Ho un termostato wi-fi comprato nel 2019 e diventato un pezzo di plastica sul muro il giorno in cui l’azienda ha spento l’app. La caldaia sotto, che è del 2003 e ha una manopola, funziona ancora. È la regola non scritta del software domestico: sopravvive quello che nessuno può spegnere da remoto. Vale anche per i videogiochi, e il 15 luglio 2026 GOG ne ha dato una dimostrazione pratica portando Thief: Gold dentro il suo Preservation Program.
Una dipendenza ferma da anni, finalmente aggiornata
Thief è del 1998, l’edizione Gold del 1999, e li ha fatti Looking Glass Studios. La versione in vendita sullo store GOG girava però su una base tecnica vecchia: fino al 15 luglio montava TFix Lite 1.26, una patch community in versione ridotta, rimasta congelata mentre il resto della scena andava avanti. Il dettaglio non l’ha scritto nessuna testata, sta sulla scheda PCGamingWiki del gioco, che tiene il conto di queste cose meglio dei comunicati.
Ora quella dipendenza è stata portata a NewDark 1.27, l’engine non ufficiale mantenuto dalla community che da anni tiene in piedi i primi due Thief sui PC moderni, e che è arrivato dove il codice originale non poteva: risoluzioni panoramiche, compatibilità con Windows recenti, supporto ai contenuti creati dai fan. Chi lavora con le dipendenze sa cosa vuol dire un salto del genere. Nessuno se ne accorge il giorno dopo. Se ne accorgono tutti fra tre anni, quando il pacchetto compila ancora.
Il resto dell’aggiornamento, elencato nel comunicato ufficiale, comprende localizzazioni in tedesco, francese e polacco, impostazioni grafiche e audio riviste, scaling dell’interfaccia migliorato e controlli ottimizzati. C’è poi la parte che GamingOnLinux segnala come la più interessante: il Gamepad Mod di Peter Wright è stato integrato ufficialmente e abbinato al GOG Input Wrapper, con menu radiali, controlli riassegnabili, vibrazione e compatibilità con pad PlayStation, Xbox, Switch, Logitech e Amazon Luna. Un mod della community che finisce dentro il prodotto venduto, accreditato all’autore.
La chicca per i puristi è un pulsante nel launcher che avvia il Thief: The Dark Project originale, cioè il gioco com’era prima che l’edizione Gold aggiungesse missioni e modifiche. Due versioni nello stesso pacchetto, senza doverne installare a mano una seconda.
Il voto che ha deciso quale gioco salvare
Thief: Gold non è finito nel programma per scelta editoriale: l’hanno votato gli abbonati. È il primo titolo mai selezionato tramite il Patron Vote.
Chiusa quella votazione ne è partita subito un’altra. I candidati sono Nox, Lands of Lore 1 e 2, Might and Magic VII: For Blood and Honor, Silver e Albion.
Il punto pratico del Preservation Program è l’impegno che GOG si prende: mantenere quei giochi funzionanti sui computer futuri, e non delistarli. È la stessa logica che raccontavamo quando GOG ha risposto a Sony sugli installer offline, applicata qui a un caso concreto invece che a un principio, e con lo stesso spirito del recupero di Breath of Fire 4.
C’è anche un remaster ufficiale in arrivo, e la cosa non è banale
Qui il quadro si fa curioso. Il 7 giugno 2026, al PC Gaming Show, Nightdive Studios ha annunciato con Eidos-Montréal e Atari Thief: The Dark Project Remastered, costruito sul loro KEX Engine e comprensivo dei contenuti di Thief Gold. Promette 4K a 120 fotogrammi, interfaccia rifatta con ruota delle armi e supporto alle campagne create dai fan, su PS5, Xbox Series, Switch 2, PS4, Switch e PC, Steam, Epic e GOG compresi.
La finestra dichiarata è “inverno 2026”, che come nota GamingBolt può voler dire dicembre 2026 come inizio 2027. Nel giro di pochi mesi, quindi, sullo stesso store ci saranno due strade per lo stesso gioco: l’originale del 1999 tenuto vivo dalla community, e la riedizione commerciale con la grafica rifatta. Non sono in concorrenza, sono due idee diverse di cosa significhi conservare.
Il verdetto: Se avete già Thief: Gold su GOG l’aggiornamento vi arriva senza fare niente, ed è la versione migliore in circolazione. Se aspettate il remaster Nightdive avrete un gioco più bello ma non più duraturo: l’unica versione con una promessa scritta di funzionare anche fra dieci anni resta quella che ha vinto un sondaggio.


