Link nel rifacimento di Ocarina of Time per Nintendo Switch 2, in uscita il 5 novembre 2026

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Il remake di Ocarina of Time esce il 5 novembre, due settimane prima di GTA 6

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Il 5 novembre 2026 Ocarina of Time torna su Nintendo Switch 2, quattordici giorni prima di Grand Theft Auto VI. La data è arrivata l’8 settembre, dentro un Direct di mezz’ora che Nintendo ha dedicato interamente ai quarant’anni di The Legend of Zelda, serie nata nel 1986.

Era il primo dei due showcase annunciati per l’8 e il 9 settembre, quello monografico. Il secondo, generalista, va in onda il 9 alla stessa ora. Chi si aspettava che la mezz’ora servisse a coprire tutta la storia della serie ha avuto un’altra cosa: circa venti minuti su un gioco solo, e il resto diviso fra concerti, statuette e un museo che sta a Kyoto.

Venti minuti di Ocarina of Time giocato dal vivo

A tenere la demo è stato Eiji Aonuma, produttore della serie da oltre vent’anni, che ha giocato le prime aree del rifacimento davanti alla telecamera invece di limitarsi al trailer. Il gioco originale è del 1998 su Nintendo 64. Da quello che si è visto la struttura è rimasta la stessa: gli stessi dungeon, nello stesso ordine.

Le differenze stanno nei verbi. Link ora salta quando vuole invece che solo dove il gioco glielo permetteva, nuota e si immerge, corre. Le sequenze di intermezzo sono doppiate, la colonna sonora è riregistrata con l’orchestra, e le canzoni dell’ocarina si possono suonare parlando nel microfono della console. Nintendo ha anche annunciato che venderà l’ocarina vera, in due versioni: una acustica dal proprio negozio e una elettrica prodotta da Hori.

Il modo più rapido per farsi un’idea di quanto sia cambiato l’aspetto è guardarlo.

La scheda europea del gioco, controllata il 9 settembre, riporta ancora solo l’anno e non il giorno. Accanto c’è un PEGI 12 provvisorio, cioè la classificazione per età dell’ente europeo, non ancora definitiva, e l’elenco delle lingue, italiano compreso.

Il film si chiama The Legend of Zelda, e nient’altro

L’annuncio sul film live action è durato meno di un minuto e non conteneva immagini. Il titolo definitivo è The Legend of Zelda, senza sottotitolo, e la data resta quella già nota del 30 aprile 2027. Shigeru Miyamoto ha detto che il motivo dell’assenza del sottotitolo sarà chiaro guardando il film, il che è un modo elegante per non dire niente. Gli aggiornamenti successivi passeranno dall’applicazione Nintendo Today!, cioè dal canale che Nintendo controlla direttamente.

Che a sette mesi e mezzo dall’uscita di un film da centinaia di milioni non esista ancora un teaser pubblico è la cosa più notevole della sezione. Nintendo con il film di Super Mario aveva seguito un calendario più fitto, e lì il primo filmato era arrivato con largo anticipo.

Console, LEGO, concerti: i quarant’anni si vendono

La Switch 2 a tema e il Pro Controller abbinato escono il 29 ottobre 2026, una settimana prima del gioco. Le loro foto erano trapelate il 14 agosto dalle confezioni, e l’annuncio le ha confermate senza sorprese.

Il resto del pacchetto è lungo. Due amiibo di Link e Zelda bambini arrivano nel 2027 e sbloccano nel gioco maschere disegnate come i modelli del Nintendo 64. C’è un set LEGO con Link adulto ed Epona. Il Museo Nintendo di Kyoto avrà biglietti a tema per circa un anno, un punto fotografico dedicato alla Master Sword dal 5 novembre e l’apertura del ristorante interno in autunno. Un tour orchestrale comincia dal Giappone a gennaio e prosegue in Stati Uniti, Regno Unito e Australia, con i biglietti in vendita entro fine settembre. Il riepilogo completo di Nintendo Life li elenca uno per uno.

Il pubblico è diviso, e non sulla data

Nel sondaggio aperto da Nintendo Life dopo la trasmissione, sui primi 2.733 voti, il 23% ha dato al Direct il punteggio massimo e un altro 21% quello subito sotto. Poco più di uno su dieci è rimasto sotto la sufficienza. Alla domanda su quale annuncio fosse il preferito, sui primi 2.987 voti il 55% ha indicato la dimostrazione di gioco con la data e il 13% la console celebrativa: tutto il resto, film compreso, si è spartito le briciole.

La contestazione non riguarda quindi cosa Nintendo ha mostrato, ma come. Una parte dei giocatori sostiene che il rifacimento sia troppo aderente all’originale per giustificare un acquisto a prezzo pieno. Un’accusa ricorrente è che lo stile scelto assomigli a una riedizione amatoriale fatta in Unreal Engine, con superfici lucide e volti troppo definiti per un gioco che nel 1998 viveva di poligoni squadrati. Un’altra parte considera esattamente quella fedeltà il motivo per comprarlo. Le due letture sono state riportate da GameSpot e Game Informer nel giro di poche ore dalla fine del Direct.

Sul piano commerciale il calcolo di Nintendo è leggibile a occhio nudo. Novembre 2026 è il mese che quasi tutti gli editori hanno svuotato per non finire sotto il lancio di Rockstar. Nintendo ci mette dentro il gioco più celebrato della propria storia, una console dedicata, un controller, due amiibo, un set LEGO, uno strumento musicale e un giro di concerti. Quarant’anni di serie diventano un catalogo di acquisti scaglionati su tre mesi. Il 9 settembre si vedrà se nel Direct generalista è rimasto spazio anche per qualcosa che non sia in vendita.

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