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Marvel’s Wolverine, la stessa testata gli dà 6, 7 e 8: quanto vale un voto?

Tempo di lettura: 3 minuti

Tre redazioni della stessa testata, lo stesso gioco, tre voti diversi

La testata videoludica più letta al mondo, IGN, ha dato a Marvel’s Wolverine un 6. IGN Italia gli ha dato 7. IGN Spagna gli ha dato 8. Stesso marchio, stesso gioco, stessa settimana, due punti di scarto fra la prima e l’ultima.

Non c’è niente di scandaloso: sono redazioni autonome, con persone diverse che scrivono. È però il modo più rapido per vedere una cosa che il lancio di Wolverine ha reso evidente come pochi altri. Il voto di una recensione misura l’incontro fra un gioco e la persona che lo ha giocato, non una proprietà del gioco.

Da 50 a 100 sullo stesso oggetto

Le 59 recensioni raccolte da OpenCritic vanno dal 2,5 su 5 di Giant Bomb, che sulla scala centesimale dell’aggregatore vale 50, al 100 su 100 di COGconnected. In mezzo ci stanno quattro punteggi pieni, tre voti da 6, e un grosso addensamento fra 7 e 8,5 che produce la media di 79.

Quella media è aritmeticamente corretta e descrittivamente inutile. Un 79 suggerisce a chi legge un gioco solidamente buono con qualche riserva, cioè l’unica cosa che nessun recensore ha scritto: chi lo ha promosso lo ha promosso con entusiasmo, chi lo ha bocciato lo ha trovato noioso. Il valore medio di due giudizi opposti resta un artefatto del calcolo, e descrive una posizione che nessuno dei due recensori occupa.

Quanto la sintesi numerica cambi la notizia lo si vede bene dal titolo che ne è uscito sulla stampa specializzata. Push Square ha dedicato un pezzo al fatto che Wolverine sia fra i giochi interni Sony col punteggio più basso della generazione. Lo ha scritto la stessa redazione che, nella propria recensione, lo ha promosso con un 8 e lo ha definito un gran videogioco.

Le scale non sono nemmeno le stesse

C’è poi un problema tecnico che gli aggregatori risolvono per convenzione e che vale la pena conoscere. Le 59 testate non usano lo stesso metro. Digitec e Gameliner danno voti su cinque, Tom’s Guide su cinque con i mezzi punti. La svizzera GAMES.CH ragiona in percentuale. La coreana FOMOS arriva a un 7,9, Digital Chumps a un 9,1, la croata HCL a 85 su 100.

Convertire tutto in centesimi sembra neutro e non lo è. Un 4 su 5 diventa 80, ma una redazione che lavora su cinque gradini ha quattro possibilità sopra la sufficienza, non quaranta: quel 4 può voler dire 75 come può voler dire 89, e l’aggregatore deve scegliere per lei. Su un campione di 59 testate, decine di micro-arrotondamenti come questo fanno il decimale finale.

I due casi che rompono lo schema

Due recensioni, in questo gruppo, mostrano il limite meglio di qualsiasi ragionamento.

La portoghese Echo Boomer non assegna un numero e viene registrata come non raccomandata. Il testo però dice che Logan torna con una storia originale avvincente e un sistema di combattimento molto godibile, precisando solo che il gioco non raggiunge le vette di altri titoli dello studio. Tradotto in una casella binaria, quel giudizio diventa un no che il testo non contiene.

Il canale di analisi ACG, di suo, i voti non li usa proprio: la sua conclusione è “aspettate i saldi”. È una raccomandazione precisa, utile e perfettamente chiara, e non è convertibile in nessun numero senza perdere esattamente l’informazione che contiene, cioè che il problema non è la qualità ma il prezzo.

Dove i recensori invece concordano

La cosa più utile è che sotto i numeri discordanti ci sono rilievi che si somigliano moltissimo.

Praticamente tutti scrivono che il combattimento restituisce bene la sensazione di essere Wolverine e che diventa ripetitivo prima della fine. Praticamente tutti lodano la confezione tecnica e l’interpretazione di Liam McIntyre. Praticamente tutti registrano una campagna lineare fra le dodici e le venti ore con poco da fare a lato.

Le stesse osservazioni, in redazioni diverse, producono voti agli antipodi perché cambia quanto pesano. Per chi recensisce dando priorità alla tenuta di un sistema di gioco sulla distanza, la ripetizione è il difetto che determina il voto. Per chi valuta il pacchetto di un’esclusiva cinematografica, la stessa ripetizione è un rilievo accanto a una produzione che funziona. Sono due mestieri diversi che escono con lo stesso formato numerico.

A cosa serve allora leggere le recensioni

La conclusione pratica è meno cinica di quanto sembri. Le 59 recensioni di Marvel’s Wolverine sono informative: dicono con notevole precisione cosa il gioco fa e cosa non fa. È la loro sintesi in un numero unico a non esserlo.

Chi deve decidere se spendere 79,99 euro il 15 settembre ha già tutto quello che serve, e non sta nella media. Sta in tre domande. La ripetizione di un sistema di combattimento su quindici ore è un problema per te o no. Una campagna lineare senza attività secondarie ti va bene, o ti sembra poco per quel prezzo. E una storia che qualcuno definisce il miglior lavoro di Insomniac e qualcun altro la parte peggiore del gioco ti incuriosisce abbastanza da volerla verificare di persona.

Chi risponde in un modo troverà il gioco da 9 che alcuni hanno recensito. Chi risponde nell’altro troverà quello da 6. Entrambi avranno giocato lo stesso gioco, ed entrambe le recensioni erano corrette.

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