Gli incremental sono il genere più onesto del mercato e per questo il più sgradevole: ti mettono davanti un numero, ti chiedono di farlo salire e non provano nemmeno a raccontarti che stai facendo altro. Niente boss, niente game over, nessun arco narrativo da difendere. Solo un contatore e quella parte di cervello che si accende quando il contatore aumenta. Ci ho passato più serate di quante ne ammetterei davanti a un notaio, sempre con la stessa sensazione di aver timbrato un cartellino per conto di nessuno.
DEBRISVERSE parte da lì e il cartellino te lo fa firmare sul serio. Lo hanno sviluppato e pubblicato quelli di Studio RELIER, microstudio giapponese di Mito, nella prefettura di Ibaraki, fondato a gennaio di quest’anno: un gruppo ridotto guidato da Yuka Miyakoshi, che si porta dietro vent’anni di lavoro da ingegnere del software. Il gioco è uscito il 29 luglio 2026 solo su PC e su Steam costa 3,99 dollari, ora che lo sconto di lancio del 10% è scaduto il 5 agosto. Ne avevamo dato notizia all’uscita. Io ho giocato la demo aggiornata, che arriva fino al primo finale e trasferisce i salvataggi nel gioco completo, ed è di quella che parlo da qui in avanti.
Si comincia firmando un contratto con la B.R.I.S. Corporation, azienda di sviluppo spaziale che ti assume per demolire detriti in orbita e nel frattempo ti carica addosso un debito da 100 milioni di dollari. Si gioca col solo mouse: selezioni i rottami, i rottami si sbriciolano, escono crediti. A ogni salita di livello scegli fra tre potenziamenti estratti a caso, in stile roguelite, e a fine giornata arriva il rapporto contabile con la quota da rispettare, come in qualunque ufficio in cui abbiate avuto la sfortuna di lavorare.
La decisione che regge l’intero impianto è dove mettere i soldi. Potenziare gli strumenti dà potenza di fuoco immediata; versare rate del debito sblocca sconti permanenti sugli acquisti successivi e l’accesso ai settori pericolosi, dove i rottami sono più fitti e gli incassi salgono di ordini di grandezza. In pratica non conviene liberarsi del debito, conviene indebitarsi con più efficienza. A un certo punto mi sono accorto che stavo ottimizzando la mia stessa esposizione debitoria con la faccia soddisfatta di chi ha trovato un trucco, ed è esattamente lì che il gioco ti ha già preso.
Cottimo orbitale con mascotte aziendale al seguito
A commentare il rendimento c’è Bliss, la mascotte della B.R.I.S. che sulla scheda Steam viene presentata come supporto “strettamente amministrativo” al tuo lavoro, e che infatti alterna incoraggiamenti e comunicazioni di servizio a seconda di come sta andando la giornata. Intorno, monitor a cristalli liquidi che sfarfallano, pixel art e rumore digitale. Il bersaglio economico non è una novità per il genere, Tax-Force ci ha costruito sopra un roguelite intero, ma qui la posizione del giocatore è ribaltata: non dai la caccia a chi ti spreme, lavori per lui, e ogni sera il gioco ti dice in percentuale quanto sei stato produttivo.
Il modo più rapido per capire che ritmo tiene è guardarlo mentre satura lo schermo.
Quello che succede dopo il primo finale non l’ho visto, e preferisco scriverlo invece di far finta. Studio RELIER sostiene che pagare i 100 milioni non chiude la partita: da lì compaiono glitch e terminali nascosti in cui si digitano comandi, e queste interferenze portano a sette finali diversi. Alcuni effetti sfruttano funzioni dell’ambiente Windows, per cui lo studio raccomanda di giocarlo lì e avvisa che su Steam Deck certi enigmi potrebbero non comportarsi come previsto. Detto da chi ha passato vent’anni a scrivere software, suona meno come una trovata di marketing e più come qualcuno che si è divertito a fare il proprio mestiere fuori orario.
Un pezzo di quella struttura è già visibile nel press kit ufficiale, dove fra gli screenshot compaiono un negozio nascosto, un terminale a riga di comando e un finale raggiungibile pochi istanti dopo l’avvio, perché la prima schermata del contratto ti mette davanti una scelta vera. Chi ha giocato Universal Paperclips riconosce la scuola: l’idea forte di un incremental è quasi sempre il momento in cui ti fa smettere.
Due avvertenze prima del portafoglio. Le lingue supportate sono inglese e giapponese, interfaccia e sottotitoli, e nient’altro: niente italiano e nessun doppiaggio. In un gioco che nasconde gli indizi dentro documenti e comandi da digitare, questo pesa sulla giocabilità effettiva, perché chi non legge inglese si ferma ai titoli di coda del primo finale. Sempre sulla scheda Steam, poi, lo studio dichiara di aver usato IA generativa per tradurre e rifinire i testi della localizzazione: pratica ormai diffusa, come mostrava il report JOGA sugli sviluppatori giapponesi, ma su un gioco che ti chiede di leggere con attenzione conviene saperlo prima.
Per settembre 2026 è in calendario un aggiornamento gratuito con contenuti di fine partita ad alta difficoltà, fatti di ondate di detriti giganti da abbattere e di un sistema di raccolta e fusione dei materiali che ne cadono per costruire build. Altre idee, come lo sviluppo planetario e la personalizzazione della cabina, sono elencate sulla stessa pagina come ipotesi non garantite: un livello di prudenza che sulle roadmap si vede poco, e che vale più di mezza dichiarazione entusiasta. Le recensioni intanto sono ancora poche, ventiquattro a inizio agosto, il 91% positive.
Il verdetto: la demo costa zero e arriva fino al primo finale, quindi DEBRISVERSE si fa giudicare da solo prima che tiriate fuori i 3,99 dollari; se dopo aver azzerato il debito vi ritrovate a fissare lo schermo aspettando che succeda qualcosa, la B.R.I.S. Corporation ha già vinto, e Studio RELIER pure.


