The Eventide: l’investigazione paranormale scuote il neon-noir
L’universo dei detective game accoglie un nuovo, promettente contendente nato dall’esperienza di chi ha scritto i destini della galassia di Mass Effect e del fantasy di Dragon Age. Studio Reset, il team indipendente fondato da ex veterani di BioWare, ha finalmente svelato The Eventide, un titolo investigativo che mescola atmosfere soprannaturali e un’estetica acquerellata fuori dal comune, come riportato inizialmente da Rock Paper Shotgun.
Ambientato in una città canadese dove la realtà sembra sfilacciarsi come un vecchio tappeto, The Eventide mette i giocatori alla guida della Eventide Agency. Il fulcro dell’esperienza risiede nella “Parallax Deduction”: a differenza di altri titoli del genere dove si impersona un unico detective, qui ogni caso richiede la selezione di due agenti da un roster variegato. La scelta non è solo estetica, perché ogni personaggio analizza e interpreta gli indizi secondo la propria natura e formazione.
Eve, ad esempio, affronta i fenomeni paranormali attraverso la lente della biologia e delle prove materiali; Brass è un ex poliziotto specializzato nel leggere le persone e le dinamiche sociali; Kira, invece, sfrutta doti psichiche per percepire energie invisibili ai colleghi. Il sistema di gioco obbliga a scegliere la coppia più adatta alla natura del crimine, per poi incrociare i risultati una volta tornati alla base.
L’obiettivo creativo è ambizioso: non si tratta solo di trovare indizi, ma di capire cosa significhino attraverso il filtro dei personaggi. Come dichiarato dal direttore creativo Kaelin Lavallee: “Vediamo il mondo come abbiamo bisogno di vederlo, non com’è realmente. Con The Eventide volevamo costruire un gioco di mistero dove risolvere un caso non significa solo trovare prove, ma viverle attraverso la prospettiva dei protagonisti”.
Il sistema di deduzione basato sulle parole richiama da vicino strutture già viste e apprezzate in titoli come The Case of the Golden Idol, ma qui viene trasportato in un contesto 3D a telecamera fissa. L’esplorazione si fonde con temi narrativi maturi e una direzione artistica che rielabora l’estetica PSX con pennellate vibranti e macchie di colore, creando un contrasto netto tra la rigidità delle indagini e la fluidità del mondo di gioco.
A vederlo così, The Eventide ci sembra un progetto con una personalità finalmente a fuoco. Se l’idea che il punto di vista del detective possa alterare la percezione della prova stessa venisse approfondita a dovere, potremmo trovarci davanti a un’evoluzione narrativa non indifferente per il genere. Non ci convince ancora del tutto la gestione della “verità” finale – se cioè esista un unico colpevole o se i bias degli agenti possano portare a clamorosi errori giudiziari – ma la premessa è magnetica. Scommettiamo che gli orfani delle grandi storie BioWare troveranno pane per i loro denti in questa strana, inquietante città canadese.


