Ma quanto è brutto The Last of Us?

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Insomma: a me non piace per niente. E non parlo della serie TV, quella dove Bella Ramsey fa le faccine. No, parlo del gioco che ho provato più volte ma che ho sempre trovato pesante e noioso. Inizialmente pensavo che dipendesse da me, magari sono il classico tipo che vuole subito l’azione senza troppi discorsi iniziali, poi però mi sono ricordato che il mio gioco preferito per PS4 è Detroit Become Human. Quindi ho analizzato vari fattori: il personaggio iniziale che cammina in maniera lentissima portandoti a imprecare, la compagna all’inizio che va in giro a casaccio davanti alle guardie che cercano lei e il protagonista e e che urlano “Dove saranno finiti?” o il sistema di mira da denuncia. Assurdo, in tanti gridano al capolavoro, perché io lo trovo così orrendo?

Mi sa che sono io che non guardo cosa dice la massa. Mi era già capitato una vita fa in una delle mie prime recensioni, quella di Resident Evil 5. Parliamo di recensione scritta all’uscita del gioco quindi i miei ricordi non sono così chiari, ma ricordo bene ciò che mi aveva infastidito maggiormente: la massiccia presenza di zone Trigger. In sostanza, tutto il gioco si riduce a “Vai nella nuova zona, attira un interruttore, sopravvivi ai nemici che arrivano, ripeti”. Quella volta mi presi offese di tutti i generi che, sia chiaro, non mi fecero né caldo né freddo, anche se avrei accettato qualche motivazione. E sono sicuro che me ne prenderò tanti altri di insulti per il discorso di The Last of Us, anzi… Guarda un po’, mi faccio odiare ancora di più: proprio parlando di Naughty Dog ho trovato pessimo anche il primo Uncharted, così brutto che dopo un’ora di gioco ho smesso e ho deciso di non continuare. Ammetto però che quando parlo male di questo gioco per lo meno alle offese vengono accompagnati alcuni chiarimenti, tipo che sarà pure invecchiato maluccio ma il vero capolavoro è il secondo! Mi ricordano un po’ i tizi che quando dici di esserti fermato al terzo episodio della serie ti chiedono di guardarti due stagioni intere per poter giudicare…

Quindi, riassumendo: ho parlato male di mostri sacri come Resident Evil, The Last of Us e Uncharted ma… Un attimo, ora che ci penso nemmeno GTA 5 non è ‘sto gran giocone: ok per il discorso di personaggi carismatici e altre robe, ma mi è sembrato un gioco di pattinaggio sul ghiaccio per quanto riguarda la guida, per non parlare dell’orizzonte gestito malissimo (quasi quanto in San Andras). A pensarci bene Sleeping Dogs che è del 2012 ha una giocabilità mille volte più bella.

Ok, a questo punto vi siete incazzati? Bene, ne sono felice. Perché se ve la siete presa significa che ciò che penso è vero. Sony, Rockstar e tutte le altre case non cercano clienti fedeli ma idioti che li seguono adulandoli. Io sto giocando a Ender Magnolia in questo momento, un giochino indie davvero bello, ma se qualcuno domani mi dicesse che fa schifo sapete cosa gli scriverei? Che dovrebbero giocarlo. Ma non per fare il solito saccente che si sente superiore con frasi fatte tipo “non puoi capire se non lo giochi”, posso comprendere che un genere non piaccia. No, lo farei piuttosto perché so che quella persona si sta perdendo l’esperienza di un giochino adorabile. Figurati se mi offendo perché qualcuno ha detto che il gioco che tanto amo è brutto. Non vuoi provarlo, pensi proprio che non ti piaccia? Ok, amici.

Scusate poi se ho preso come esempio un indie e non di un tripla A, difficilmente gioco a prodotti di gente che prende i propri clienti per stupidi. Perché mentre Hades ci permette di oltrepassare senza problemi l’allenatore che spiega come si gioca (ma da cui andrete a ogni arma sbloccata per vedere cosa fanno i vari attacchi), Call of Duty ci insegna a usare la levetta sinistra per muoverci e la destra per guardarci intorno fino a, pensate un po’, premere il grilletto per sparare! Addirittura a volte ci dicono di muoverla in tutte le direzioni, non sia mai che dimentichiamo che esista sia la destra che la sinistra, magari poi giriamo in tondo per tutto il tempo. Ecco, come si fa a pensare in questo caso che non ci considerino degli stupidi? Sì, pensano che voi che siete pronti a offendere qualcuno che critica il gioco del momento pur di difenderli, siate degli emeriti imbecilli. Dite che possiamo saltare il tutorial di COD? Certo, ma intendiamoci: non lo fa nessuno, specie per il fatto che tutti vogliono avere quella tacca rappresentata dall’obiettivo o dal trofeo. 

Sono come quei produttori che mettono una deficiente al comando della realizzazione di Dragon Age Veilguard, pensando che tanti idioti si scanneranno fra loro con gente che dà del razzista ad altri che fanno i paladini dell’antiwoke. E il risultato qual è? Che quei produttori che inizialmente pensano che “più se ne parli meglio è” quando vedono i risultati licenziano più di metà del team, mentre la tizia che ha fatto il gioco viene premiata da altri produttori, quelli della Wizards. Insomma, non ho mica scritto che i produttori non siano stupidi, eh…

Eppure ancora c’è gente che pensa che i cosiddetti contenuti woke vengano messi per attirare pubblico o avere contributi da presunte leggi dello stato. Beh, se fosse viste le perdite ricevute avrebbero smesso di farlo da tempo. Facciamo un altro esempio con quei giochi che mi piacciono tanto: gli indie. Prendiamo Dustborn. Dustborn è un gioco che fa rabbia ma non per quello che pensate voi. Poteva essere un capolavoro, ci sono piccole chicche interessanti come la parte dell’autostrada e la grafica non ha uno stile fatto per attirare utenti, non hanno disegnato i personaggi come quelli di Fortnite. No, hanno chiamato un artista che ha uno stile ben preciso e gradevole. Però il gioco è osceno. Bug, transizioni ridicole fra un ambiente e un altro, camera e posizionamenti fatti malissimo (tipo i personaggi che indicano parti sbagliate), trama fatta per far incazzare gli utenti (pensate che il potere principale della protagonista è quello di zittire la gente gridandogli in faccia). Eh sì, i contenuti inclusivi sono così esagerati da far apparire le minoranze come un gruppo di rancorosi che detesta chi minoranza non è.

Con queste premesse come pensate che sia andato il gioco? Malissimo,  la casa produttrice ha tentato di aggiornarlo e di difendere chi l’ha programmato, ma a un certo punto si è rassegnata per poi buttarsi su un nuovo progetto. Provate a dare un occhio a Hello Sunshine su Steam. Non è inclusivo, ma è d’atmosfera. Una roba che ricorda il gigante di ferro, anche se il gigante in questione tanto buono non è. Sinceramente, nonostante abbia odiato Dustborn, definendolo addirittura il gioco più brutto di quell’anno, non vedo l’ora di provare Hello Sunshine.

Le case indie fanno questo, cercano di fare robe nuove che possono piacere o meno agli utenti. Esempi? Rift of Necrodancer, Darkest Dungeon 2… Nessuno comprerebbe uno di questi giochi per il fatto che sia un seguito, saranno pure dei brand discretamente famosi ma sono proposti a persone che magari quei giochi nemmeno ricorderanno d’aver giocato i primi capitoli. Se sei una piccola casa devi riuscire a stravolgere un esperienza perché nel mondo indie funziona al contrario, si tende a odiare un gioco anche senza averlo giocato. Un po’ com’è successo a Slay the Spire 2, che è pieno di robe nuove ma dato che qualche recensore ha scritto che hanno aggiunto solo carte e nuovi personaggi da usare, a tanti fa pena.

E poi c’è GTA 6… Dio, quanto sarà bello il nuovo GTA, forse anche più bello di The Last of Us. Esce a novembre e non ci hanno fatto sapere ancora nulla sul gioco. Perché pensano che siamo stupidi. E, vedendo quante sono state le prenotazioni nonostante si tratti di un gioco only digital che può essere acquistato tranquillamente al lancio, forse hanno ragione a pensarlo.

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