Nel panorama dei Metroidvania, dove l’oscurità e l’azione spesso regnano sovrane, un titolo svedese emergente sta riscrivendo le regole con un approccio radicalmente vitale e creativo. Ultros non punta su combattimenti frenetici e mondi morenti, ma trasforma l’esplorazione in un atto di giardinaggio cosmico e di simbiosi con un ecosistema alieno, offrendo un’esperienza che diventa più accogliente e ricca man mano che si procede.
Un’avventura psichedelica con una missione di vita
Immaginate un’astronave, il Sarcofago, invasa da una foresta aliena psichedelica e vibrante di colori. Questo è il mondo di Ultros. La vostra missione non è semplicemente sopravvivere, ma prevenire il risveglio di una terribile entità cosmica imprigionata nella nave, un compito che vi spingerà a interagire con l’ambiente in modi mai visti prima. L’azione, nonostante il trip visivo, resta cristallina e l’esplorazione si trasforma rapidamente in coltivazione.
La vera innovazione: Coltivare per progredire
Dimenticate i tradizionali power-up da raccogliere. In Ultros, la progressione si ottiene seminando. Il gioco vi fornisce strumenti per piantare specie vegetali uniche, ognuna delle quali modifica permanentemente il terreno del Sarcofago, aprendo nuove strade. Ad esempio, il Sprogen crea un tappeto erboso che aumenta la velocità, permettendovi addirittura di correre sulle pareti. L’Ogu Mumin genera invece ampie chiome rigide, trasformabili in piattaforme. Ogni pianta è una chiave per l’avanzamento, e il vostro ruolo è quello di un giardiniere interstellare.

Dalla semina alla simbiosi avanzata
La magia di Ultros si svela nelle sue meccaniche profonde. Dopo le fasi iniziali, scoprirete che potete influenzare anche la fauna aliena. Nutrendo alcune creature con frutti specifici o resti di altre, potete cambiarne il comportamento, rendendole persino alleate temporanee. Creature ben nutrite possono, a loro volta, preparare nuovo terreno fertile per voi, permettendo di coltivare piante in aree prima irraggiungibili. L’esperienza evolve da un’azione classica a un’attenta gestione di un intero ecosistema vivente e interconnesso.

L’apice creativo: Riscrivere il codice genetico del mondo
Nelle fasi conclusive, Ultros si trasforma quasi in un gioco di gestione creativa. Il combattimento lascia il posto alla manipolazione del suolo e alla sperimentazione genetica. Scaverete per rimodellare reti di radici e utilizzerete la “splicing genetico” per fondere specie vegetali, combinando i loro tratti. Potrete creare, ad esempio, una liana di Ubarba con una gemma di Ogu Mumin per ottenere una piattaforma mobile! Tutto questo al servizio di un mistero più grande che attende di essere svelato, in un’avventura che richiede circa 30 ore di dedizione.
Per chi è curioso, una demo su Steam permette di immergersi in questo universo unico. Per tutti gli altri, Ultros si presenta come una proposta coraggiosa e convincente per chi cerca un Metroidvania che non distrugge, ma dà vita.


