Illustrazione di Of Peaks and Tides: il continente di Everland con le rovine dell'Ascent dopo la guerra fra dèi e uomini

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Of Peaks and Tides: 32 GB di RAM per il 720p e ancora nessuna data di uscita per il survival orientale

Tempo di lettura: 4 minuti

Quando compilo in debug, il portatile fa il rumore di un asciugacapelli del 1998 e la ventola si sente dal pianerottolo di sotto. Poi ricompilo in release, spengo i log, e la macchina torna a essere una macchina normale. È una differenza che tengo a mente da anni, ed è la prima cosa a cui ho pensato leggendo i requisiti di Of Peaks and Tides: per girare a 720p e 30 fps, al minimo, il gioco chiede 32 GB di RAM e una RTX 3060 da 12 GB.

Il gioco è il primo progetto di CyancookGames, studio indipendente di Shanghai messo in piedi da sviluppatori che arrivano da Tencent e da produzioni come Naraka: Bladepoint e Diablo Immortal. Survival crafting in mondo aperto, quindi: raccogli, costruisci, sopravvivi, da solo o in co-op online, su Unreal Engine 5. L’ambientazione è un continente chiamato Everland, dove una guerra fra dèi e uomini ha lasciato in piedi solo macerie: vento, fulmine, acqua e fuoco non li governa più nessuno e girano per la mappa sotto forma di tempeste di sabbia, inondazioni e bufere di neve. Il giocatore è un Noland, uno dei sopravvissuti, e il compito è rimettere insieme i pezzi. L’annuncio di agosto 2025 prometteva l’uscita su PC entro il 2026.

La build di debug messa in vetrina

I requisiti hanno fatto più rumore delle creature. Non è solo il minimo a essere alto: la configurazione raccomandata, quella da RTX 4070 e Ryzen 7 5700X3D, arriva a 1080p e 60 fps a dettaglio medio, e ci arriva con la generazione dei fotogrammi attiva. Cioè non nativi. Sempre 32 GB di RAM, e 150 GB di spazio su disco.

Lo studio ha risposto il giorno stesso dell’annuncio, e la risposta è più utile della polemica: la fase di ottimizzazione non è ancora cominciata, i numeri sono stati ricavati dalla build della demo, quelli definitivi arriveranno vicino all’uscita. È come pubblicare il consumo di memoria di una build di debug e lasciarlo in vetrina per un anno: chi passa non legge la promessa di ottimizzare, legge 32 GB e chiude la scheda. A giugno 2026, dieci mesi dopo, nelle discussioni Steam gli utenti stavano ancora contando quanta poca gente abbia 12 GB di memoria video da spendere per giocare al minimo. Con quello che costa la RAM nel 2026, chiedere 32 GB per il 720p taglia fuori il pubblico prima ancora del prezzo del gioco, che tra l’altro non è stato annunciato.

Tutto reagisce, dice la scheda

A giustificare il conto, sulla carta, è la simulazione. La promessa di CyancookGames è un mondo in cui gli elementi non sono fondali: dai fuoco alla vegetazione secca e l’incendio si propaga, allaghi una valle e la bestia dentro ci resta impantanata, usi piante ad accrescimento rapido per bloccarle le zampe, oppure fai innervosire due creature diverse e le lasci sbranare fra loro. Gli scontri con i colossi dovrebbero funzionare così, con l’ambiente al posto della barra della salute. Il resto è economia da survival: si parte con l’ascia di pietra e le palizzate, si arriva alle fortezze in cima alle montagne e alle macchine da guerra, e gli animali selvatici si addomesticano per usarli come cavalcature, come aiutanti nel trasporto o come base mobile, perché la costruzione funziona anche sulla schiena delle creature più grosse.

Il modo più rapido per farsi un’idea è guardarlo muoversi.

A febbraio 2026 lo studio ha aggiunto quattro nemici, fra cui il Qiongqi, tigre alata delle tempeste, e lo Zhuyan, scimmia bianca, e ha confermato che nel corso dell’anno ci saranno sessioni di prova offline: eventi dal vivo, non una demo da scaricare. La lettura più semplice è anche la più pratica: se il gioco gira come deve solo su macchine da 32 GB, una sala con hardware scelto dallo studio è l’unico posto dove mostrarlo senza sorprese.

Cosa si è visto davvero a Colonia

Una prova pubblica c’è già stata, ed è la parte che manca dai riassunti entusiasti. A Gamescom, nell’agosto 2025, il gioco era giocabile nei padiglioni aperti al pubblico. Chi ci ha messo le mani per GamingBible è uscito perplesso: niente foreste rigogliose come nel trailer, nessuna delle creature buffe mostrate nei materiali, nessun personaggio con cui parlare, zero costruzione, e come pezzo forte una prova di volo a cerchi da attraversare. La testata slovacca Sector è stata più dura: la demo sembrava un altro gioco rispetto ai materiali promozionali, con nitidezza, colori e qualità delle texture sotto le aspettative, e portare in fiera una build a quello stadio è stata secondo loro una pessima decisione.

Il comunicato di febbraio 2026 riassume quella settimana come un’accoglienza positiva e cita IGN, GamingBible e Vice sulla bellezza del mondo e dello stile artistico. Le citazioni sono reali. Quella di GamingBible arriva dallo stesso articolo che poco sotto racconta la prova di volo e la sezione senza costruzione: è il mestiere di chi scrive comunicati, e nessuno dei due pezzi diventa falso per questo.

Intanto la scheda Steam, oggi, alla voce data di uscita dice To be announced. Nessun prezzo, nessuna finestra, nessuna versione giocabile: a febbraio 2026 lo studio ha dovuto pubblicare un avviso per spiegare che i siti che offrono il download del gioco sono truffe, dato che una build pubblica non è mai esistita. L’italiano non compare fra le otto lingue previste al lancio, e l’audio completo sarà soltanto in inglese e cinese semplificato.

Resta un progetto che mi interessa, e non per la mitologia: per la fisica. Un sandbox in cui il fuoco si propaga sul serio e l’acqua sposta i nemici è la cosa che i survival promettono da Valheim in poi e che quasi nessuno mantiene, Palworld compreso. È anche la voce che costa di più in memoria, ed è esattamente quella su cui lo studio deve ancora mettere le mani.

Il verdetto: se entro l’autunno CyancookGames non abbassa quei requisiti e non fa scaricare qualcosa a qualcuno, il 2026 della scheda Steam diventerà un 2027, e questo resterà l’esempio di come si brucia un anno di attesa con un foglio di specifiche.

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