Un'immagine di Saros, l'ultimo gioco di Housemarque uscito sotto la direzione di Ilari Kuittinen

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Housemarque perde il suo cofondatore: Ilari Kuittinen lascia dopo trentun’anni nel settore

Tempo di lettura: 3 minuti

Housemarque saluta il suo cofondatore. Ilari Kuittinen ha lasciato lo studio finlandese dopo trentun anni, chiudendo una carriera di trentatré anni nell’industria dei videogiochi. Il suo ultimo giorno è stato il 31 agosto, e l’annuncio è arrivato con un messaggio pubblicato dallo studio.

Chi è Kuittinen, e cosa è passato dalle sue mani

Kuittinen aveva fondato Terramarque nel 1993. Due anni dopo quella società si è fusa con Bloodhouse, lo studio di Harri Tikkanen, e dalla fusione è nata Housemarque, che da allora è una delle case di sviluppo attive più longeve della Finlandia. Come ricostruisce Gematsu, sotto la sua direzione sono usciti Supreme Snowboarding, Super Stardust HD, Resogun, Returnal e Saros.

È un elenco che racconta una traiettoria precisa: dallo sparatutto arcade a schermo fisso, genere che negli anni Duemila sembrava condannato ai giochi scaricabili da pochi euro, fino a una produzione di fascia alta come Returnal. Quel gioco, uscito nel 2021 in esclusiva su PlayStation 5, è stato anche il motivo per cui Sony ha comprato lo studio dopo ventisei anni di indipendenza, portandolo dentro PlayStation Studios.

Nel messaggio d’addio, riportato da VGChartz, Kuittinen ringrazia Tikkanen, i colleghi di Sony Interactive Entertainment e chiunque sia passato per lo studio. Descrive il proprio ruolo in una riga: creare le condizioni perché delle persone brave potessero lavorare senza ostacoli e protette.

Sul momento in cui arriva c’è un dato di fatto utile. Come nota Techtroduce, l’uscita segue di pochi mesi Saros, che è il secondo gioco importante consegnato dallo studio da quando fa parte di PlayStation Studios. Lo studio arriva quindi all’avvicendamento con una produzione appena chiusa alle spalle e nessuna in corso di cui si sappia.

Il passaggio di consegne era già fatto

La parte che conviene tenere presente, prima di leggere la notizia come un altro pezzo di PlayStation Studios che si stacca, è che la transizione era organizzata da mesi. Sami Hakala, prima vicedirettore, è managing director di Housemarque dal 1 luglio, come segnala Console Creatures, e Kuittinen è rimasto per tutto agosto ad accompagnare lui e il resto della dirigenza.

Detto altrimenti, lo studio non resta scoperto e non c’è nessuna uscita improvvisa da spiegare. È l’ultimo passaggio formale di un avvicendamento cominciato all’inizio dell’estate.

Kuittinen, secondo Beebom, si prende una pausa dopo trentatré anni ininterrotti. Non sparisce del tutto: continuerà a farsi vedere a fiere ed eventi di premiazione, e non esclude di dedicarsi in futuro alla consulenza o all’affiancamento di studi più giovani.

Kotaku ha titolato la notizia parlando dell’ennesimo cofondatore di uno studio PlayStation che fa un passo indietro, e la lettura ha un suo senso in un anno in cui il settore ha perso parecchie figure storiche. Vale però la pena distinguere: qui non ci sono licenziamenti, cancellazioni o ristrutturazioni intorno, e lo studio ha appena consegnato un gioco.

Perché la sua uscita conta più della media

Le partenze dei dirigenti nel settore sono all’ordine del giorno, e nella maggior parte dei casi valgono una riga. Questa pesa di più per una ragione anagrafica: trentun anni nello stesso studio, in un’industria dove la durata media di uno studio si misura in cicli di console, sono un caso raro anche in Europa, e le direzioni così lunghe si contano su una mano.

Conta anche per un motivo industriale. Housemarque ha attraversato tre epoche diverse restando la stessa cosa: i giochi a budget medio degli anni Novanta, la fase dei titoli scaricabili in cui gli sparatutto arcade tenevano in vita lo studio, e infine l’ingresso in una struttura di prima fascia. Chi ha guidato quel passaggio senza cambiare mestiere ha qualcosa da dire su come si tiene in piedi uno studio, e non è detto che il prossimo posto in cui lo dirà sia una casa di sviluppo.

Sul fronte dei giochi, l’ultimo lavoro uscito sotto la sua gestione è Saros, arrivato su PlayStation 5 il 30 aprile 2026, di cui avevamo raccontato le differenze rispetto a Returnal: la possibilità di assorbire i proiettili nemici per accumulare energia, la sospensione delle partite e una progressione più immediata tra un tentativo e l’altro. Chi raccoglie l’eredità di Kuittinen parte da lì, cioè da uno studio che è riuscito a fare due volte lo stesso genere senza ripetersi.

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