra finanziaria per rassicurare gli investitori dopo l’acquisizione dell’IP. Scommettiamo che passerà un bel po’ prima di vedere Bai Wuchang di nuovo in azione, ma la continuità creativa garantita da Xia Siyaun ci fa sperare in un’evoluzione che limi i difetti del predecessore. Se il primo giro di giostra ha convinto 5 milioni di persone, il materiale su cui costruire un grande gioco c’è tutto.


