Le vendite settimanali di Steam Deck sarebbero calate fino all’82% dopo il rincaro deciso da Valve a fine maggio 2026. La stima arriva da Boiling Steam, sito specializzato in gaming su Linux, che ha ricostruito i volumi partendo dalla classifica settimanale dei prodotti più venduti su Steam. Valve non ha diffuso numeri ufficiali e non ha commentato l’analisi.
A pesare più del calo dei pezzi è quello degli incassi: dopo il rincaro ogni console venduta frutta molto di più, eppure il fatturato settimanale della macchina risulterebbe sceso di circa il 72%.
Da 549 a 789 dollari, e giù dalla classifica
A fine maggio 2026 Valve ha ritoccato il listino dell’intera gamma, motivando la scelta con il costo crescente della memoria. Il modello OLED da 512 GB è passato da 549 dollari a 789, quello da 1 TB da 649 a 949 dollari, un aumento intorno al 45%. Poco prima l’azienda aveva tolto dal catalogo la versione LCD, la più economica, lasciando a listino le sole OLED.
Nel corso del 2025 Steam Deck si era assestata al quarto o quinto posto della classifica globale settimanale di Steam, con poche oscillazioni stagionali. Da luglio 2026 oscilla tra l’ottava e la quattordicesima posizione, e nelle ultime due settimane rilevate da Boiling Steam si è fermata al quattordicesimo posto.
Come si arriva alla stima dell’82%
La classifica dei più venduti di Steam ordina i prodotti per incasso lordo dei sette giorni precedenti, non per pezzi venduti, e Valve non pubblica le unità. Boiling Steam sfrutta il fatto che quella distribuzione segue una curva molto ripida: le prime cinque posizioni raccolgono una quota di spesa enormemente maggiore, e ogni gradino verso il basso vale molto meno del precedente. Confrontando le voci immediatamente sopra e sotto Steam Deck, il sito stima un fatturato settimanale tra 6 e 10 milioni di dollari quando la console stava tra il quarto e il quinto posto, e tra 1,2 e 2,5 milioni nella fascia attuale.
Tradotto in pezzi, si passerebbe dagli 11.000-18.000 a settimana del 2025 ai 1.400-3.000 di luglio 2026. Boiling Steam parla di un collasso quasi totale della domanda fisica. La stessa metodologia era già stata applicata dal sito alla Steam Machine, valutata intorno alle 12.000-15.000 unità settimanali. Sono estrapolazioni da dati pubblici, non cifre di vendita: vanno lette come ordine di grandezza.
A monte c’è il prezzo della memoria
Il rincaro non ha spostato il costo sul cliente, lo ha tolto dal mercato, e la causa sta più indietro nella catena. I prezzi di RAM e memoria sono saliti in modo verticale sotto la spinta della domanda dei centri dati per l’intelligenza artificiale, al punto che a giugno 2026 tre produttori sono finiti sotto causa antitrust negli Stati Uniti con l’accusa di aver coordinato la scarsità.
Valve non si aspetta un miglioramento a breve. Il 17 luglio 2026 l’ingegnere Yazan Aldehayyat ha detto a Bloomberg che la situazione continua a peggiorare, indicando una finestra di tre-sei mesi prima che i listini al dettaglio recepiscano del tutto gli aumenti, e non ha escluso ulteriori ritocchi alla Steam Machine, uscita a 1.049 dollari. Il quadro hardware di Valve era già sotto pressione: nei nostri confronti di giugno la Steam Machine restava dietro a PS5 Pro e Switch 2 pur costando di più.
Con un prezzo d’ingresso di 789 dollari, Steam Deck compete ora con macchine che nel frattempo non hanno subito lo stesso salto. A luglio 2026 il prezzo medio di vendita è circa 300 dollari più alto di quello che era prima del ritocco: sono i margini a tenere in piedi i conti, non i volumi.
È una posizione fragile per un prodotto che vive di ecosistema. Se le stime reggono e Valve non interviene sul listino, la console uscirà stabilmente dalla top ten della classifica settimanale entro l’autunno, e a quel punto il problema smetterà di essere solo commerciale: una base installata che cresce di 1.500 pezzi a settimana giustifica molto meno il lavoro di compatibilità che ha reso SteamOS interessante per gli sviluppatori.


