Cos’è il clickbait (time to school)
Il termine clickbait è un composto inglese formato da click (il clic del mouse o del dito su uno schermo) e bait (esca). Letteralmente: esca per clic.
In termini giornalistici e comunicativi, il clickbait è una tecnica editoriale che consiste nel costruire titoli, anteprime o miniature deliberatamente fuorvianti, esagerati o emotivamente manipolativi, con l’unico obiettivo di indurre l’utente a cliccare su un contenuto. Il contenuto effettivo, una volta aperto, generalmente:
- non risponde alla promessa implicita del titolo;
- è di qualità bassa o irrilevante;
- oppure contraddice esplicitamente quanto suggerito dall’intestazione.
Un esempio classico: “Il medico ha detto che mangiare questa cosa ti uccide. La risposta ti sorprenderà!” – il titolo promette una rivelazione scioccante; l’articolo parla di zucchero in eccesso. Informazione corretta, titolo parassitario.
Il clickbait si distingue dal titolo forte o sensazionalistico per un elemento chiave: l’intenzione e il grado di disonestà. Un titolo d’effetto che rispecchia fedelmente il contenuto non è clickbait. Un titolo che promette ciò che il testo non mantiene, sì.
Quello che state leggendo adesso – un articolo che dichiara apertamente nel primo paragrafo di aver usato un titolo-esca per attirare la vostra attenzione – è un esempio di clickbait autoconsapevole. Il meccanismo è lo stesso; la disonestà, no. Almeno se sapete leggere le due righe iniziali senza distrarvi.
Usare “clickbait” come sinonimo di “contenuto che non mi piace” o “opinione che non condivido” è sbagliato. Tenetelo a mente la prossima volta che lo digitate sotto un post.
Steam vs Epic Games Store: pro, contro e chi vince davvero
Ora che abbiamo chiarito i termini, parliamo di piattaforme. Steam ed Epic Games Store sono i due principali negozi digitali di videogiochi su PC. Sono diversi per storia, modello di business e pubblico di riferimento.
Steam
Sviluppato da Valve e lanciato nel 2003, Steam è la piattaforma dominante del mercato PC con oltre 130 milioni di utenti attivi mensili e un catalogo che supera i 50.000 titoli.
Pro per gli utenti:
- Catalogo immenso, dalla tripla A all’indie più oscuro;
- Sistema di recensioni utente trasparente e affidabile;
- Workshop per mod, supporto alla community integrato;
- Saldi frequenti e storicamente aggressivi;
- Steam Deck: hardware proprietario che estende l’ecosistema;
- Funzioni social mature (gruppi, liste amici, profili, obiettivi);
- Politica di rimborso entro 2 ore di gioco e 14 giorni dall’acquisto.
Contro per gli utenti:
- Interfaccia datata, aggiornamenti lenti e spesso inconsistenti;
- Il volume enorme del catalogo rende la scoperta difficile. L’algoritmo di matching fa abbastanza schifo. Quello di Gamalytic è meglio lol;
- Alcune funzionalità richiedono software di terze parti per essere sfruttate al meglio.
Epic Games Store
Lanciato da Epic Games nel 2018 sull’onda del successo di Fortnite, EGS è nato esplicitamente per sfidare Steam sul terreno delle condizioni economiche offerte agli sviluppatori.
Pro per gli utenti:
- Giochi gratuiti settimanali (oltre 100 titoli gratis distribuiti ogni anno, inclusi titoli di rilievo);
- Interfaccia pulita e moderna;
- Prezzi spesso competitivi grazie a coupon periodici;
- Esclusività temporanee che portano titoli attesi prima che altrove (pratica discutibile ma tant’è).
Contro per gli utenti:
- Catalogo ridotto rispetto a Steam;
- Funzionalità social ancora immature (chat, liste amici, profili community);
- Nessun sistema di recensioni utente nativo (aggiunto solo parzialmente e tardivamente);
- Le esclusività temporanee – pagate da Epic agli sviluppatori – vengono percepite da molti utenti come una limitazione forzata della scelta.
Chi vince per gli utenti?
Steam, oggettivamente. Per un utente che vuole il massimo della scelta, della community, degli strumenti e della flessibilità, Steam non ha rivali sul PC. Epic si giustifica principalmente per i giochi gratuiti e per chi è attratto dalle sue esclusività. Non sono sullo stesso piano: sono prodotti con priorità diverse.
Chi vince per gli sviluppatori, soprattutto indie?
Qui il discorso cambia. Steam applica una commissione del 30% sulle vendite (scende al 25% sopra i 10 milioni di dollari e al 20% sopra i 50 milioni). Epic applica invece una commissione dell’88/12: il 12% va a Epic, l’88% allo sviluppatore.
Per uno studio indie con margini stretti, quella differenza è enorme. Detto questo, Steam rimane la scelta migliore anche per molti indie, per ragioni pratiche: ha un bacino d’utenza enormemente superiore, un ecosistema di discovery (tag, wishlist, algoritmo) più maturo, e la visibilità organica che Epic fatica ancora a offrire. Un gioco su Steam venduto in meno copie ma su una piattaforma con 130 milioni di utenti attivi può fare meglio di un gioco su Epic con commissioni più basse ma meno traffico.
In sintesi: per i dev indie, Epic è finanziariamente più equo ma strategicamente più rischioso. La scelta ideale resta distribuire su entrambe le piattaforme, quando possibile.
GOG: il modello che gli altri non hanno il coraggio di copiare
GOG (Good Old Games), di proprietà di CD Projekt, è la terza grande piattaforma di distribuzione digitale PC – e per molti aspetti la più interessante dal punto di vista dei principi.
Il suo modello si distingue per tre pilastri fondamentali:
1. DRM-Free, senza eccezioni
Ogni gioco venduto su GOG è completamente privo di Digital Rights Management. Questo significa che quando acquistate un gioco su GOG, lo possedete davvero: potete scaricarlo, conservarlo, installarlo su qualsiasi macchina, anche senza connessione a internet, anche se GOG domani chiudesse i battenti. Su Steam e Epic, se il servizio cessa o il vostro account viene bannato, i vostri giochi – tecnicamente – scompaiono. Su GOG no.
2. Compatibilità con i classici
GOG nasce proprio per rendere giocabili i titoli storici su sistemi operativi moderni. Il catalogo include giochi degli anni ’90 e 2000 ottimizzati e funzionanti su Windows 10/11, macOS e Linux, una nicchia che né Steam né Epic presidiano con lo stesso rigore.
3. Niente ecosistema obbligatorio
GOG Galaxy, il client di GOG, è opzionale. Potete scaricare i vostri giochi direttamente dal browser, senza installare nulla. È una filosofia radicalmente diversa da quella di Steam, che richiede il client per praticamente qualsiasi operazione.
Perché il modello GOG è superiore
GOG non ha il catalogo di Steam né i giochi gratuiti di Epic. Ma ha qualcosa che le altre due non offrono: rispetto per il consumatore come proprietario, non come abbonato.
Nel lungo periodo, in un mercato dove la distinzione tra “acquistare” e “affittare con licenza” è sempre più sfumata, GOG è l’unica piattaforma che garantisce davvero il possesso del prodotto. È anche la sola che ha costruito un modello di curation attiva: non tutto viene accettato nel catalogo, e questo si traduce in una qualità media più alta.
Il limite di GOG è commerciale, non etico: le major dell’industria raramente scelgono di distribuire su una piattaforma senza DRM, per paura della pirateria. Questo restringe il catalogo e rallenta la crescita. Ma per chi acquista indie, titoli di culto e classici, GOG è semplicemente la scelta più onesta disponibile.
Conclusione
Steam è la piattaforma migliore per la stragrande maggioranza degli utenti. GOG è la scelta di chi vuole possedere davvero ciò che compra. Epic ha senso per i giochi gratuiti e le sue esclusive temporanee e se volete che i dev incassino di più, ma nessuno pensa sia un modello sostenibile a lungo termine.
Dipende da cosa cercate. Ma almeno ora sapete di cosa state parlando – e sapete anche cos’è il clickbait.
Prego.


