Il cooperativo per uno-quattro giocatori Shared Custody è stato annunciato il 26 settembre dallo studio neozelandese EAT PANT. Si gioca nei panni di demoni a cui è stata affidata la tutela legale temporanea di Sprog, erede del trono infernale, e il compito è portarlo attraverso una serie di mondi pericolosi fino agli Unholy Gates, le porte che chiudono il viaggio. Vivo, possibilmente, e di buon umore.
Il secondo requisito è quello che complica tutto. Sprog avanza richieste in continuazione, e il gruppo deve decidere ogni volta se assecondarlo o tirare dritto. Vuole essere preso in braccio da un giocatore preciso, vuole essere intrattenuto, e ogni tanto chiede qualcosa di meno innocente, dalle parti del sacrificio.
Il sistema che punisce chi si fa carico degli altri
Il sistema che regge tutto si chiama Burnout, ed è un contatore di sfinimento che sale in due modi: quando si subiscono danni e quando si porta in braccio il bambino. Più un demone è esausto, più fatica a muoversi, ad arrampicarsi e a restare in piedi. Chi sviene lascia sul terreno una pozza di sangue disegnata da cartone animato, l’unica avvertenza sui contenuti che lo studio ha messo sulla scheda.
La conseguenza pratica è che il gruppo deve darsi i turni, e che il giocatore più generoso è anche quello che crolla per primo. In una cooperativa a quattro questo crea il tipo di attrito che di solito viene dalla difficoltà del livello, e che qui arriva invece dalla gestione delle forze altrui.
Dove si svolge, e cosa mostra il trailer
Gli scenari sono modulari e in parte generati dal programma, riempiti di ostacoli e rompicapi ambientali, così che due spedizioni non seguano la stessa strada. Nel filmato di presentazione, come ha notato Automaton, si vede Sprog seduto su una sedia mentre viene accarezzato, poi una ciambella e una bottiglia con scritto whisky scadente offerte per calmarlo. Verso la fine il bambino si stacca da terra, con gli occhi rossi e lampi azzurri intorno, il che suggerisce che il pacco sappia difendersi da solo quando vuole.
Chi è EAT PANT
Dietro il gioco ci sono due persone: Mitch Duncan e Ali Evenbly, che hanno fondato EAT PANT nel 2024 dopo aver gestito insieme MAGGLE Creative, una società di produzione digitale che lavorava su realtà aumentata, realtà virtuale e contenuti in Unity. Il loro primo gioco è Teeto, un platform tridimensionale premiato al Kiwi Game Starter, il concorso neozelandese per sviluppatori, e sostenuto dal New Zealand Centre of Digital Excellence, l’ente pubblico che finanzia il settore nel paese.
Teeto è anche il motivo per cui questo annuncio merita attenzione più di un annuncio qualsiasi: su Steam ha il 94% di giudizi positivi su novantuno recensioni, un campione piccolo ma con una percentuale alta. Aveva già la cooperativa, a schermo diviso, e gli autori hanno spiegato di averla messa dall’inizio perché è il modo in cui giocano loro.
Cosa si sa e cosa no
Steam indica l’interfaccia in italiano, insieme ad altre sette lingue, mentre il parlato resta in inglese. Il gioco esce su PC e nessun’altra piattaforma è stata annunciata, nonostante Teeto sia arrivato anche su Switch, PlayStation 5 e Switch 2, come risulta dalla scheda dello studio su Co-Optimus. I requisiti minimi sono modesti: un processore Intel Core i5, otto gigabyte di memoria, una GeForce GTX 1050, cioè una scheda video di fascia bassa uscita nel 2016, e quattro gigabyte di spazio.
Quello che manca è la data di uscita. Nessuno dei materiali diffusi finora indica un anno, e nemmeno una finestra generica come quelle che di solito accompagnano gli annunci degli indie. Sulla scheda compare la formula che rimanda a un momento imprecisato, non c’è un prezzo, e non è stata annunciata nessuna prova gratuita. Sul sito dello studio non ci sono informazioni aggiuntive rispetto a quelle del negozio.
Resta da capire quanto regga la parte comica su una durata lunga, perché l’idea di fondo, cioè un gruppo che negozia con un bambino ingestibile, funziona benissimo in un trailer da due minuti e deve dimostrare di reggere per un gioco intero. Su questo il precedente dello studio aiuta solo in parte: Teeto è un platform per un giocatore o due a schermo diviso, mentre qui la cooperativa sale a quattro e si gioca in rete, che è un problema di progettazione diverso e più grosso. Il prossimo appuntamento è il momento in cui lo studio deciderà di dire quando esce.


