No Man’s Sky annuncia l’update Cosmos, e Sean Murray spiega perché Light No Fire non si vede da due anni

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Per i dieci anni di No Man’s Sky, Hello Games ha annunciato due cose: come si chiamerà il prossimo aggiornamento del gioco, e perché il gioco successivo non lo vede nessuno da due anni e otto mesi. Di nessuna delle due ha dato un dettaglio in più del minimo indispensabile. Il primo si chiama COSMOS, il secondo è Light No Fire, e la tornata di annunci del 10 agosto 2026 è servita soprattutto a capire come funziona la comunicazione di uno studio che ha smesso di fare marketing.

No Man’s Sky è uscito su PS4 il 9 agosto 2016 in Nord America e il giorno dopo in Europa. Sean Murray, fondatore e direttore di Hello Games, ha festeggiato con una lettera aperta ai giocatori, ripresa per intero da VGC, e con un giro di interviste concesse a quattro testate diverse.

COSMOS, per ora, è un nome alla fine di un trailer

Il nome del prossimo aggiornamento compare in coda al video celebrativo del decennale e dentro la lettera, dove Murray scrive che il team sta lavorando a cose grosse per il futuro del gioco e che seguiranno altre informazioni. Non c’è una data, non c’è un elenco di contenuti, non c’è un numero di versione. Come nota GamesRadar+, l’unico indizio è il nome stesso, che rimanda allo spazio più che alla superficie dei pianeti: una lettura ragionevole, e per ora niente di più di una lettura.

Il contesto però è concreto. COSMOS arriva dopo una fila di aggiornamenti gratuiti usciti nei mesi scorsi: Remnant, che a febbraio 2026 ha portato un’arma a gravità, Xeno Arena con le battaglie tra creature ad aprile, e The Swarm in primavera. Nella lettera Murray mette in fila i numeri del decennio: una quarantina di aggiornamenti maggiori, tutti gratuiti, i numeri di giocatori più alti dal lancio in poi registrati quest’anno, e meno dell’1% dei pianeti visitato da quando il gioco esiste. Ci aggiunge una battuta che è anche un dato: No Man’s Sky gira su all’incirca tante piattaforme quanti sono i membri del team.

Il piano era mostrare Light No Fire sei mesi dopo l’annuncio

Nella stessa lettera, su Light No Fire la formula è che ci stanno lavorando. È la parte che interessa di più e quella su cui si continua a sapere pochissimo: il gioco è stato annunciato ai Game Awards del dicembre 2023, un pianeta grande quanto la Terra da esplorare tutti insieme, e da allora non è stato mostrato mai più.

Murray ha raccontato a Kotaku che il silenzio non era premeditato. Dopo il trailer d’annuncio da novanta secondi aveva in testa un calendario: un approfondimento vero, quello in cui spieghi cosa si fa nel gioco, circa sei mesi più tardi, cioè al Summer Game Fest del giugno 2024. Quell’appuntamento è saltato, e con lui tutti gli altri. Dal dicembre 2023 Light No Fire non è comparso in nessuna vetrina di Geoff Keighley, il presentatore che conduce sia i Game Awards sia il Summer Game Fest.

La ragione che dà è aritmetica. Il gioco è schizzato in cima alla classifica delle wishlist di Steam, le liste dei desideri che i giocatori compilano sulla piattaforma di Valve, e secondo Murray sta al secondo posto. Da lì in poi non è servito altro: «Perché fare marketing?».

Quella frase è arrivata dentro un giro di interviste che Kotaku stessa descrive come un giro d’onore, per uno studio che con la stampa parla poco. Non fare marketing, qui, vuol dire farne una versione che costa meno: nessun trailer da produrre, nessuna presenza a una fiera, quattro pezzi su altrettante testate internazionali nello stesso pomeriggio e un post sul blog ufficiale.

Da dodici a venti persone per un pianeta grande come la Terra

L’unico numero preciso della giornata Murray lo ha dato a GamesRadar+: su Light No Fire lavorano ogni giorno tra dodici e venti persone, più o meno lo stesso numero di quelle che continuano a sfornare aggiornamenti per No Man’s Sky. Fa una trentina di sviluppatori in tutto, dentro uno studio che ne conta circa cinquanta nella sede di Guildford. Per riferimento: la squadra che portò No Man’s Sky al lancio nel 2016 era di quindici persone, e prima di allora la media interna era di sei.

Murray ammette che il gruppo è piccolo e sostiene che gli strumenti e la tecnologia costruiti in casa lo rendano produttivo lo stesso.

Qui la lettura più diffusa del silenzio di Hello Games mostra la corda. Quella lettura dice: dopo il disastro del 2016 lo studio ha imparato a non promettere, quindi tace, ed è un bene. È vera per metà. La lezione che Murray dichiara di aver imparato riguarda la comunicazione, non le condizioni produttive: nel 2016 il problema non era soltanto che ne aveva parlato troppo in televisione, era anche che quindici persone stavano costruendo diciotto quintilioni di pianeti. Oggi ne stanno costruendo uno solo, grande quanto la Terra, in dodici o venti. Con una differenza che gioca a favore di adesso: No Man’s Sky fu tirato su in tre anni, mentre su Light No Fire Murray dice di lavorare da sette.

Cosa si sa davvero del prossimo gioco

Poco, e quasi tutto per via indiretta. A PC Gamer Murray ha detto che Light No Fire seguirà lo stesso modello del predecessore: uscirà come sandbox con un nucleo di esperienza e verrà ampliato dopo, raccogliendo le richieste di chi ci gioca, e a lui piacerebbe starci sopra ancora dieci anni dopo il lancio. Le navi con equipaggio multiplo arrivate su No Man’s Sky con l’aggiornamento Voyagers dell’agosto 2025 sono nate esattamente lì: servivano per attraversare gli oceani di Light No Fire, e sono finite prima nel gioco vecchio. È il motivo per cui vale la pena guardare COSMOS con attenzione: da anni la tecnologia del gioco nuovo entra in circolo passando prima da quello vecchio.

Sulla pagina Steam, controllata oggi, la data di uscita è ancora “da annunciare”, i requisiti di sistema sono da confermare e l’unica piattaforma annunciata resta il PC. Sviluppatore e publisher sono entrambi Hello Games, senza nessuno sopra a cui rendere conto di un calendario. La formula usata nella lettera è la stessa che Murray aveva usato nel novembre 2025 per la campagna degli Steam Awards, quando parlò di un “tiny team”, una squadra minuscola, al lavoro in secondo piano.

I dieci anni di No Man’s Sky sono un traguardo meritato, e ce lo siamo già raccontato con i numeri di Steam alla mano. Ma il bilancio della giornata è che Hello Games ha comunicato due volte senza dire niente: un aggiornamento di cui conosciamo il titolo e un gioco di cui conosciamo il numero di sviluppatori. Nel 2016 Murray aveva parlato troppo e il gioco non era pronto; adesso non parla per niente, e nessuno può verificare se lo è.

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