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Lo studio di Stellar Blade ha droppato un video musicale IA con Evie ed esattamente lo slop che vi aspettereste

Tempo di lettura: 3 minuti

Il 9 gennaio, a una conferenza sulla strategia di crescita economica della Corea del Sud con il presidente Lee Jae Myung in sala, Kim Hyung-tae, fondatore e amministratore delegato di Shift Up nonché direttore di Stellar Blade, ha spiegato che con l’intelligenza artificiale “una persona può fare il lavoro di cento”. Il 31 luglio lo studio coreano ha pubblicato la dimostrazione pratica: un video musicale di 3:37 in cui la protagonista del suo prossimo gioco canta, balla e cambia faccia a ogni stacco di montaggio.

Si intitola “Wanna be in LOVE” Feat. Evie, sta sul canale YouTube ufficiale dello studio e promuove Stellar Blade: Blood Rain, il seguito annunciato alla Summer Game Fest del 5 giugno. Porta l’etichetta “Made with AI”, quella che YouTube applica quando “suoni o immagini sono stati alterati o generati integralmente”, e in chiusura mostra i loghi di Second Eve Studio e A.I. Labs, le due strutture interne di Shift Up accreditate, sopra una riga in piccolo che dichiara il filmato realizzato con le risorse di Blood Rain e “rigenerato con supporto IA”.

Evie debutta come idol K-pop, e il making of è generato pure quello

Evie, la nuova protagonista, canta un pezzo pop originale girando per la città cyberpunk già vista nel trailer di annuncio, mangia ramen buldak e compra un portachiavi di K-Pop Demon Hunters, film con cui Stellar Blade non ha alcun rapporto. Intorno a lei c’è la solita fiera dell’artefatto: Kotaku ha contato un distributore automatico che promette “Custemef Service” e uno scaffale dove le Meditazioni di Marco Aurelio diventano “Meaiiatations”.

Il momento migliore arriva dopo i titoli, quando parte un finto backstage: una troupe con le magliette di Shift Up sistema il trucco a Evie, le dà indicazioni e le batte il cinque. È il making of generato dall’IA di un video generato dall’IA, con dentro persone che non esistono impegnate a fingere di aver girato qualcosa che non è stato girato.

“Uno schiaffo in faccia ai vostri artisti”

Nei commenti raccolti dalle testate anglofone torna soprattutto un argomento, e non è l’estetica: Shift Up ha in casa gli illustratori e i musicisti che hanno reso il primo gioco quello che è, e li ha scavalcati per pubblicare questo. “Uno schiaffo in faccia ai vostri artisti e ai vostri fan”, scrive un utente citato da GamesRadar. È la stessa preoccupazione che David Gaider ha messo in fila parlando dei talenti che al mestiere non ci arriveranno mai.

La difesa più diffusa sotto il video è che ormai l’IA generativa la usano tutti, e in parte regge: il 100% degli studi giapponesi di giochi online interpellati da JOGA, l’associazione di categoria del settore, dichiara di averla in pipeline. La differenza è che quella roba resta dietro, mentre qui è il contenuto ufficiale, con il logo del reparto che l’ha prodotta stampato sopra.

L’etichetta di YouTube copre il video, non il gioco: al momento nessuna conferma collega l’IA generativa allo sviluppo di Blood Rain, che non ha ancora una data di uscita. Shift Up, dal canto suo, non ha spiegato come il video sia stato prodotto.

A giugno il trailer, a gennaio le dichiarazioni: la polemica non nasce ora

Il trailer di annuncio alla Summer Game Fest aveva raccolto le stesse accuse già il 6 giugno: insegne cinesi con caratteri che non significano niente, architetture incoerenti nella key art condivisa dallo stesso Kim. Un dettaglio che pesa più di quanto sembri, visto che oltre il 60% del pubblico PC del primo Stellar Blade, secondo le stime di Gamalytic, arriva dalla Cina.

Stavolta però lo studio corre da solo. Dopo il primo capitolo pubblicato da Sony, Blood Rain se lo autopubblica Shift Up: niente più un editore esterno a filtrare la comunicazione, e le scelte di marketing sono tutte sue.

Il primo Stellar Blade sta al 95% di recensioni positive su Steam, e la sua colonna sonora è ancora tra le cose che i giocatori citano per prime. Quella reputazione l’hanno costruita delle persone. Shift Up ha deciso di spenderne un pezzo per un distributore automatico che scrive “Custemef Service”.

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